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[Social Media]

I tuoi prossimi clienti sicuramente faranno parte della Generazione Z.

Perchè parlare della Generazione Z? Perchè saranno i vostri prossimi clienti!

Generazione Z: iGen, Post-Millennials, Centennials, o Plurals. Sono i nati dopo i Millennials, ovvero i nati dalla seconda metà degli anni novanta o dagli inizi del 1995 fino al 2010. In questo momento a causa della grave recessione stanno vivendo una sensazione di instabilità e insicurezza.

Generazione Z: chi sono?

Generazione Z - come acquistano

Uniquely Generation Z What brands should know about today’s youngest consumers

La generazione Z comprende i ragazzi tra i 19 e 21 anni, sono i ragazzi nati con la tecnologia a portata di “pannolino”, rappresentano la nuova frontiera dei consumatori, generazione che presenta caratteristiche ben precise e fortemente in aumento.

A dispetto della loro giovane età hanno un grande potere sulle decisione in merito agli acquisti in famiglia e non solo. I Gen Zers, Generazione Z, nascono intorno agli anni ’90 e sono più di due miliardi.

Rispetto alla generazione che li ha preceduto, ovvero i Millennials, loro nascono in un’era totalmente digitale, sono completamente immersi nel mondo virtuale che percepiscono sin da subito come naturale e scontato.

Come acquistano?

Sono socievoli e capaci di gestire la vita virtuale e quella reale con estrema padronanza. I loro acquisti passano al vaglio di una attenta ricerca in rete, ma come dimostrano i sondaggi il 98 % dei Gens Zers acquista nei negozi reali e poco dai negozi on line, questo sottolinea il loro pragmatismo e senso del reale. In famiglia possiedono grande credibilità tanto da influenzare gli acquisti di tutti i membri del nucleo familiare.

Il mercato mondiale ha già iniziato a prendere fortemente in considerazione i loro gusti ed esigenze per essere in grado di soddisfare le loro aspettative. L’IBM Institute for Business Value (IBV) ha condotto un’indagine globale su 15.600 Gen Zers di età compresa tra 13 e 21, indagando a fondo così gusti e preferenze di questi nuovi attenti e scaltri consumatori.

Generazione Z: acquirenti molto intelligenti e attenti.

Nonostante la loro giovane età i Gen Zers sono una generazione di acquirenti molto intelligenti e attenti.

Sin da piccoli questi ragazzi sono avvezzi ad utilizzare la rete per qualsiasi tipo di esigenza e bisogno in rete, iniziano con i giochi quando sono piccoli, passano poi ai loro cartoni preferiti o la loro canzone che tanto li diverte da youtube, continuano poi con curiosità su cose che ascoltano o sentono dai grandi in maniera troppo generica per loro, e così iniziano a sviluppare quella tendenza di essere autosufficienti nel cercare risposte.

Così anche i loro acquisti sono influenzati e determinati dal loro naturale rapporto con la rete. Prima di acquistare qualsiasi prodotto, consultano tutte le possibili informazioni , le recensioni, le descrizioni del prodotto e le valutazioni riguardo ai venditori.

Sono acquirenti intelligenti, capaci di scegliere nel vasto mare delle rete le cose importanti ed essenziali. Anche se il potere di acquisto è limitato i Gen Zers però influenzano in maniera decisiva le scelte di acquisto dei propri familiari più anziani.

Con le loro conoscenze digitali ispirano fiducia e diventano i consiglieri dell’intero nucleo familiare. In virtù della loro capacità di muoversi tra gli infiniti prodotti il mercato deve necessariamente riuscire ad assecondare le loro esigenze riuscendo ad individuare ciò che per loro è indispensabile e sapere come questi ragazzi amano impegnare il loro tempo libero.

Sono esigenti?

L’uso che fanno delle rete li obbliga ad essere estremamente esigenti nei confronti della tecnologia. L’87% dei GZ ha accesso ad internet ad alta velocità, il 66% invece utilizza più di un dispositivo alla volta.

La maggior parte dei ragazzi si dimostrano poco favorevoli ad utilizzare applicazioni difficili e sofisticate, meglio applicazioni semplici che gli assicurano ulteriore velocità di tempi.

Si sono dimostrati poco pazienti e poco tolleranti per guasti ed errori del sistema. Nella scelta quindi dei prodotti che degli strumenti da utilizzare fattori determinanti sono qualità, disponibilità e valore del prodotto. Queste tre caratteristiche determinano la loro scelta di una marca a dispetto di un’altra.

Più di 2 miliardi di ragazzi dichiarano di stare al cellulare mediamente 5 ore al giorno!

Il rapporto con il mondo reale

Generazione Z - Tempo speso

Uniquely Generation Z What brands should know about today’s youngest consumers

La generazione Z è sempre online oppure offline, sono sempre connessi e abituati ad avere tutto 24h/24h. Per loro comunicare e socializzare è molto importante, la loro comunicazione è cambiata molto rispetto alle generazioni precedenti.

Oggi comunicare e socializzare assume anche qui aspetti molto più snelli e veloci. Attraverso una semplice foto posso raccontare un viaggio, una giornata trascorso in un luogo particolare.

Nei loro stati che pubblicano sui vari social posso raccontare un dispiacere, una gioia oppure esprimere il loro dissenso o consenso. In base a sondaggi effettuati su un vasto campione molti ragazzi utilizzano soprattutto smartphone e dichiarano di stare al cellulare mediamente 5 ore al giorno.

Le donne prevalentemente chattano invece i maschi trascorrono molto più tempo a giocare sui loro dispositivi. Altri invece impiegano il loro tempo in rete per acquisti o per informarsi e imparando cose nuove.

Sono molto informati

Sono quindi ragazzi che attraverso la rete si tengono informati attraverso notiziari su eventi globali turbolenti. Seguono attentamente la recessione, il terrorismo e gli attacchi cibernetici.

Le scuole oggi forniscono insegnamenti sui rischi e i pericoli del cyberspazio imparando così quanto importante sia la loro privacy e la loro sicurezza, tutelando se stessi da possibili e probabili incidenti.

I Gen Zers sono prudenti circa la condivisione di informazioni personali sensibili online.

Meno di un terzo ha dichiarato di essere a proprio agio condividendo dati personali diversi da informazioni di contatto e cronologia degli acquisti

Via: https://www-01.ibm.com/common/ssi/cgi-bin/ssialias?htmlfid=GBE03799USEN&

Generazione Z - Inforgrafica

Uniquely Generation Z What brands should know about today’s youngest consumers


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[Trends]

Stasera inizia Sanremo, ma…

Sempre meno persone lo guarderanno.

Dite la verità, quanti di voi guarderanno il festival tra un post su Facebook, Twitter, una chat su Whatsapp, una foto su Instagram… o altro?

Ormai la televisione non la guarda più nessuno, la tv si sta spostando sul web.

La finale del 2014 è stata la meno vista di sempre con uno share del 43,51%, mentre l’anno scorso la finale ha raccolto il 54,21% di share!

Ecco una mia analisi sullo share… ormai l’interesse tende a zero:

Schermata 2016-02-08 alle 17.09.15

Fonte Wikipedia

Intanto su Facebook accade questo:

Schermata 2016-02-08 alle 17.12.59“Lunedì (24 agosto) 1 persona su 7 ha utilizzato Facebook per connettersi con i suoi amici e familiari” – Mark Zuckerberg

Ma quanti utenti italiani sono su Facebook? Tanti…

Facebook_in_Italy_2014_690

Fonte http://vincos.it/

Bisognerebbe inventarsi qualcosa per raggiungere i telespettatori distratti anche da Sanremo… 😜

 


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[News]

Google Web Designer: Siti e applicazioni in HTML5

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Google web Designer: Crea siti e applicazioni web in HTML5

Google non finisce mai di stupirci, la società colosso della contea di Santa Clara infatti, pare che stia per lanciare nei prossimi mesi, un nuovo tool che dà la possibilità di creare siti e applicazioni web in HTML5 gratis. L’uscita dell’applicazione è stata annunciata stamattina con un post sul pubblicato sul blog DoubleClick. Google Web Designer potrà ritornare molto utile alle sia alle agenzie che a privati, che si occupano di web design e sviluppano annunci pubblicitari in rete.

Google Web Designer sarà superiore agli altri competitor come Wix o Squarespaces?

Non ci resta che attendere, ma conoscendo Google sicuramente ci sarà un passo in avanti per quanto riguarda l’utilizzo di HTML5 con molta semplicità e cura nei dettagli.


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[News]

Top Five: suggerimenti per la SEO!

Consigli di Shah Dharmesh per la SEO:

 

1)      Risolvere i problemi delle persone

2)      Rendere il proprio sito veloce e snello

3)      Fare attenzione alle basi dell’indicizzazione

4)      Promuovere i promotori

 

TOP FIVE DI RAND FISHKIN PER LA SEO:

#1 Creare un incentivo per le persone a condividere i tuoi contenuti.

#1

#2 Non pregare gli “influencer” coinvolgili!

#2

#3 Durante l’ottimizzazione delle parole chiave iniziare con termini lunghi e “chunky middle”.

#3

#4 Non basta puntare alla classifica ma andare per il CRT (click-through rate).

#4

#5 Deliziare gli utenti con l’essere sorprendenti, unici ed eccezionali.

#5

 


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[News]

Google news!

 

Google+ & Rel=Author:

Un altro argomento trattato nella ricerca fatta da HubSpot, è stato quello dell’attributo Google+ e Rel=Author, infatti, se facciamo attenzione quando facciamo una ricerca con Google, è possibile vedere direttamente chi è l’autore dell’articolo e i seguaci di Google+. L’attributo Rel Author è stato introdotto per dare una maggiore credibilità e visibilità agli autori rispetto a quelli anonimi, infatti, il Rel=Author offre un buon contributo per aumentare i click.

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 [HubSpot]

 

La pubblicità di Google diventa ancora più aggressiva:

Visto che i click sugli annunci Adwords continuano a calare in modo vertiginoso, Google potrebbe non solo aumentare il numero di pubblicità, ma addirittura renderla più invadente, ad esempio introducendo la possibilità di inserire l’indirizzo e-mail all’interno del risultato della ricerca, per ricevere maggiori informazioni dal sito.

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 [HubSpot]

 

 

Google Instant Answer:

Oggi è possibile fare direttamente delle domande al motore di ricerca. Infatti, Google sarà in grado di fornirci delle risposte alle domande aperte che gli facciamo.

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 [HubSpot]

Diminuzione delle diversità di dominio:

Diminuirà la differenza di dominio nelle SERP, favorendo il posizionamento delle pagine dei siti con maggiore influenza.

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 [HubSpot]

 


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[News]

SEO & Internet Marketing che tattiche avete utilizzato?

 Come si adattano SEO e INBOUND MARKETING:

 

I dati di questo grafico mostrano che tutt’oggi il blogging è una tattica ancora valida per quanto riguarda la SEO, questa notizia può sembrare strana, poiché smentisce un po’ chi nel blogging non aveva più fiducia, dando soltanto importanza ai social network.

I marketer e i loro team come lavorano?

Quasi il 90% degli intervistati ha riferito che i singoli venditori o i loro team lavorano con i blog.

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 [HubSpot]

INBOUND vs PAID MARKETING:

Sempre più diffusa la pratica dell’inbound marketing, come ad esempio la pubblicità di una società attraverso blog, podcast, video, eNewsletter, SEO e social media marketing. Nonostante la grande diffusione dell’inbound, ci sono ancora moltissime aziende legate alle forme più tradizionali di marketing il c.d. “Paid marketing”, come ad esempio Google AdWords.

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 [HubSpot]

QUALI TATTICHE USARE PER FARE MARKETING?

Nell’ultimo anno quale dei seguenti avete utilizzato voi o la vostra azienda?

Il risultato dell’indagine afferma che tra le tecniche di marketing più utilizzate nell’ultimo anno, al primo posto ci sono i social, con la creazione di un profilo o di una pagina aziendale, con una percentuale quasi dell’80%.

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Molto lavoro sulla velocità di pagina Google + rel= canonical

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 [HubSpot]

Molta importanza viene data anche all’analisi dei contenuti, blogging e local SEO

DATI DEL SONDAGGIO SEO INDUSTRY:

Il sondaggio di SEOmoz è stato eseguito con un’indagine su 4.431 intervistati di Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda dal 21 marzo al 18 maggio 2012. Di seguito il grafico dei salari annuali di dipendenti di agenzia e in-house marketer. Generalmente i compensi dell’ in-house marketer sono maggiori.

STIPENDI ANNUALI:

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 [HubSpot]

MARKETING SPECIFICO VS MARKETING GENERICO

La divisione del crescente marketing generalizzato e quella del marketing specifico è quasi uguale, ma nel complesso ci sono più marketer che si concentrano su quello generalizzato.

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 [HubSpot]

TIPI PIU’ CONOSCIUTI DI CONTENT MARKETING

La percentuale più alta su che tipo di content marketing inbound viene prodotta, è stata quella del blog, ancora una volta al primo posto! Seguita subito dai social come ad esempio “Facebook e Twitter”.

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 [HubSpot]

Previsioni future:

Cosa ne pensi di queste tendenze sul settore?

Il mobile cambierà il modo di fare marketing e Facebook dominerà il settore del sociale?

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Correlazioni tra le azioni dei social ed i link:

Aumenta l’influenza di Linkedin!

Analizzando tutti e tre i tipi di rete, a sorpresa la forza della relazione più forte è stata per linkedin. Nonostante linkedin possa essere la scelta meno ovvia per le attività di condivisione, viene considerato ancora molto importante per quanto riguarda le attività di markering e SEO.

 

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[News]

Come scrivere per il tuo blog

Se abbiamo intenzione di creare un blog, per un’attività o semplicemente crearne uno che si occupi di news o qualche passione che intendiamo condividere in rete, bisogna fare attenzione a particolari che possono aiutare nella struttura e l’indicizzazione il nostro blog. La diffusione di blog in rete si sta espandendo a macchia d’olio, ma in che modo, possiamo far emergere il nostro tra milioni di utenze?

Content management:

Il termine content management in italiano (gestione dei contenuti) indica una serie di processi e tecnologie a supporto del ciclo di vita evolutivo dell’informazione digitale. Il Content management è un processo collaborativo nel senso più stretto del termine. La creazione del contenuto viene effettuata da una o più persone, ma la comunità partecipa al suo aggiornamento (formale e sostanziale) fino alla pubblicazione definitiva, dopo la quale può iniziare una fase di aggiornamento la cui durata può anche non essere limitata.

Il ciclo di vita di un’informazione può essere caratterizzato da sei passi ben definiti.

  • Creazione
  • Aggiornamento
  • Pubblicazione
  • Traduzione
  • Archiviazione
  • Utilizzo

Il sistema del content management prevede che ci siano delle figure collaborative con ruoli ben precisi come:

  • Autore principale, colui che è responsabile della creazione del contenuto
  • Curatore, chiamato anche autore secondario, si occupa dell’aspetto formale del contenuto come ad esempio stili e presentazione.
  • Editore, ovvero il responsabile della diffusione e dell’utilizzo del contenuto
  • Amministratore, responsabile della gestione delle versioni del contenuto.

Grazie al processo del content management system, e alla diffusione sempre più ampia di blog e siti aziendali, la figura professionale di content manager chiamato anche content curator sta diventando sempre più diffusa. Tale figura si occupa della progettazione del contenuto, in modo tale da dargli una struttura ricca di contenuti efficaci ed efficienti che faranno in modo da assegnare una caratteristica distintiva al nostro blog o sito. Moltissime aziende hanno capito l’importanza del content management system, proprio grazie ai grandi risultati ottenuti in poco tempo.

Attenzione ai titoli delle pagine:

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I titoli delle nostre pagine all’interno di un blog sono da considerarsi degli ottimi elementi per l’indicizzazione nei motori di ricerca, spesso vengono trascurati, e capita che ad esempio, all’interno di un sito con 1000 pagine duplicate ci siano titoli statici e non dinamici come i CMS, portando i motori di ricerca, ad esempio Google a considerare la maggior parte di questi contenuti duplicati, e non presentati nella SERP (Search Engine Results Page).

Qual è la soluzione?

Per rendere il nostro blog appetibile ai motori di ricerca, una buona soluzione è di cambiare i titoli di tutte le pagine, in modo da personalizzarlo al massimo. Con questo semplice suggerimento vedremo il nostro blog scalare le classifiche nei motori di ricerca, ponendosi ai vertici. Come abbiamo già detto curare il titolo di una pagina aiuta ad avere una buona SEO, ma non solo i titoli delle pagine sono importanti. La condivisione di un semplice post, con il titolo giusto, può avere la forza di attirare le persone che navigano a leggerlo e quindi automaticamente dar maggior visibilità ed importanza al blog.

Pagine e post che titoli usare?

 

Adesso andremo a vedere delle regole di base da seguire assolutamente per la scelta di un buon titolo:

  • I lettori avranno un vantaggio nel leggere l’articolo: coinvolgere e far intendere ai lettori che la lettura di quella pagina o di quel post può portare a dei benefit futuri.
  • Creare un dibattito: questa tecnica non è praticabile ad ogni post, ma il dibattito ha sempre coinvolto le persone per lo meno a leggere il post.
  • Fare una domanda: la pubblicazione di post con delle domande, stimolano il lettore a leggerlo.
  • Personalizzare il titolo: l’utilizzo di affermazioni come un “si” o l’utilizzo di caratteri speciali rendono un post personalizzato e unico.
  • Parole chiave: utilizzare keywords per le nostre pagine, aiuta il blog ad essere facilmente rintracciabile nei motori di ricerca.
  • Usare parole forti: per aiutare il nostro post o la nostra pagina ad avere un impatto sui lettori, l’utilizzo di parole forti come: “libero” “attenzione” possono contribuire a destare maggiore interesse.
  • Attenzione ai titoli folli: nella scelta di un titolo, bisogna fare attenzione a non esagerare sia per quanto riguarda ad l’utilizzo di parole forti, sia per quanto riguarda l’utilizzo di humor, questi possono generare un disinteressamento da parte dei lettori.

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[News]

Google+ big up!

Generalmente sul web l’ingresso di un nuovo social network è visto sempre con molta diffidenza da chi è fedele ai classici come Facebook. Inizialmente anche Twitter fu accolto come un progetto che voleva imitare il competitor creato da Mark Zuckerberg, e ciò sta accadendo o meglio stava accadendo anche con Google+, il nuovo social introdotto da google. Il 28 giugno 2011 fu lanciato in fase sperimentale, ma dopo circa due settimane la piattaforma aveva già dieci milioni di utenti registrati, cifra che poi e stata aggiornata al 6 dicembre 2013, con l’annuncio di ben 500 milioni d’iscritti con 135 milioni di utenti attivi, numero destinato a salire visto che a gennaio 2013 ne contava 343 milioni.

Google plus il vero Social ?

L’introduzione di numerosissime novità hanno rappresentato delle caratteristiche distintive che hanno aiutato il social a farsi spazio tra gli altri e posizionarsi ai vertici. Il progetto fonda i suoi punti di forza nella condivisione multimediale di video e immagini, con una qualità e semplicità, rendendone piacevole l’utilizzo. Tra novità introdotte e mai viste prima c’è la possibilità di riunirsi in delle vere e proprie stanze virtuali tramite la funzione “Hangout” dove è possibile parlare tramite microfono o web cam  e condividere media con tutte le persone che ne fanno parte. Un vero è proprio passo in avanti per quanto riguarda il concetto di social network.

Un’altra importante novità riguarda “Sparks”, una funzione che adatta, quanto più  possibile Google plus ai nostri gusti e interessi, la caratteristica è quella di creare una serie di feed di nostro interesse semplicemente indicando l’argomento che noi seguiamo di più, e google caricherà automaticamente articoli e video trovati sul web per la nostra visione

Per quanto riguarda l’organizzazione dei contatti e davvero molto efficace, infatti, possiamo suddividere i nostri contatti in cerchie “circles” in modo tale da creare delle vere e proprie liste personalizzate se non ci dovessero bastare le solite voci di default che comunque ci sono sempre suggerite come amici, familiari, conoscenti, persone che segui e colleghi.

Quest’ultima funzionalità descritta può ritornare molto utile anche a professionisti che operano nel social media marketing, poichè grazie alle cerchie è possibile suddividere ad esempio, nuovi clienti, clienti attuali e clienti passati.

Google+ è disponibile anche nella versione mobile, sia per iphone che per android, presentando un’interfaccia molto interattiva e semplice da utilizzare, rendendo un piacere l’utilizzo di questo social che sta crescendo in modo da metter paura ai grandi che dominano la scena già da qualche anno.

 

Anche Google+ come abbiamo detto dà spazio ai professionisti e alle aziende, con la possibilità di creare pagine aziendali in modo da dar visibilità alla propria attività o marchio. Adesso andiamo a vedere come creare una pagina per la nostra azienda in pochi e semplici passaggi.

Per creare una pagina come prima cosa bisogna possedere un account al social google plus, dopo essersi loggati, basta cliccare in alto a sinistra sul tasto home dove si aprirà un menù a tendina nel quale basterà cliccare “Pagina” e successivamente in alto a destra “Crea pagina”.

Nella prima fase occorre selezionare la tipologia di attività per la quale vogliamo creare la nostra pagina, possiamo scegliere tra le opzioni di base che ci offre Google come “attività locale”, ad esempio per un albergo o ristorante. “Prodotto o marca” che potrebbe ritornare utile ad attività che si occupano di abbigliamento o servizi finanziari. “Azienda o istituzione” per creare pagine legate ad imprese, istituzioni o organizzazioni, e “arte sport e intrattenimento” per  metter sù una pagina sportiva o legata alla musica. Ma se nessuna di queste opzioni dovesse soddisfarci possiamo scegliere “altro” e inserire noi il nome della categoria che riteniamo più opportuno alla nostra attività. Per poter completare questa prima fase, dopo la scelta del tipo di attività Google ci chiederà di inserire le informazioni, generiche e di contatti riguardanti l’azienda, fatto questo passiamo allo step successivo. La seconda fase prevede il caricamento di un’immagine o logo aziendale e successivamente proprio come Facebook c’è l’inserimento della foto di copertina. Per quanto riguarda le misure sono (200×200) pixel per il logo e (940×180) per l’immagine della copertina.

Come ultimo passaggio c’è il completamento delle informazioni riguardanti la nostra impresa, questo è un passaggio da non trascurare, in quanto utilizzando parole chiave specifiche del nostro settore, Google+ andrà a creare una tematizzazione in modo tale da rendere più facile la ricerca della nostra azienda all’interno del social.


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il nuovo iPod shuffle


Il player musicale più piccolo al mondo è anche il primo a parlare. Due cose che rendono iPod shuffle semplicemente unico.

Da vedere: www.apple.com/it/ipodshuffle/features.html

Musicalmente parlando, il nuovo iPod shuffle è geniale grazie alla nuova funzionalità VoiceOver. State ascoltando una canzone e volete sapere il titolo e l’artista? Vi basta premere un tasto e VoiceOver vi risponderà in italiano abbassando per un attimo il volume della musica. Può anche annunciare il titolo delle playlist, e perfino avvisarvi quando è ora di ricaricare la batteria.


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Blogger – powered blogs

 

Interesting and noteworthy Blogger-powered blogs, compiled by the Blogger Team.

Quincy Daily Photo

 

http://quincydailyphoto.blogspot.com/

WorldWalk – Peacetour

http://worldwalk-peacetour.blogspot.com/

Plumpiemousie

http://plumpiemousie.blogspot.com/

Lotus Reads

http://lotusreads.blogspot.com/

Fresh Eyes on London

http://aglimpseoflondon.blogspot.com/

Forays of a Finance Foodie

http://www.financefoodie.com/

Chrysalis Dreams

http://chrysalisdreams.blogspot.com/

Authorblog

http://david-mcmahon.blogspot.com/

The Almost Daily Exploits of Me

http://www.almostdailyexploits.com/

Pitt Rehab

http://pittrehab.blogspot.com/


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Lettera-Verità sulla droga. Padre Pasquale Incoronato.

Riportiamo di seguito un articolo tratto dal blog di Padre Pasquale Incoronato, che non necessita di introduzioni o spiegazioni. Vi invitiamo semplicemente a leggerlo. www.padrepasquale.com

"Sono sceso all’inferno.

Abbiamo ospitato per cinque giorni la Carovana di ragazzi tossicodipendenti della comunità Exodus di don Antonio Mazzi.

Abbiamo pensato a tutto dalle brandine alla colazione, pranzo e cena, tutto preparato dalla tenacia e dalla forza di mia madre, una donna 70 anni e dall’impegno di tanti fratelli e sorelle della comunità.

Sabato pomeriggio sono scappati tre di loro, tutti minorenni, tra questi una ragazzi di appena 16 anni. Abbiamo allertato i carabinieri, sono stato alla stazione, tutta la notte ma niente. Domenica mattina sono tornati i due ragazzi, mentre Giulia, così si chiama, è rimasta per strada.

Dopo pranzo sono stato scortato da una volante a Scampia. Non immaginavo di trovare tantissimi giovani.

Mi hanno portato in due sotterranei, sono sceso all’inferno. E’ questa l’immagine che mi porto, l’inferno di questi fratelli crocifissi dalla droga ad essere zombi, morti viventi. Si trascinavano, si aiutavano per bucarsi, con la stessa siringa, tra sporcizie umane, buttati a terra nella loro pipì o in quella degli altri.

Giravo alla ricerca di Giulia. Un cunicolo lo chiamano anche Oasi. Chissà quante persone, anche sacerdoti vi hanno raccontato questo.

Ma vedere, essere lì, ti violenta dentro.

Non so cosa pensare: mi affido al suo discernimento. Cosa fare? Pensavo, noi cosa possiamo fare, come chiesa come cristiani. Andare via, ormai disincantati perché Scampia e Napoli sarà sempre così, oppure aiutare chi fa già tanto in quelle zone, e in che maniera.

Dove andare, a chi elemosinare un po’ di luce? Mi perdoni la confusione dello scritto, nel tentativo di trasmettere delle emozioni sentite e trasferirle su una lettera, è molto difficile. Sono sceso all’inferno della nostra città, chiedo luce e prego perché come dice il salmo “anche i sacerdoti si aggirano per il paese senza saper cosa fare…”!

E’ questo è molto triste."

Vostro

Padre Pasquale