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[Coach Creativo Facebook]

Se non paghi non esisti. Da gennaio cala del 20% la Portata Organica (Organic Reach) di Facebook.

Ti sarai accorto che, pubblicando un post sulla tua pagina di Facebook, la visibilità organica non è più quella che ottenevi qualche tempo fa.

Come cambia la Portata Organica (Organic Reach) di Facebook?

Che cosa è successo? Ormai dal 2013 Facebook riduce la visibilità dei contenuti organici a favore di quelli a pagamento, ma da una ricerca di Buzzsumo risulta che da gennaio ad oggi il calo della reach organica abbia raggiunto addirittura il 20%.

La maggior riduzione di visibilità è quella di post contenenti link e immagini, mentre i video hanno sofferto meno la riduzione e, attualmente, sono quelli che hanno il doppio di visibilità rispetto ad ogni altro contenuto.

La motivazione di questa diminuzione è dovuta a molti fattori. Una di essi è sicuramente il News Feed Algorithm che si occupa di smistare le 1500 possibili notizie per ogni utente in modo da offrirgli ciò che è più appetibile ed interessante per lui.

Facebook inoltre ha individuato un sistema che premia i contenuti autentici e di qualità riducendo la visibilità di annunci pubblicitari, riciclati, bufale o acchiappa click, così come i collegamenti a pagine non ottimizzate per dispositivi mobili.

La riduzione della visibilità dei post organici non è una novità, ma la notizia preoccupante è la velocità del crollo in un tempo così breve.

Ciò ci porta a dover produrre contenuti sempre più interessanti e di alta qualità, prediligendo i post che contengono video o dirette e ci obbliga a dover prendere in seria considerazione la sponsorizzazione a pagamento dei post per poter raggiungere un gruppo di utenza selezionato e interessato al nostro brand.


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[Coach Creativo]

HTML/Crypted.gen attacca WordPress e Joomla

Interessante spiegazione dell’attacco a imaginepaolo presa da http://www.settorezero.com/:

Sta accadendo sempre più spesso ultimamente, che molti siti basati su WordPress e Joomla, vengono attaccati in qualche modo dal Trojan segnalato da Avira come “HTML/Crypted.gen“. Non sono riuscito a capire se si tratta di un problema relativo a bug esistenti in questi due sistemi di publishing (ma ne dubito) o piuttosto da un virus che ha attaccato i server che ospitano tali siti.

Quest’ultima ipotesi mi è stata avvalorata dal fatto che tutte le persone che ho contattato e che hanno avuto lo stesso problema, hanno tutti l’hosting presso lo stesso provider. Non muovo ancora accuse per ora perchè la cosa è alquanto anomala e in rete non ho trovato informazioni soddisfacenti per poter fare un’ipotesi valida, per cui le mie sono soltanto supposizioni e vanno prese come tali.

Nel frattempo spero che questo post possa essere d’aiuto e oggetto di discussione per capire da dove si origina il problema. Continue reading


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Scritto da Caterina Del Pup
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[Coach Creativo Facebook Social Media]

Siti lenti fuori (o quasi) da Facebook. Ecco cosa accadrà

Siti lenti addio

I siti lenti hanno ormai vita breve per la visibilità su Facebook e su Google.

Facebook ha annunciato che limiterà la visibilità sulla New Feed dei siti che presentano lento caricamento, o che non sono ottimizzati per dispositivi mobili.

Nuovo algoritmo di Facebook

Facebook è sempre attento alle esigenze dell’utenza al fine di ottimizzare l’esperienza di navigazione sul social network e ha riscontrato che se il tempo di attesa per caricare un sito è troppo lungo le persone abbandonano ciò che stavano facendo.

Con il nuovo aggiornamento previsto per i prossimi mesi, gli sviluppatori di Facebook faranno in modo che venga privilegiata la visibilità di notizie che verranno caricate rapidamente, a scapito di siti lenti.

Come già fatto in precedenza da Google, l’obiettivo di Facebook è quello di offrire all’utenza un servizio sempre migliore.

Come viene misurata la velocità del sito web?

La velocità del sito sarà misurata tenendo conto del tipo di dispositivo utilizzato e della rete mobile o wi-fi in uso.

Per testare il proprio sito Google ha messo a disposizione un servizio che consente di verificare la velocità di caricamento: Test your mobile speed.

Corri ai ripari

Se il tuo sito è lento o non è ottimizzato per dispositivi mobili è venuto il momento di correre ai ripari per non rischiare di sparire dal web.

Puoi contattarmi per una consulenza a riguardo e per studiare insieme le strategie migliori per rendere la tua presenza al top delle ricerche organiche di Google.


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Scritto da Caterina Del Pup
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[Coach Creativo Trends]

Nomadi digitali. Ecco come lavorare in libertà nel mondo on line.

Chi sono, cosa fanno, come lavorano e come vivono i nomadi digitali?

Sulla scia delle nuove professioni che riescano a coniugare attività lavorativa con tempo libero, in modo tale da migliorare la qualità di vita, risulta molto interessante la figura del nomade digitale (digital nomad).

Essere un digital nomad significa poter lavorare, grazie alla rete e ai collegamenti internet, da qualsiasi luogo del mondo.

Ci sono diversi tipi di digital nomad e non è facile trovare una spiegazione esatta per definirne il lavoro. Ciò che hanno tutti in comune è che trascorrono alcuni mesi dell’anno all’estero guadagnando da vivere mentre lavorano on line.

La professione di nomade digitale comprende molte figure professionali:

  • imprenditori;
  • esperti della comunicazione;
  • web designer;
  • social media manager;
  • traduttori;
  • blogger;
  • altro…

Sono tutti legati dal filo conduttore di viaggiare mentre continuano a lavorare con clienti o datori di lavoro.

Unica necessità: computer, smartphone e collegamento a Internet.

La libertà di muoversi nel mondo ed abbinare il lavoro è quindi strettamente legata alla possibilità di usufruire delle reti internet.

Nascono così gli spazi di coworking, punto di incontro, lavoro e socializzazione dei nomadi digitali, dove nascono vere e proprie comunità di lavoro.

I Digital Nomads non hanno fissa dimora e si devono destreggiare nella burocrazia internazionale come il mantenimento di una copertura sanitaria, il rispetto delle leggi locali, l’ottenimento di visti di ingresso, o con sfide come le differenze di fuso orario, la difficoltà di divisione tra lavoro e tempo libero, i rapporti interpersonali o familiari.

Questa tipologia di lavoro è destinata ad incrementarsi nel tempo, secondo una ricerca di Intuit ha rilevato che entro il 2020 oltre 7.5 milioni di lavoratori americani svolgeranno attività on demand e, secondo alcuni studi, entro il 2035 i nomadi digitali saranno un miliardo nel mondo.

L’attività di digital nomad, oltre ad essere un lavoro, è, senza dubbio, un modo di vivere che viene finanziato dalla attività lavorativa on line.


Consigliato da @imaginepaolo
Scritto da imaginepaolo
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[Social Media]

I tuoi prossimi clienti sicuramente faranno parte della Generazione Z.

Perchè parlare della Generazione Z? Perchè saranno i vostri prossimi clienti!

Generazione Z: iGen, Post-Millennials, Centennials, o Plurals. Sono i nati dopo i Millennials, ovvero i nati dalla seconda metà degli anni novanta o dagli inizi del 1995 fino al 2010. In questo momento a causa della grave recessione stanno vivendo una sensazione di instabilità e insicurezza.

Generazione Z: chi sono?

Generazione Z - come acquistano

Uniquely Generation Z What brands should know about today’s youngest consumers

La generazione Z comprende i ragazzi tra i 19 e 21 anni, sono i ragazzi nati con la tecnologia a portata di “pannolino”, rappresentano la nuova frontiera dei consumatori, generazione che presenta caratteristiche ben precise e fortemente in aumento.

A dispetto della loro giovane età hanno un grande potere sulle decisione in merito agli acquisti in famiglia e non solo. I Gen Zers, Generazione Z, nascono intorno agli anni ’90 e sono più di due miliardi.

Rispetto alla generazione che li ha preceduto, ovvero i Millennials, loro nascono in un’era totalmente digitale, sono completamente immersi nel mondo virtuale che percepiscono sin da subito come naturale e scontato.

Come acquistano?

Sono socievoli e capaci di gestire la vita virtuale e quella reale con estrema padronanza. I loro acquisti passano al vaglio di una attenta ricerca in rete, ma come dimostrano i sondaggi il 98 % dei Gens Zers acquista nei negozi reali e poco dai negozi on line, questo sottolinea il loro pragmatismo e senso del reale. In famiglia possiedono grande credibilità tanto da influenzare gli acquisti di tutti i membri del nucleo familiare.

Il mercato mondiale ha già iniziato a prendere fortemente in considerazione i loro gusti ed esigenze per essere in grado di soddisfare le loro aspettative. L’IBM Institute for Business Value (IBV) ha condotto un’indagine globale su 15.600 Gen Zers di età compresa tra 13 e 21, indagando a fondo così gusti e preferenze di questi nuovi attenti e scaltri consumatori.

Generazione Z: acquirenti molto intelligenti e attenti.

Nonostante la loro giovane età i Gen Zers sono una generazione di acquirenti molto intelligenti e attenti.

Sin da piccoli questi ragazzi sono avvezzi ad utilizzare la rete per qualsiasi tipo di esigenza e bisogno in rete, iniziano con i giochi quando sono piccoli, passano poi ai loro cartoni preferiti o la loro canzone che tanto li diverte da youtube, continuano poi con curiosità su cose che ascoltano o sentono dai grandi in maniera troppo generica per loro, e così iniziano a sviluppare quella tendenza di essere autosufficienti nel cercare risposte.

Così anche i loro acquisti sono influenzati e determinati dal loro naturale rapporto con la rete. Prima di acquistare qualsiasi prodotto, consultano tutte le possibili informazioni , le recensioni, le descrizioni del prodotto e le valutazioni riguardo ai venditori.

Sono acquirenti intelligenti, capaci di scegliere nel vasto mare delle rete le cose importanti ed essenziali. Anche se il potere di acquisto è limitato i Gen Zers però influenzano in maniera decisiva le scelte di acquisto dei propri familiari più anziani.

Con le loro conoscenze digitali ispirano fiducia e diventano i consiglieri dell’intero nucleo familiare. In virtù della loro capacità di muoversi tra gli infiniti prodotti il mercato deve necessariamente riuscire ad assecondare le loro esigenze riuscendo ad individuare ciò che per loro è indispensabile e sapere come questi ragazzi amano impegnare il loro tempo libero.

Sono esigenti?

L’uso che fanno delle rete li obbliga ad essere estremamente esigenti nei confronti della tecnologia. L’87% dei GZ ha accesso ad internet ad alta velocità, il 66% invece utilizza più di un dispositivo alla volta.

La maggior parte dei ragazzi si dimostrano poco favorevoli ad utilizzare applicazioni difficili e sofisticate, meglio applicazioni semplici che gli assicurano ulteriore velocità di tempi.

Si sono dimostrati poco pazienti e poco tolleranti per guasti ed errori del sistema. Nella scelta quindi dei prodotti che degli strumenti da utilizzare fattori determinanti sono qualità, disponibilità e valore del prodotto. Queste tre caratteristiche determinano la loro scelta di una marca a dispetto di un’altra.

Più di 2 miliardi di ragazzi dichiarano di stare al cellulare mediamente 5 ore al giorno!

Il rapporto con il mondo reale

Generazione Z - Tempo speso

Uniquely Generation Z What brands should know about today’s youngest consumers

La generazione Z è sempre online oppure offline, sono sempre connessi e abituati ad avere tutto 24h/24h. Per loro comunicare e socializzare è molto importante, la loro comunicazione è cambiata molto rispetto alle generazioni precedenti.

Oggi comunicare e socializzare assume anche qui aspetti molto più snelli e veloci. Attraverso una semplice foto posso raccontare un viaggio, una giornata trascorso in un luogo particolare.

Nei loro stati che pubblicano sui vari social posso raccontare un dispiacere, una gioia oppure esprimere il loro dissenso o consenso. In base a sondaggi effettuati su un vasto campione molti ragazzi utilizzano soprattutto smartphone e dichiarano di stare al cellulare mediamente 5 ore al giorno.

Le donne prevalentemente chattano invece i maschi trascorrono molto più tempo a giocare sui loro dispositivi. Altri invece impiegano il loro tempo in rete per acquisti o per informarsi e imparando cose nuove.

Sono molto informati

Sono quindi ragazzi che attraverso la rete si tengono informati attraverso notiziari su eventi globali turbolenti. Seguono attentamente la recessione, il terrorismo e gli attacchi cibernetici.

Le scuole oggi forniscono insegnamenti sui rischi e i pericoli del cyberspazio imparando così quanto importante sia la loro privacy e la loro sicurezza, tutelando se stessi da possibili e probabili incidenti.

I Gen Zers sono prudenti circa la condivisione di informazioni personali sensibili online.

Meno di un terzo ha dichiarato di essere a proprio agio condividendo dati personali diversi da informazioni di contatto e cronologia degli acquisti

Via: https://www-01.ibm.com/common/ssi/cgi-bin/ssialias?htmlfid=GBE03799USEN&

Generazione Z - Inforgrafica

Uniquely Generation Z What brands should know about today’s youngest consumers