[Coach Creativo]

Stop alle storie sponsorizzate: Facebook dal 9 aprile chiude le “sponsored stories”.

“Paul ha fatto “mi piace” sulla pagina …”, “Francesco parteciperà all’evento…”, “Jennifer si trova…”. Quante volte ci sono apparsi questi messaggi sulla nostra bacheca di Facebook?

Si tratta di annunci legati alle interazioni di un utente con le pagine sponsorizzate che spingono a cliccare o a prestare attenzione grazie al fatto che sono effettuate da un elemento facente parte della nostra cerchia di amici di Facebook. Sono le “sponsored stories” o storie sponsorizzate che hanno costretto Facebook a pagare numerosi danni causati da abusi sulla privacy.

Facebook ha deciso di chiudere con le “sponsored stories” dal 9 aprile 2014.

Questo, ovviamente, non significa che verranno eliminate le notizie sponsorizzate di Facebook Ads, ma solo modificate, ridefinendo il concetto di targeting su un contesto sociale che agirà su 4 aree chiave che si sommeranno tra loro creando un target di utenza più preciso.

Pertanto gli annunci sponsorizzati compariranno sulla Newsfeed e nella colonna di destra senza mostrare l’utente e la foto che avrà dato il suo “like” ciò senza impedire a Facebook di orientare la pubblicità in modo mirato.


[Coach Creativo]

Bohemièn anticonformismo e amore per lo stile del 2014

Anticonformista e anticonvenzionale, romantico e focoso,  underground e lontano dalle regole ecco cosa significa essere bohemièn!

Uno stile di vita che si esprime attraverso l’arte, l’arredamento, l’abbigliamento e il pensiero.

Bohémien è un termine che esula da qualunque definizione di tipo ideologico o scolastico, tanto meno riguardo a una moda o un genere di abbigliamento. Esso è infatti un epiteto assegnato a quei poeti di genio che vivono la lacerazione fra sé in quanto letterato e artista, e dunque individuo, e la società, a causa dell’incomprensione da parte di quest’ultima del valore della propria arte, con un conseguente e spontaneo istinto alla provocazione, alla dissacrazione di valori precostituiti e del buon senso, ad un atteggiamento autoannichilente, distruttivo, e, ovviamente, asociale. La società costituisce una prigione per il Bohémien: essa avvilisce la fantasia, la volontà, l’immaginazione, inghiottisce e oblia ogni scintilla nella superficialità e nel vuoto; il risultato è un atteggiamento ribelle che si pone in sistematica opposizione ad ogni valore e costume del buon senso, unico modo per ritrovare una forma di libertà. (Fonte: http://it.wikipedia.org/)

Con il  termine Bohemièn si usava descrivere lo stile di vita al margine, in equilibrio precario tra povertà e sopravvivenza, che seguivano pittori, modelle, musicisti ed artisti d’ogni genere nel 1800 romanzati dallo scrittore Henry Murger con le sue “Scènes de la vie de bohème” e teatralizzati nell’opera musicale pucciniana “La Bohème”.

Lo stile bohemièn ritorna prepotentemente di moda nel 2014. Abiti comodi, che non impediscono i movimenti, dalle linee stravaganti e tzigane, realizzati utilizzando tessuti naturali e grezzi nei colori caldi del rosso, porpora, viola, arancione, oro, sabbia e marrone. Dettagli etnici e country con ricami e pizzi trafugati dai bauli della nonna.

Per un arredo in stile bohemièn largo ai colori vivaci. Non ci sono regole, l’importante è creare un mix tra etnico e moderno con trovate originali e personalizzate, utilizzando tanta creatività e fantasia con oggetti e mobilio che possono essere spostati e modificati in modo perfettamente intercambiabile.

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Lo stile di vita bohemièn è quindi un inno alla libertà, al sogno, alla creatività senza limiti. Forse un po’ stravagante, ma pieno di impeto e di amore.


[Coach Creativo Social Media]

Facebook sotto attacco? In California una class action per violazione della privacy

Il Financial Time (fonte: http://www.ft.com/) in questi giorni ha pubblicato la notizia di una class action contro Facebook.
Dai documenti depositati presso la Corte distrettuale del nord della California da oltre 166 mila utenti degli Stati Uniti…

si evince che il social network utilizzerebbe e archivierebbe il contenuto dei messaggi privati per venderli a società terze che li utilizzerebbero per fini commerciali attraverso inserzioni pubblicitarie mirate, violando in tal modo l‘Electronic Communications Privacy ActFacebook agirebbe intercettando link contenuti nei messaggi privati riuscendo a captare gusti e preferenze reali degli utenti, che non rivelerebbero in pubblico, con un giro di affari di miliardi di dollari.

Un portavoce di Facebook ha dichiarato che le accuse sono infondate e che si difenderà strenuamente.

Certo è che il social network è sempre più alla ricerca di rendimenti economici tali che continuino a far funzionare la piattaforma di social networking in forma gratuita.

Sarà questa la causa della morte di Facebook?

Certo che no, certo è che continue notizie sulla violazione della privacy da parte del social network portano ad una perdita di fiducia da parte degli utenti che potrebbe minacciare le sorti di Facebook.


[Coach Creativo Social Media]

La nostra vita in un fumetto. Bitstrips: cos’è e come funziona

Bitstrips è la nuova app per iOs e Android che sta spopolando nei social network: un post che diventa fumetto e racconta tutti i nostri stati e le nostre emozioni attraverso una vignetta.

Con Bitstrips è possibile creare un avatar a propria immagine e somiglianza potendo scegliere tra numerosissimi tratti del viso, capelli e acconciature, abiti e accessori adatti ad ogni occasione. Dopo aver creato il nostro avatar sarà sufficiente cliccare sul tasto “save” per salvare la nostra immagine che verrà visualizzata sul nostro profilo.

Allo stesso modo sarà possibile creare un avatar di un nostro amico da utilizzare per realizzare una vignetta da condividere con qualcuno.

A questo punto siamo pronti per dare spazio alla fantasia e alla creazione di scenette di vita quotidiana che esprimano ciò che stiamo facendo e i nostri pensieri, in modo nuovo e divertente, potendo scegliere tra oltre 1500 situation, messe a disposizione da Bitstrips, inserendo dialoghi e didascalie.

L’applicazione può essere utilizzata anche direttamente dalla propria utenza di Facebook dove è possibile scegliere tra un maggior numero di opzioni per costruire il proprio avatar.

Pronti a creare il vostro fumetto?

 


[Coach Creativo]

Quali sono i Social Networks in Cina?

Qzone

Qzone (cinese: QQ 空间) è un social network, creato dalla Tencent Holdings nel 2005. Permette agli utenti di scrivere blog, tenere un diario, inviare foto e ascoltare musica. Gli utenti possono impostare il loro background Qzone e selezionare gli accessori in base alle loro preferenze in modo che ogni Qzone è personalizzato. Tuttavia, i servizi più Qzone non sono liberi, e solo dopo l’acquisto del “Diamond Canarie” gli utenti possono accedere a tutti i servizi senza pagare alcunché. Una versione mobile è disponibile a costo aggiuntivo.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Qzone

Sina Weibo

Sina Weibo (新浪微博sempl., Xīnlàng Wēibópinyin) è un sito di microblogging cinese. È un ibrido fra Twitter e Facebook, è uno dei siti più frequentati della Cina, si calcola che più del 53% delle persone che hanno accesso a internet in Cina usi Sina Weibo, quasi come il market di Twitter in USA[senza fonte]. Conta più di 500 milioni di iscritti e 100 milioni di pubblicazioni giornaliere. È subentrato nel mondo del microblogging cinese a seguito del blackout imposto dal governo cinese dopo i disordini nella città di Urumqi del luglio 2009, che hanno portato alla chiusura di numerose piattaforme di microblogging quali Fanfou, Jiwai, Digu e Zuosa[senza fonte]. Il 14 agosto 2009, dunque, viene fondato per iniziativa della Sina Corp., che acconsente al monitoraggio e al controllo da parte delle autorità governative. L’interfaccia è solo in lingua cinese ma è disponibile una versione in Italiano basato su Xweibo

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Sina_Weibo

Tencent Weibo

Tencent Weibo è un servizio cinese di microblogging. Il sito è stato lanciato dalla Tencent Holdings Limited ad aprile 2010, ed è ancora attualmente in fase di beta testing. Gli utenti possono trasmettere un messaggio di cui 140 caratteri cinesi al massimo attraverso il web, SMS o smartphone.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Tencent_Weibo

Foto di: @yakobusan Jakob Montrasio 孟亚柯