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Scritto da imaginepaolo
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[Personal Branding]

Come scalare le classifiche SEO su Google

Google esiste e resiste ancora perchè i suoi risultati sono molto soddisfacenti.

Ma ti sei mai chiesto come il tuo pubblico ricerca nel tuo settore?

Che intento c’è dietro una determinata parola chiave?

Quando cerchiamo in Google desideriamo trovare informazioni specifiche, velocità di risposta e migliore corrispondenza per una parola chiave, per tutto questo ci sono algoritmi sempre più avanzati che selezionano tra immense quantità di dati il miglior risultato.

Categorie di intenti“, questa è la soluzione per migliorare la posizione SEO, ovvero capire l’intento che sta dietro una parola chiave.

Come ottimizzare per i motori di ricerca e fare content marketing seguendo l’intenzione legata dietro una parola chiave? capire l’intento di chi cerca.

Il marketing dei motori di ricerca è strategicamente semplice.

Sei un “Web Designer” e vivi a “Roma” allora le intenzioni di chi ti cerca e poi ti trova sono chiare, se fai un buon marketing hai ottime possibilità di uscire ben posizionato nelle SERP.

C’è molta competizione dietro alla ricerca a pagamento e organica, ma ci sono altro opportunità, ed ecco la novità, sviluppare una maggiore comprensione dell’intento che sta dietro le parole chiave di ricerca.

Primo passo:  comprendere le categorie di intenti nelle query di ricerca.

Per esempio: “Query di ricerca di navigazione”

Se digitiamo la parola “Google” nel nostro browser, questa è una query di navigazione ovvero una ricerca eseguita con l’intento di andare direttamente a un sito Web.


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[Facebook]

Attenzione Apple sta prendendo di mira Facebook ed altri social…

La Apple renderà estremamente più difficile identificare il tuo dispositivo e tracciarti.

Da vari articoli apparsi in rete risulta che la Apple sta raccogliendo l’esigenza di proteggere maggiormente chi naviga in internet attraverso Safari.

C’è tutto un ecosistema di tecnologie pubblicitarie da cui proteggersi.

Ora la Apple ha preso di mira i pulsanti “Mi piace” di Facebook, i widget dei commenti di Disqus e altre API di terze parti. Applicazioni conosciute ormai che possono essere utilizzate per la raccolta dei dati, il monitoraggio e il targeting degli annunci.

Già l’anno scorso la Apple ha lanciato ITP (Intelligent Traking Prevention) con Safari 11, uno strumento per disabilitare il retargeting pervasivo.

L’interesse negli ultimi tempi della parola “privacy” in Google Trends

Oggi la Apple annuncia:

“Il tuo Mac assomiglierà al Mac di tutti gli altri”

La Apple “chiude tutto”, con il lancio di Safari 12, gli utenti riceveranno una notifica per scegliere se condividere i propri dati con widget di terze parti su una pagina.

Il regolamento generale sulla protezione dei dati dell’UE (GDPR) colpisce ancora Facebook…

Stiamo a guardare cosa accadrà.