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[Coach Creativo]

Come scrivere per il tuo blog

Se abbiamo intenzione di creare un blog, per un’attività o semplicemente crearne uno che si occupi di news o qualche passione che intendiamo condividere in rete, bisogna fare attenzione a particolari che possono aiutare nella struttura e l’indicizzazione il nostro blog. La diffusione di blog in rete si sta espandendo a macchia d’olio, ma in che modo, possiamo far emergere il nostro tra milioni di utenze?

Content management:

Il termine content management in italiano (gestione dei contenuti) indica una serie di processi e tecnologie a supporto del ciclo di vita evolutivo dell’informazione digitale. Il Content management è un processo collaborativo nel senso più stretto del termine. La creazione del contenuto viene effettuata da una o più persone, ma la comunità partecipa al suo aggiornamento (formale e sostanziale) fino alla pubblicazione definitiva, dopo la quale può iniziare una fase di aggiornamento la cui durata può anche non essere limitata.

Il ciclo di vita di un’informazione può essere caratterizzato da sei passi ben definiti.

  • Creazione
  • Aggiornamento
  • Pubblicazione
  • Traduzione
  • Archiviazione
  • Utilizzo

Il sistema del content management prevede che ci siano delle figure collaborative con ruoli ben precisi come:

  • Autore principale, colui che è responsabile della creazione del contenuto
  • Curatore, chiamato anche autore secondario, si occupa dell’aspetto formale del contenuto come ad esempio stili e presentazione.
  • Editore, ovvero il responsabile della diffusione e dell’utilizzo del contenuto
  • Amministratore, responsabile della gestione delle versioni del contenuto.

Grazie al processo del content management system, e alla diffusione sempre più ampia di blog e siti aziendali, la figura professionale di content manager chiamato anche content curator sta diventando sempre più diffusa. Tale figura si occupa della progettazione del contenuto, in modo tale da dargli una struttura ricca di contenuti efficaci ed efficienti che faranno in modo da assegnare una caratteristica distintiva al nostro blog o sito. Moltissime aziende hanno capito l’importanza del content management system, proprio grazie ai grandi risultati ottenuti in poco tempo.

Attenzione ai titoli delle pagine:

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I titoli delle nostre pagine all’interno di un blog sono da considerarsi degli ottimi elementi per l’indicizzazione nei motori di ricerca, spesso vengono trascurati, e capita che ad esempio, all’interno di un sito con 1000 pagine duplicate ci siano titoli statici e non dinamici come i CMS, portando i motori di ricerca, ad esempio Google a considerare la maggior parte di questi contenuti duplicati, e non presentati nella SERP (Search Engine Results Page).

Qual è la soluzione?

Per rendere il nostro blog appetibile ai motori di ricerca, una buona soluzione è di cambiare i titoli di tutte le pagine, in modo da personalizzarlo al massimo. Con questo semplice suggerimento vedremo il nostro blog scalare le classifiche nei motori di ricerca, ponendosi ai vertici. Come abbiamo già detto curare il titolo di una pagina aiuta ad avere una buona SEO, ma non solo i titoli delle pagine sono importanti. La condivisione di un semplice post, con il titolo giusto, può avere la forza di attirare le persone che navigano a leggerlo e quindi automaticamente dar maggior visibilità ed importanza al blog.

Pagine e post che titoli usare?

 

Adesso andremo a vedere delle regole di base da seguire assolutamente per la scelta di un buon titolo:

  • I lettori avranno un vantaggio nel leggere l’articolo: coinvolgere e far intendere ai lettori che la lettura di quella pagina o di quel post può portare a dei benefit futuri.
  • Creare un dibattito: questa tecnica non è praticabile ad ogni post, ma il dibattito ha sempre coinvolto le persone per lo meno a leggere il post.
  • Fare una domanda: la pubblicazione di post con delle domande, stimolano il lettore a leggerlo.
  • Personalizzare il titolo: l’utilizzo di affermazioni come un “si” o l’utilizzo di caratteri speciali rendono un post personalizzato e unico.
  • Parole chiave: utilizzare keywords per le nostre pagine, aiuta il blog ad essere facilmente rintracciabile nei motori di ricerca.
  • Usare parole forti: per aiutare il nostro post o la nostra pagina ad avere un impatto sui lettori, l’utilizzo di parole forti come: “libero” “attenzione” possono contribuire a destare maggiore interesse.
  • Attenzione ai titoli folli: nella scelta di un titolo, bisogna fare attenzione a non esagerare sia per quanto riguarda ad l’utilizzo di parole forti, sia per quanto riguarda l’utilizzo di humor, questi possono generare un disinteressamento da parte dei lettori.

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[Coach Creativo]

Creare il nuovo e utile.

La creatività è un atteggiamento mentale degli esseri umani.

Si è creativi da piccoli orientati ai calcoli matematici da grandi orientati alla letteratura, musica, arti figurative fino alla morte.

L’atto di creare è un atto divino, poetico, inventivo, geniale.

Come indicava Henri Poincaré, la creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili.

Ora si cerca di creare il nuovo e utile, la creatività è messa al centro delle competenze chiave per lo sviluppo personale, sociale ed economico.

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[Coach Creativo]

Una serie di temi Clean responsive WordPress

Studio – Web Design, Clean responsive WordPress

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BigWig – Modern Corporate HTML5 Template

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Full State – Responsive and Bootstrap Real State

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FOLD – Responsive Email Template

 

Wedding Day – Responsive HTML Theme


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[Coach Creativo]

Google+ big up!

Generalmente sul web l’ingresso di un nuovo social network è visto sempre con molta diffidenza da chi è fedele ai classici come Facebook. Inizialmente anche Twitter fu accolto come un progetto che voleva imitare il competitor creato da Mark Zuckerberg, e ciò sta accadendo o meglio stava accadendo anche con Google+, il nuovo social introdotto da google. Il 28 giugno 2011 fu lanciato in fase sperimentale, ma dopo circa due settimane la piattaforma aveva già dieci milioni di utenti registrati, cifra che poi e stata aggiornata al 6 dicembre 2013, con l’annuncio di ben 500 milioni d’iscritti con 135 milioni di utenti attivi, numero destinato a salire visto che a gennaio 2013 ne contava 343 milioni.

Google plus il vero Social ?

L’introduzione di numerosissime novità hanno rappresentato delle caratteristiche distintive che hanno aiutato il social a farsi spazio tra gli altri e posizionarsi ai vertici. Il progetto fonda i suoi punti di forza nella condivisione multimediale di video e immagini, con una qualità e semplicità, rendendone piacevole l’utilizzo. Tra novità introdotte e mai viste prima c’è la possibilità di riunirsi in delle vere e proprie stanze virtuali tramite la funzione “Hangout” dove è possibile parlare tramite microfono o web cam  e condividere media con tutte le persone che ne fanno parte. Un vero è proprio passo in avanti per quanto riguarda il concetto di social network.

Un’altra importante novità riguarda “Sparks”, una funzione che adatta, quanto più  possibile Google plus ai nostri gusti e interessi, la caratteristica è quella di creare una serie di feed di nostro interesse semplicemente indicando l’argomento che noi seguiamo di più, e google caricherà automaticamente articoli e video trovati sul web per la nostra visione

Per quanto riguarda l’organizzazione dei contatti e davvero molto efficace, infatti, possiamo suddividere i nostri contatti in cerchie “circles” in modo tale da creare delle vere e proprie liste personalizzate se non ci dovessero bastare le solite voci di default che comunque ci sono sempre suggerite come amici, familiari, conoscenti, persone che segui e colleghi.

Quest’ultima funzionalità descritta può ritornare molto utile anche a professionisti che operano nel social media marketing, poichè grazie alle cerchie è possibile suddividere ad esempio, nuovi clienti, clienti attuali e clienti passati.

Google+ è disponibile anche nella versione mobile, sia per iphone che per android, presentando un’interfaccia molto interattiva e semplice da utilizzare, rendendo un piacere l’utilizzo di questo social che sta crescendo in modo da metter paura ai grandi che dominano la scena già da qualche anno.

 

Anche Google+ come abbiamo detto dà spazio ai professionisti e alle aziende, con la possibilità di creare pagine aziendali in modo da dar visibilità alla propria attività o marchio. Adesso andiamo a vedere come creare una pagina per la nostra azienda in pochi e semplici passaggi.

Per creare una pagina come prima cosa bisogna possedere un account al social google plus, dopo essersi loggati, basta cliccare in alto a sinistra sul tasto home dove si aprirà un menù a tendina nel quale basterà cliccare “Pagina” e successivamente in alto a destra “Crea pagina”.

Nella prima fase occorre selezionare la tipologia di attività per la quale vogliamo creare la nostra pagina, possiamo scegliere tra le opzioni di base che ci offre Google come “attività locale”, ad esempio per un albergo o ristorante. “Prodotto o marca” che potrebbe ritornare utile ad attività che si occupano di abbigliamento o servizi finanziari. “Azienda o istituzione” per creare pagine legate ad imprese, istituzioni o organizzazioni, e “arte sport e intrattenimento” per  metter sù una pagina sportiva o legata alla musica. Ma se nessuna di queste opzioni dovesse soddisfarci possiamo scegliere “altro” e inserire noi il nome della categoria che riteniamo più opportuno alla nostra attività. Per poter completare questa prima fase, dopo la scelta del tipo di attività Google ci chiederà di inserire le informazioni, generiche e di contatti riguardanti l’azienda, fatto questo passiamo allo step successivo. La seconda fase prevede il caricamento di un’immagine o logo aziendale e successivamente proprio come Facebook c’è l’inserimento della foto di copertina. Per quanto riguarda le misure sono (200×200) pixel per il logo e (940×180) per l’immagine della copertina.

Come ultimo passaggio c’è il completamento delle informazioni riguardanti la nostra impresa, questo è un passaggio da non trascurare, in quanto utilizzando parole chiave specifiche del nostro settore, Google+ andrà a creare una tematizzazione in modo tale da rendere più facile la ricerca della nostra azienda all’interno del social.


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[Coach Creativo]

[Viral Video] Concerto Mobile!

Oltre alla performance musicale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Ceca, scopri le prestazioni tecniche del Concerto Mobile realizzato per il lancio di Hello bank!

La Banca in movimento come te!


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[Coach Creativo Personal Branding]

Marketing Agency: il business per l’impresa.

MARKETING AGENCY

Il business per l’impresa

Il marketing per l’impresa



È inutile nascondere che il modo di comunicare è cambiato, oggi giorno la gran parte delle persone utilizza il web anche per semplici operazioni come ad esempio la ricerca di un ristorante, di un’ attività o banalmente seguire tutte le news legate ad essa. Ad occuparsi della gestione di un pacchetto di servizi dedicati alle imprese oggi c’è la web marketing agency, senz’altro la figura che più può influire sulla nostra impresa, attraverso una serie di servizi mirati a far crescere ed adattare alle esigenze del mercato attuale la nostra azienda. I servizi che essa offre possono essere diversi come ad esempio campagne pubblicitarie, web marketing, social marketing, Seo, realizzazione di siti internet e progetti per lo sviluppo della visibilità nel mercato sia nazionale che internazionale. Oggi giorno basta guardarsi in giro e vedere che le web agency sono entrate a far parte della cultura di grandi marchi ed aziende. Adesso andremo a vedere una top list di web agency per renderci conto di quanto, una campagna marketing efficace possa influenzare il mercato a favore della nostra impresa.

1) Huge (http://www.hugeinc.com/)

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La huge è sicuramente tra le agenzie di marketing più importanti al mondo, lavora per capire il comportamento degli utenti, traducendo in soluzioni che soddisfano gli obbiettivi del marchio aziendale. L’agenzia offre servizi ai clienti come le campagne digitali di marketing, realizzazione di siti web ed e-commerce, realizzazione di siti web per dispositivi mobili e cura l’attvità di social marketing.

Huge nel 2010 ha collaborato con la multinazionale PepsiCo Inc. per la realizzazione di un progetto, che vedeva la multinazionale stanziare borse di studio per 20 milioni di dollari, rivolti ad individui ed imprese per la realizzazione e la promozione di una nuova idea che avesse un impatto positivo sulla loro comunità stato o nazione.
Il progetto Pepsi Refresh è stato una delle campagne di web marketing piu seguite nel 2010 ed ha raggiunto risultati da capogiro, ha raccolto 3,3 milioni di “mi piace” su facebook e 75 milioni di voti. Un vero e proprio successo.

2) Bartle Bogle Hegarty (BBH http://www.bartleboglehegarty.com/)

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Altro colosso tra le agenzie di marketing è la Bartle Bogle Hegarty (BBH), fondata nel 1982 è diventata ben presto una delle agenzie più importanti al mondo con a seguito un numero enorme di premi di riconoscimento annuali. La BBH nel corso della sua esperienza ha curato campagne di marketing che hanno fatto entrare nella mente del pubblico grandi marchi come quello Levis. Nel suo portafoglio di clienti nel corso dei decenni ha lavorato con aziende e multinazionali di grande spessore come Audi, Vodafone, British Airways, Johnnie walker ed Unilever. Recentemente ha stipulato un accordo con Sony per le prossime campagne di marketing di Playstation.

3) Amaze (http://www.amaze.com/)

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Un’agenzia con clienti come Coca-Cola, Toyota e Lexus non può non esserci nella nostra top list. Amaze è stata fondata nel 1995 ed ha improntato la sua cultura sul digitale per l’apprendimento e la comunicazione, ma nonostante ciò offre anche servizi tradizionali di campagne di marketing e pubbliche relazioni. Tra i progetti interesanti sviluppati da amaze c’è quello per laterooms.com, un applicazione facebook per socializzare il processo di prenotazione di hotel. Questa campagna pubblicitaria con lo sviluppo di questa applicazione permette agli utenti di creare un “Prenota” elenco delle destinazioni e delle attività che vorrebbero sperimentare, come ad esempio un fine settimana al Gran National o un addio al celibato a Roma.

4) WPP (http://www.wpp.com/)

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WPP è una multinazionale per quanto riguarda la pubblicità e le pubbliche relazioni, essa vanta la fama di più grande gruppo di servizi e comunicazione al mondo, con 165.000 persone che lavorano in 3000 sedi dislocate in 110 paesi del mondo, un vero e proprio colosso. I servizi offerti dal gruppo WPP vanno dalle ricerche di mercato per le aziende, marketing relazionale fino al digital marketing. Fondata nel 1985 nel corso della sua storia ha sviluppato competenze organizzative e tecnologiche portandola alla collaborazione per grandi clienti facendola diventare la prima agenzia al mondo di marketing in termini di fatturato.

5) RAZORFISH (http://www.razorfish.com/)

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Chiudiamo la nostra top 5 con un’altra grande, Razorfish anch’essa puo essere considerata tra le più grandi agenzie interattive al mondo, non anzianissima come alcune delle precedenti che abbiamo visto, nasce nel 1995 ma nel giro del decennio ha dato un impronta forte nel modo di fare marketing. Razorfish è stata la prima azienda ad avere un sito animato utilizzando le funzionalità di server push. Conta circa 2.500 dipendenti per offrire servizi unici alle imprese principalmente riguardanti il marketing digitale, con realizzazione di siti web anche per dispositivi mobili e social marketing. Tra il pacchetto clienti l’agenzia può vantare nomi di grande importanza come Samsung, Audi, McDonald e Nike. Interessante evidenziare, nel 2011 il progetto con McDonald in Germania, dove l’azienda invitava i suoi clienti a creare il proprio hamburger per poi competere ad un posto sul menù della catena fastfood. I risultati sono andati ben oltre le aspettative, furono creati ben 45.000 hamburger in sette giorni per poi terminare in 116.000, un milione e mezzo di voti e circa 7 milioni di visite effettuate alle pagine web. Sicuramente un azienda che da grande importanza al web e al digitale, può essere considerata una delle candidate a rimanere il segno nel ventunesimo secolo.

Cosa ne pensate? Segnalate le vostre agenzie.


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[Coach Creativo]

[Dow Jones] Gann’s 90-years Master Cycle on DJIA

I have this projection on the Dow Jones Industrial, with the future top [between 25800-38800] to do in the period 2016 – 2017
and a strong decline in 2018 until 2021-2022 where there will be a minimum of panic selling,
which will mark the end of more severe bear market in history.

This following the Gann’s 90-years Master Cycle
which has intercepted the previous great bubbles and crises of 1836-1842 and 1929-1932.

link
http://www.maintrendanalysis.com/

djia-all-time-S-U-Cycle


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[Coach Creativo Personal Branding]

Storytelling: una politica per promuovere e valorizzare le vostre idee.

“Il lavoro occuperà gran parte della vostra vita e per essere veramente soddisfatti dovete fare qualcosa di veramente buono. E per fare qualcosa di veramente buono dovete amare quello che fate. Se non l’avete ancora trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Come capita sempre nelle faccende di cuore, quando avrete trovato ciò che amate ve ne accorgerete immediatamente. E come capita nei rapporti profondi, le cose col passare degli anni non fanno che migliorare. Quindi continuate a cercare finché non troverete quello che cercate. Non accontentatevi.”

[Steve Jobs]

image001Ho deciso di iniziare quest’articolo con un frammento del discorso fatto da Steve Jobs agli studenti dell’università di Stanford prima della consegna dei diplomi. Potremmo definire le sue parole come una parabola di vita, un insegnamento, esse rappresentano un esempio magistrale di storytelling; Jobs è riuscito a far sì che la sua filosofia diventasse la filosofia di un’azienda e dei suoi prodotti.

Lo storytelling, molto usato in imprese e aziende, è una politica per promuovere e valorizzare idee, proposte e prodotti; utilizza la retorica e la narrativa per creare racconti influenzanti in cui i vari soggetti possono riconoscersi.

Per avere successo un brand deve narrare la sua storia aziendale. Deve parlare di sè, non soltanto cosa fa e se è brava a farlo, ormai con la globalizzazione e con l’avvento di internet aziende di tutti i tipi hanno un proprio sito e facendo un po’ più di attenzione ci si accorge che sono tutti uguali. Oggi un’azienda, oltre ad una mera descrizione di sé e di cosa fa, deve descrivere il perché fa una determinata cosa, è appunto nel perché che è possibile trovare i valori di quell’azienda e la sua identità. Ad esempio, molti fanno smartphone, pochi si distinguono per come li fanno, ma è sul perché che si fa la differenza; il perché è il frutto della propria storia; si crede in un sogno, si posseggono dei valori, si vuole raggiungere un obiettivo per dei motivi.

Raccontando il perché ci si può distinguere! Il primo passo per affermarsi è fare un qualcosa perché si crede in quello che si fa.

Per un’azienda narrarsi è importante sia sul mercato, per farsi conoscere e per posizionarsi nei confronti dei concorrenti, sia al proprio interno; un’azienda che trascura propria storia, e che non la sa trasferire ai dipendenti, non raggiungerà mai un successo duraturo.

Esistono diverse modalità di narrarsi (Figura 1):

  • Cartacee una storia può essere scritta su un libro, cosa che accade di solito per determinati eventi particolari come l’anniversario di un’azienda.
  • Digitali la storia è narrata attraverso un video.

Figura 1 – Strumenti per raccontarsi.

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Uno degli aspetti più importanti da prendere in considerazione prima di “raccontarsi” è il chiarire bene a chi è diretta la narrazione, i concetti fondamentali saranno sempre gli stessi, ma la storia verrà raccontata in maniera differente a seconda del pubblico a cui ci si rivolge.

image007Di strumenti per condividere e per far conoscere una marca ne abbiamo molti, fra i social media più gettonati ricordiamo ad esempio Facebook, YouTube, Twitter, google+, ecc… ; ogni azienda, grande o piccola che sia, ha il dovere di interagire con la propria fascia di “pubblico”, e di raccontare la propria storia da sé, altrimenti verrà scritta dagli altri (col rischio di non essere rappresentati come si è o come si desidera apparire) .

Col passare del tempo si è passati dal dare importanza all’immagine al badare più alla reputazione, la differenza sta nel fatto che l’immagine ce la si crea da soli, la reputazione è ciò che la gente dice in giro di te.

Alcuni fra i tanti brand ad utilizzare social media, hanno pensato, in maniera erronea, di poter ingannare ed approfittarsi della buonafede della gente, non avendo capito che i tempi sono cambiati, le storie sono raccontate dalla gente. Ogni singolo utente ha “il potere” di diffondere notizie, pareri, opinioni, parlare nel bene o nel male di una determinata marca.
Non è più il tempo di citazioni come “Nel bene o nel male, purché se ne parli” (Oscar Wilde), la gente ha imparato ad usare questi nuovi “strumenti” e, nel momento in cui si sentiva presa in giro, ha cominciato a raccontarlo ai propri “amici” ( o meglio contatti), che a loro volta “lo raccontano” ad altri; questo semplice ma efficace meccanismo di diffusione di pareri, ha dato ad ognuno di noi un mezzo per “vendicarci”.
Un esempio lampante è TripAdvisor (Figura 2), che permette all’utente di recensire la struttura e i servizi offerti da hotel, ristoranti, case vacanze ecc..

Figura 2 – tripadvisor

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In un certo senso potremmo dire che è tornato di moda il passaparola, che con l’ausilio delle nuove tecnologie è diventato più potente, veloce ed efficace che mai.

Le vecchie campagne pubblicitarie, alcune volte scoccianti e false, avendo perso di credibilità lasciano ormai il tempo che trovano. Le persone si fidano del parere, disinteressato, obiettivo e competente di altre persone.

Nel secolo scorso, se c’è qualcuno che ha saputo sfruttare al meglio lo storytelling di certo è stato Steve Jobs con la “Apple”, nessuno meglio di lui ha saputo raccontare e pubblicizzare la sua azienda.

Prima di raccontare il cosa e il come, la “Apple” si è narrata raccontando il perché, nelle pubblicità dei primi pc il messaggio era che “crediamo che le persone con una passione possano cambiare il mondo ed è per questo che facciamo computers”, tutti gli altri produttori si vantavano solo di essere i migliori a farlo, raccontando storie ormai non più interessanti.

L’obiettivo dello storytelling aziendale viene ad essere quello di allineare il cliente con gli interessi aziendali. La storia raccontata deve far immedesimare, altrimenti non risulta interessante; essa deve spingere gli utenti ad avere curiosità a voler conoscere un dato brand, a tenersi informato su di esso.
Un prodotto è un qualcosa a cui ci si affeziona, ognuno di noi è affezionato a specifici prodotti di determinate marche, con la sostanziale differenza che mentre un prodotto è concreto ed utile una marca risulta essere un “mero nome”, un’idea, una filosofia.
Lo storytelling ha messo un po’ d’ordine in un’anarchica realtà fatta di spot e reclame che confondevano la gente invece di affascinarla e coinvolgerla.

Un brand che riesce a raccontarsi attraverso una storia bella ed interessante, oltre al farsi conoscere, riesce a far parlare di sé. Una marca che fa parlare di sé, che si fa raccontare, ottiene un certo successo, o quantomeno la notorietà, in maniera gratuita.

Personalmente spero che in realtà questa non sia l’ultima trovata delle aziende per fare marketing e profitti: si tratta di fidelizzare (subdolamente?) il cliente fino a convincerlo che lui e l’azienda siano una cosa sola, e il fatto di poter fornire un feedback all’azienda fa davvero sentire il cliente come parte integrante.

Voi cosa ne pensate?

Spero di essere riuscito ad incuriosirvi, per tutti coloro a cui potrebbe interessare esistono dei veri e propri festival incentrati sullo storytelling, e guarda caso il prossimo si terrà a Roma a Giugno.


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[Personal Branding Social Media]

[Social Media] Vine: inizia la febbre… promuovete le vostre aziende con un minivideo!

Vine non è solo porno e ne parla Paolo Franzese qui: http://www.paolofranzese.com/newsesordio-pericoloso/