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[Social Media]

I tuoi prossimi clienti sicuramente faranno parte della Generazione Z.

Perchè parlare della Generazione Z? Perchè saranno i vostri prossimi clienti!

Generazione Z: iGen, Post-Millennials, Centennials, o Plurals. Sono i nati dopo i Millennials, ovvero i nati dalla seconda metà degli anni novanta o dagli inizi del 1995 fino al 2010. In questo momento a causa della grave recessione stanno vivendo una sensazione di instabilità e insicurezza.

Generazione Z: chi sono?

Generazione Z - come acquistano

Uniquely Generation Z What brands should know about today’s youngest consumers

La generazione Z comprende i ragazzi tra i 19 e 21 anni, sono i ragazzi nati con la tecnologia a portata di “pannolino”, rappresentano la nuova frontiera dei consumatori, generazione che presenta caratteristiche ben precise e fortemente in aumento.

A dispetto della loro giovane età hanno un grande potere sulle decisione in merito agli acquisti in famiglia e non solo. I Gen Zers, Generazione Z, nascono intorno agli anni ’90 e sono più di due miliardi.

Rispetto alla generazione che li ha preceduto, ovvero i Millennials, loro nascono in un’era totalmente digitale, sono completamente immersi nel mondo virtuale che percepiscono sin da subito come naturale e scontato.

Come acquistano?

Sono socievoli e capaci di gestire la vita virtuale e quella reale con estrema padronanza. I loro acquisti passano al vaglio di una attenta ricerca in rete, ma come dimostrano i sondaggi il 98 % dei Gens Zers acquista nei negozi reali e poco dai negozi on line, questo sottolinea il loro pragmatismo e senso del reale. In famiglia possiedono grande credibilità tanto da influenzare gli acquisti di tutti i membri del nucleo familiare.

Il mercato mondiale ha già iniziato a prendere fortemente in considerazione i loro gusti ed esigenze per essere in grado di soddisfare le loro aspettative. L’IBM Institute for Business Value (IBV) ha condotto un’indagine globale su 15.600 Gen Zers di età compresa tra 13 e 21, indagando a fondo così gusti e preferenze di questi nuovi attenti e scaltri consumatori.

Generazione Z: acquirenti molto intelligenti e attenti.

Nonostante la loro giovane età i Gen Zers sono una generazione di acquirenti molto intelligenti e attenti.

Sin da piccoli questi ragazzi sono avvezzi ad utilizzare la rete per qualsiasi tipo di esigenza e bisogno in rete, iniziano con i giochi quando sono piccoli, passano poi ai loro cartoni preferiti o la loro canzone che tanto li diverte da youtube, continuano poi con curiosità su cose che ascoltano o sentono dai grandi in maniera troppo generica per loro, e così iniziano a sviluppare quella tendenza di essere autosufficienti nel cercare risposte.

Così anche i loro acquisti sono influenzati e determinati dal loro naturale rapporto con la rete. Prima di acquistare qualsiasi prodotto, consultano tutte le possibili informazioni , le recensioni, le descrizioni del prodotto e le valutazioni riguardo ai venditori.

Sono acquirenti intelligenti, capaci di scegliere nel vasto mare delle rete le cose importanti ed essenziali. Anche se il potere di acquisto è limitato i Gen Zers però influenzano in maniera decisiva le scelte di acquisto dei propri familiari più anziani.

Con le loro conoscenze digitali ispirano fiducia e diventano i consiglieri dell’intero nucleo familiare. In virtù della loro capacità di muoversi tra gli infiniti prodotti il mercato deve necessariamente riuscire ad assecondare le loro esigenze riuscendo ad individuare ciò che per loro è indispensabile e sapere come questi ragazzi amano impegnare il loro tempo libero.

Sono esigenti?

L’uso che fanno delle rete li obbliga ad essere estremamente esigenti nei confronti della tecnologia. L’87% dei GZ ha accesso ad internet ad alta velocità, il 66% invece utilizza più di un dispositivo alla volta.

La maggior parte dei ragazzi si dimostrano poco favorevoli ad utilizzare applicazioni difficili e sofisticate, meglio applicazioni semplici che gli assicurano ulteriore velocità di tempi.

Si sono dimostrati poco pazienti e poco tolleranti per guasti ed errori del sistema. Nella scelta quindi dei prodotti che degli strumenti da utilizzare fattori determinanti sono qualità, disponibilità e valore del prodotto. Queste tre caratteristiche determinano la loro scelta di una marca a dispetto di un’altra.

Più di 2 miliardi di ragazzi dichiarano di stare al cellulare mediamente 5 ore al giorno!

Il rapporto con il mondo reale

Generazione Z - Tempo speso

Uniquely Generation Z What brands should know about today’s youngest consumers

La generazione Z è sempre online oppure offline, sono sempre connessi e abituati ad avere tutto 24h/24h. Per loro comunicare e socializzare è molto importante, la loro comunicazione è cambiata molto rispetto alle generazioni precedenti.

Oggi comunicare e socializzare assume anche qui aspetti molto più snelli e veloci. Attraverso una semplice foto posso raccontare un viaggio, una giornata trascorso in un luogo particolare.

Nei loro stati che pubblicano sui vari social posso raccontare un dispiacere, una gioia oppure esprimere il loro dissenso o consenso. In base a sondaggi effettuati su un vasto campione molti ragazzi utilizzano soprattutto smartphone e dichiarano di stare al cellulare mediamente 5 ore al giorno.

Le donne prevalentemente chattano invece i maschi trascorrono molto più tempo a giocare sui loro dispositivi. Altri invece impiegano il loro tempo in rete per acquisti o per informarsi e imparando cose nuove.

Sono molto informati

Sono quindi ragazzi che attraverso la rete si tengono informati attraverso notiziari su eventi globali turbolenti. Seguono attentamente la recessione, il terrorismo e gli attacchi cibernetici.

Le scuole oggi forniscono insegnamenti sui rischi e i pericoli del cyberspazio imparando così quanto importante sia la loro privacy e la loro sicurezza, tutelando se stessi da possibili e probabili incidenti.

I Gen Zers sono prudenti circa la condivisione di informazioni personali sensibili online.

Meno di un terzo ha dichiarato di essere a proprio agio condividendo dati personali diversi da informazioni di contatto e cronologia degli acquisti

Via: https://www-01.ibm.com/common/ssi/cgi-bin/ssialias?htmlfid=GBE03799USEN&

Generazione Z - Inforgrafica

Uniquely Generation Z What brands should know about today’s youngest consumers


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[Coach Creativo]

www.sbaggers.de: come attirare clienti nel tuo locale? Con la creatività!

rollercoaster

www.sbaggers.de
I piatti vengono giù sui binari tipo montagne russe.


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[Coach Creativo Social Media]

Quando postare sui Social Networks per attirare più utenti?

social1

Quando postare su Facebook?

  • Mercoledì alle 15.00;
  • Negli altri giorni tra le 13.00 e le 16.00;

Quando postare su Twitter?

  • Dal Lunedì al GIovedì dalle 13.00 alle 15.00
  • Il Giovedì è giorno buono per un bel Tweet

Quando postare su LinkedIn?

  • Il Martedì e il Giovedì a mezzogiorno;
  • Il Martedì e il Giovedì a o ale 17.00 o alle 16.00;

Quando postare su Google+?

  • Mercoledì alle 09:00;
  • E tutti gli altri giorni dalle 09.00 alle 10.00;

Quando postare su Instagram?

  • Le foto tutti i giorni dalle 14.00 alle 03.00 tutti i giorni;
  • I video dopo le 09.00

Quando su postare su Tumblr?

  • Venerdì sera a 19.00
  • Oppure Domenica e Martedì dalle 07.00 alle 22.00;

Quando postare su Pinterest?

  • Postare il sabato mattina oppure venerdì alle 15.00;

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[Coach Creativo Personal Branding Trends]

PornHub ti fa pagare con le tette: Titcoins!

Titcoins by Pornhub from Javi Iñiguez de Onzoño on Vimeo.

Non so se sia vero ma Titcoins che prevede un programma pilota a Las Vegas, New Orleans, etc… mi sembra troppo.


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[Coach Creativo Social Media]

Leggete come il ristorante The Picture House combatte la crisi.

The Picture House: qui se fai le foto al cibo e le condividi, non paghi!

Cosa aspettate a farlo anche voi?

Schermata 2014-05-20 alle 18.17.48

http://picturehouse.birdseye.co.uk/

Mentre molti ristoranti sono frustrati con il #foodporno, o addirittura vietano di fare foto, a Londra abbiamo il “The Picture House” un ristorante pay-by-picture, dove gli ospiti possono saldare il conto scattando una foto del loro pasto e caricandolo su Instagram con hashtag #picturehouselondon (#birdseyeinspirations #foodstagram #foodofinstagram #foodporn #foodie).

Ne abbiamo parlato anche qui: https://www.imaginepaolo.com/2014/05/si-chiamano-food-pornographers-per-dinnercam/


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[Coach Creativo Social Media]

Si chiamano “Food Pornographers” e per loro c’è #Dinnercam…

Ho spesso suggerito ai ristoratori di condividere le foto dei loro piatti, questo piace… è “food porno”.

Sicuramente tenere il telefono sul tavolo non è da galateo ma ormai tutti vogliono immortalare l’esperienza di una meravigliosa cena.

L’agenzia MWEB ha avuto una bella idea creativa: “#dinnercam un mini studio fotografico per fotografare i piatti”.

Spero che questa idea arrivi presto anche in Italia.


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[Coach Creativo Personal Branding]

Storytelling: una politica per promuovere e valorizzare le vostre idee.

“Il lavoro occuperà gran parte della vostra vita e per essere veramente soddisfatti dovete fare qualcosa di veramente buono. E per fare qualcosa di veramente buono dovete amare quello che fate. Se non l’avete ancora trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Come capita sempre nelle faccende di cuore, quando avrete trovato ciò che amate ve ne accorgerete immediatamente. E come capita nei rapporti profondi, le cose col passare degli anni non fanno che migliorare. Quindi continuate a cercare finché non troverete quello che cercate. Non accontentatevi.”

[Steve Jobs]

image001Ho deciso di iniziare quest’articolo con un frammento del discorso fatto da Steve Jobs agli studenti dell’università di Stanford prima della consegna dei diplomi. Potremmo definire le sue parole come una parabola di vita, un insegnamento, esse rappresentano un esempio magistrale di storytelling; Jobs è riuscito a far sì che la sua filosofia diventasse la filosofia di un’azienda e dei suoi prodotti.

Lo storytelling, molto usato in imprese e aziende, è una politica per promuovere e valorizzare idee, proposte e prodotti; utilizza la retorica e la narrativa per creare racconti influenzanti in cui i vari soggetti possono riconoscersi.

Per avere successo un brand deve narrare la sua storia aziendale. Deve parlare di sè, non soltanto cosa fa e se è brava a farlo, ormai con la globalizzazione e con l’avvento di internet aziende di tutti i tipi hanno un proprio sito e facendo un po’ più di attenzione ci si accorge che sono tutti uguali. Oggi un’azienda, oltre ad una mera descrizione di sé e di cosa fa, deve descrivere il perché fa una determinata cosa, è appunto nel perché che è possibile trovare i valori di quell’azienda e la sua identità. Ad esempio, molti fanno smartphone, pochi si distinguono per come li fanno, ma è sul perché che si fa la differenza; il perché è il frutto della propria storia; si crede in un sogno, si posseggono dei valori, si vuole raggiungere un obiettivo per dei motivi.

Raccontando il perché ci si può distinguere! Il primo passo per affermarsi è fare un qualcosa perché si crede in quello che si fa.

Per un’azienda narrarsi è importante sia sul mercato, per farsi conoscere e per posizionarsi nei confronti dei concorrenti, sia al proprio interno; un’azienda che trascura propria storia, e che non la sa trasferire ai dipendenti, non raggiungerà mai un successo duraturo.

Esistono diverse modalità di narrarsi (Figura 1):

  • Cartacee una storia può essere scritta su un libro, cosa che accade di solito per determinati eventi particolari come l’anniversario di un’azienda.
  • Digitali la storia è narrata attraverso un video.

Figura 1 – Strumenti per raccontarsi.

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Uno degli aspetti più importanti da prendere in considerazione prima di “raccontarsi” è il chiarire bene a chi è diretta la narrazione, i concetti fondamentali saranno sempre gli stessi, ma la storia verrà raccontata in maniera differente a seconda del pubblico a cui ci si rivolge.

image007Di strumenti per condividere e per far conoscere una marca ne abbiamo molti, fra i social media più gettonati ricordiamo ad esempio Facebook, YouTube, Twitter, google+, ecc… ; ogni azienda, grande o piccola che sia, ha il dovere di interagire con la propria fascia di “pubblico”, e di raccontare la propria storia da sé, altrimenti verrà scritta dagli altri (col rischio di non essere rappresentati come si è o come si desidera apparire) .

Col passare del tempo si è passati dal dare importanza all’immagine al badare più alla reputazione, la differenza sta nel fatto che l’immagine ce la si crea da soli, la reputazione è ciò che la gente dice in giro di te.

Alcuni fra i tanti brand ad utilizzare social media, hanno pensato, in maniera erronea, di poter ingannare ed approfittarsi della buonafede della gente, non avendo capito che i tempi sono cambiati, le storie sono raccontate dalla gente. Ogni singolo utente ha “il potere” di diffondere notizie, pareri, opinioni, parlare nel bene o nel male di una determinata marca.
Non è più il tempo di citazioni come “Nel bene o nel male, purché se ne parli” (Oscar Wilde), la gente ha imparato ad usare questi nuovi “strumenti” e, nel momento in cui si sentiva presa in giro, ha cominciato a raccontarlo ai propri “amici” ( o meglio contatti), che a loro volta “lo raccontano” ad altri; questo semplice ma efficace meccanismo di diffusione di pareri, ha dato ad ognuno di noi un mezzo per “vendicarci”.
Un esempio lampante è TripAdvisor (Figura 2), che permette all’utente di recensire la struttura e i servizi offerti da hotel, ristoranti, case vacanze ecc..

Figura 2 – tripadvisor

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In un certo senso potremmo dire che è tornato di moda il passaparola, che con l’ausilio delle nuove tecnologie è diventato più potente, veloce ed efficace che mai.

Le vecchie campagne pubblicitarie, alcune volte scoccianti e false, avendo perso di credibilità lasciano ormai il tempo che trovano. Le persone si fidano del parere, disinteressato, obiettivo e competente di altre persone.

Nel secolo scorso, se c’è qualcuno che ha saputo sfruttare al meglio lo storytelling di certo è stato Steve Jobs con la “Apple”, nessuno meglio di lui ha saputo raccontare e pubblicizzare la sua azienda.

Prima di raccontare il cosa e il come, la “Apple” si è narrata raccontando il perché, nelle pubblicità dei primi pc il messaggio era che “crediamo che le persone con una passione possano cambiare il mondo ed è per questo che facciamo computers”, tutti gli altri produttori si vantavano solo di essere i migliori a farlo, raccontando storie ormai non più interessanti.

L’obiettivo dello storytelling aziendale viene ad essere quello di allineare il cliente con gli interessi aziendali. La storia raccontata deve far immedesimare, altrimenti non risulta interessante; essa deve spingere gli utenti ad avere curiosità a voler conoscere un dato brand, a tenersi informato su di esso.
Un prodotto è un qualcosa a cui ci si affeziona, ognuno di noi è affezionato a specifici prodotti di determinate marche, con la sostanziale differenza che mentre un prodotto è concreto ed utile una marca risulta essere un “mero nome”, un’idea, una filosofia.
Lo storytelling ha messo un po’ d’ordine in un’anarchica realtà fatta di spot e reclame che confondevano la gente invece di affascinarla e coinvolgerla.

Un brand che riesce a raccontarsi attraverso una storia bella ed interessante, oltre al farsi conoscere, riesce a far parlare di sé. Una marca che fa parlare di sé, che si fa raccontare, ottiene un certo successo, o quantomeno la notorietà, in maniera gratuita.

Personalmente spero che in realtà questa non sia l’ultima trovata delle aziende per fare marketing e profitti: si tratta di fidelizzare (subdolamente?) il cliente fino a convincerlo che lui e l’azienda siano una cosa sola, e il fatto di poter fornire un feedback all’azienda fa davvero sentire il cliente come parte integrante.

Voi cosa ne pensate?

Spero di essere riuscito ad incuriosirvi, per tutti coloro a cui potrebbe interessare esistono dei veri e propri festival incentrati sullo storytelling, e guarda caso il prossimo si terrà a Roma a Giugno.


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[Social Media]

Come creare una pagina aziendale su Linkedin

Linkedin può essere considerato il più grande network professionale al mondo. E’ presente in più di 200 paesi, e conta un numero di iscritti pari a 200 milioni di cui circa 25 milioni solo in Italia. Linkedin è utile per i singoli professionisti ma anche per le aziende alle quali il network mette a disposizione delle pagine dedicate. Infatti in pochi passi è possibile crearsi la propria pagina, rendendo consultabili nell’immensa rete del network tutte le informazioni che riguardano il nostro marchio o la nostra azienda.

Creare profilo aziendale su linkedin

Per creare un profilo aziendale su linkedin, bisogna fornire un dominio email registrato e di proprietà aziendale. I domini email comuni, come gmail.com, yahoo.com, hotmail.com o altri non possono essere usati per i profili aziendali, in quanto non si riferiscono ad una singola azienda. Ora che ci siamo accertati di possedere un dominio email aziendale procediamo per completare il nostro profilo aziendale.

  • Come prima cosa collegarsi all’indirizzo: http://www.linkedin.com/ ed effettuare una registrazione compilando tutti i campi necessari.
  • Dopo aver effettuato il login cliccare su “aziende” che si trova nel menù in alto.
  • Terzo passaggio, andate sul link “aggiungi azienda” nella parte superiore destra della pagina, e digita il nome della tua azienda o del tuo indirizzo email negli appositi campi. Se l’indirizzo email è già legato ad un indirizzo di un’azienda esistente, ci verrà chiesto di cliccare sul nome dell’azienda esistente con la possibilità di modificarne il profilo. Se l’indirizzo email non è presente su linkedin, verrà inviata una mail di conferma, per attivare l’account.
  • Dopo aver confermato l’indirizzo aziendale, il network ci indirizzerà alla pagina “crea azienda” dove andremo ad inserire tutte le informazioni relative alla nostra impresa.
  • Una volta compilati i campi richiesti non ci resta che cliccare su “crea azienda” ed il gioco è fatto. Le pagine aziendali linkedin contengono una home con una testata personalizzabile, una scheda informativa, uno spazio di condivisione per pubblicare i contenuti ed una scheda per illustrare i propri prodotti o servizi. Proprio come nei social network già descritti, anche le pagine aziendali di linkedin possono avere follower; ed i membri di una pagina possono commentare i post pubblicati e restare sempre aggiornati sulle novità aziendali.

Insomma grazie al continuo evolversi dei social network che mettono a disposizione sezioni dedicate per le nostre aziende, possiamo espandere la nostra attività rendendola visibile a milioni di utenti con dei semplici passaggi.


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[Personal Branding Social Media]

Come creare una pagina aziendale su Facebook.

Grazie al continuo evolversi dei social network, oggi è possibile dar visibilità alla propria azienda attraverso delle procedure molto semplici, le quali ci permettono di creare una vera e propria pagina aziendale con pochi e semplici passaggi. Introducendo questo tipo di attività, gli imprenditori potranno sfruttare appieno le potenzialità dei social, ed utilizzarli come strumento per rafforzare i risultati aziendali o dare valore aggiunto ad un business gratuitamente o a basso costo.

Oggi parliamo della pagina aziendale su Facebook

Ormai facebook non è più uno strumento per tenersi in contatto solo fra amici e conoscenti, è parte integrante della nostra comunicazione quotidiana. Tra le attività che possono far crescere la popolarità di un’azienda, c’è la creazione di una pagina facebook. La sua funzione principale è quella di consentire ad utenti, organizzatori, aziende e gruppi, di condividere informazioni in modo ufficiale e pubblico con i vari fan o clienti che vi si connettono.  Di seguito vedremo tutti i vari passaggi utili per la creazione di una pagina aziendale con facebook.

Come accedere a Facebook

Per la creazione di una pagina aziendale c’è bisogno di avere un account su facebook, se non si dispone di questo, la prima cosa da fare è collegarsi al sito www.facebook.com e crearsi un profilo personale inserendo nome, cognome, indirizzo e mail personale.

Come creare una pagina aziendale

La prima operazione da fare è andare all’indirizzo www.facebook.com/pages/create.php e scegliere una delle seguenti categorie proposte:

  • Impresa locale o luogo
  • Azienda, organizzazione o istituzione
  • Marchio o prodotto
  • Artista, gruppo musicale o personaggio pubblico
  • Intrattenimento
  • Causa o comunità

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Dopo aver dato uno sguardo alle principali categorie delle pagine, decidete quale si adatta di più al vostro business. Fate clic su una delle caselle per selezionare la categoria principale per la vostra attività, e navigate tra le categorie del menù a discesa per vedere quale si adatta meglio. Per quanto riguarda le categorie, se si vuole far riferimento ad una piccola azienda a carattere locale come ad esempio un ristorante, un negozio o attività simili, la scelta della prima categoria è quella più adatta. Se invece facciamo riferimento ad un’azienda di una certa rilevanza anche a carattere nazionale o addirittura internazionale, dovremo scegliere la seconda categoria. Se invece si voglia creare una pagina relativa ad un prodotto o un marchio la nostra scelta ricadrà sulla terza categoria.

Informazioni profilo e impostazione grafica

Ora che ci siamo creati la nostra pagina, facebook ci fa procedere alla compilazione dei campi che riguardano le informazioni, come ad esempio: contatti, missione e descrizione inserendo tutte le notizie che potrebbero interessare al cliente nella nostra attività. E’ importante comunicare da subito quale sia il servizio o l’argomento trattato dall’azienda, in modo da evitare di avere fan che non interagiscono con la nostra pagina. Infine procediamo all’inserimento dell’immagine del profilo, questo è un aspetto che invito a non trascurare in quanto essa comparirà sempre di fianco nelle nostre news feed, commenti o post che pubblicheremo. Solitamente le aziende impostano come immagine del profilo il logo aziendale con dimensioni di 180 X 180 pixel. Dopo aver caricato l’immagine del profilo comparirà a video il pannello di amministrazione dove si potrà modificare la propria pagina e monitorare l’andamento di essa. Completiamo con l’inserimento dell’immagine di copertina, che avrà misura di 851 X 315 pixel.  Anch’essa molto importante in quanto potrà essere visualizzata anche da coloro che visitano la pagina senza essere connessi a facebook, la scelta dell’immagine di copertina deve far riferimento sempre ad un qualcosa che richiami il nostro brand aziendale!

Completati tutti gli step la nostra nuova pagina aziendale di facebook è pronta per essere utilizzata. 

Nuove funzionalità per le pagine Facebook

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Come già detto in precedenza facebook è in continua evoluzione e non finisce mai di stupirci, di seguito andremo a vedere alcune nuove funzionalità ancora in fase di test, ma molto interessanti.

imaginepaolo

Switch tra pagine locali e globali:

Questa nuova funzionalità risulterà molto interessante per tutte quelle aziende che devono gestire dei brand internazionali amministrando sia la pagina ufficiale del marchio ovvero quella globale, sia tutte le pagine nazionali cioè quelle locali. Il gestore della pagina è tutti i fan potranno infatti passare dalle pagine globali a quelle locali grazie all’opzione “switch region” che si trova sotto l’immagine di copertina. Questo tipo di funzionalità per ora è ancora in fase di test è può essere provata solo sulla pagina ufficiale di facebook marketing all’indirizzo: www.facebook.com/FacebookMarketingItalia

Scoprire quanti fan sono stati raggiunti con un post:

Facebook tra le tante novità ha deciso di introdurre la percentuale legata alla visualizzazione di ogni post sulle nostre pagine, in quanto ritiene che, fornendo agli amministratori delle pagine le percentuali di fan raggiunti con ogni post, questi saranno più predisposti a promuoverli. Il servizio di post sponsorizzati, che appariranno nelle news feed degli utenti, consente di ripubblicare i post rendendoli visibili solo a quegli utenti che al momento della prima pubblicazione non erano online. Grazie a questo servizio si potrà ovviare al problema legato alla visualizzazione con bassa percentuale degli aggiornamenti delle pagine, aumentandola fino al 75% in più. 

postMa facebook non è l’unico social che permette di creare una pagina o un profilo aziendale. Tra i più utilizzati ci sono  twitter e linkedin.

Prossimamente vedremo come funzionano.

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Voi avete una pagina aziendale? Segnalatela nei commenti (serve a diffondere il vostro brand).


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[Coach Creativo]

John Maeda: Le dieci leggi della semplicità.

John Maeda è un designer, insegnante e batterista statunitense. Attualmente ricopre il ruolo di Preside presso la Rhode Island School of Design.

Le dieci leggi della semplicità.

1 RIDUCI

Il modo più semplice per conseguire la semplicità è attraverso una riduzione ragionata.

2 ORGANIZZA

L’organizzazione fa sì che un sistema composto da molti elementi appaia costituito da pochi.

3 TEMPO

I risparmi di tempo somigliano alla semplicità

4 IMPARA

La conoscenza rende tutto più semplice.

5 DIFFERENZE

La semplicità e la complessità sono necessarie l’una all’altra.

6 CONTESTO

Ciò che sta alla periferia della semplicità non è assolutamente periferico.

7 EMOZIONE

Meglio emozioni in più piuttosto che in meno.

8 FIDUCIA

Noi crediamo nella semplicità.

9 FALLIMENTO

Ci sono cose che non è possibile semplificare.

10 L’UNICA

Semplicità significa sottrarre l’ovvio e aggiungere il significativo.

Cosa ne pensate?

 


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[Coach Creativo]

jQuery Countdown

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Da tempo sono approdati sul web gli jQuery Countdown ma cosa sono?

Già dal nome si può capire che è un conto alla rovescia che lavora tramite jQuery che altro non è che una libreria Javascript veloce e concisa che semplifica il “movimento” del documento HTML, la gestione degli eventi, l’animazione e le interazioni Ajax per lo sviluppo web rapido.

 

Questi jQuery Countdown posso essere usati per qualsiasi avvenimento ad esempio:

sul vostro sito sta per aprirsi una nuova sezione? con il counter potrete creare fermento nei vostri utenti magari anche mettendo in rete rumor per creare attesa; inserirlo in una pagina di coming soon; oppure in una pagina di download; oppure creare un evento e inserire questo countdown e tante altre applicazioni basta avere le idee giuste!

 

Nel web si trovano tante versioni free e alcuni siti che producono articoli jQuery, ovviamente personalizzati, e li propongono per pochi dollari.

 

Ecco alcuni siti che propongono top 10 di jQuery Countdown sia free che a pagamento:

 

http://www.tripwiremagazine.com/2012/11/jquery-countdown-scripts.html

 

http://freebiesdesign.com/31-cool-jquery-count-down-script/#.UPWTyKEjiuk

 

http://creativecan.com/2012/10/jquery-countdown-timer/

 

http://www.jquery4u.com/image-scripts/10-awesome-jquery-count-scripts/


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[Coach Creativo]

Nel 2014 CPU saldate su schede madri?

Intel CPU(che spettacolo!)

La settimana scorsa alcuni rumor sul web hanno rivelato che nel 2014 Intel, la famosa casa produttrice di CPU, aveva in mente di allontanare la tecnologia socket LGA per implementare quella del package BGA cioè la saldatura delle CPU su schede madri anche per sistemi desktop.

L’adozione di questa nuova tecnologia anche per le versioni desktop avrebbe portato vantaggi in quanto i processori avrebbero un consumo minimo e le dimensioni sarebbero molto ridotte.

Ovviamente questo tipo di tecnologia “portatile” se così si può definire porterebbe sviluppare costi più elevati per i produttori e per i rivenditori perché eventuali CPU saldate su schede madri porterebbe un numero di schede madri veramente alto.

Ma Intel nei giorni scorsi ha in parte smentito questi rumor in una dichiarazione al sito Maximum PC; questo quanto dichiarato da Daniel Snyder, portavoce di intel:

 “Intel remains committed to the growing desktop enthusiast and channel markets, and will continue to offer socketed parts in the LGA package for the foreseeable future for our customers and the Enthusiast DIY market. However, Intel cannot comment on specific long-term product roadmap plans at this time, but will disclose more details later per our normal communication process.”

Intel conferma l’intenzione di sviluppare una linea di prodotti basati sul package di tipo BGA senza tuttavia interrompere la produzione di soluzioni socket LGA e quindi di bloccare al gamma enthusiast.

 

Pericolo scampato stavolta per coloro che costruiscono e fanno upgrade ai propri computer desktop!