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[Personal Branding]

Come scalare le classifiche SEO su Google

Google esiste e resiste ancora perchè i suoi risultati sono molto soddisfacenti.

Ma ti sei mai chiesto come il tuo pubblico ricerca nel tuo settore?

Che intento c’è dietro una determinata parola chiave?

Quando cerchiamo in Google desideriamo trovare informazioni specifiche, velocità di risposta e migliore corrispondenza per una parola chiave, per tutto questo ci sono algoritmi sempre più avanzati che selezionano tra immense quantità di dati il miglior risultato.

Categorie di intenti“, questa è la soluzione per migliorare la posizione SEO, ovvero capire l’intento che sta dietro una parola chiave.

Come ottimizzare per i motori di ricerca e fare content marketing seguendo l’intenzione legata dietro una parola chiave? capire l’intento di chi cerca.

Il marketing dei motori di ricerca è strategicamente semplice.

Sei un “Web Designer” e vivi a “Roma” allora le intenzioni di chi ti cerca e poi ti trova sono chiare, se fai un buon marketing hai ottime possibilità di uscire ben posizionato nelle SERP.

C’è molta competizione dietro alla ricerca a pagamento e organica, ma ci sono altro opportunità, ed ecco la novità, sviluppare una maggiore comprensione dell’intento che sta dietro le parole chiave di ricerca.

Primo passo:  comprendere le categorie di intenti nelle query di ricerca.

Per esempio: “Query di ricerca di navigazione”

Se digitiamo la parola “Google” nel nostro browser, questa è una query di navigazione ovvero una ricerca eseguita con l’intento di andare direttamente a un sito Web.


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[Facebook]

Attenzione Apple sta prendendo di mira Facebook ed altri social…

La Apple renderà estremamente più difficile identificare il tuo dispositivo e tracciarti.

Da vari articoli apparsi in rete risulta che la Apple sta raccogliendo l’esigenza di proteggere maggiormente chi naviga in internet attraverso Safari.

C’è tutto un ecosistema di tecnologie pubblicitarie da cui proteggersi.

Ora la Apple ha preso di mira i pulsanti “Mi piace” di Facebook, i widget dei commenti di Disqus e altre API di terze parti. Applicazioni conosciute ormai che possono essere utilizzate per la raccolta dei dati, il monitoraggio e il targeting degli annunci.

Già l’anno scorso la Apple ha lanciato ITP (Intelligent Traking Prevention) con Safari 11, uno strumento per disabilitare il retargeting pervasivo.

L’interesse negli ultimi tempi della parola “privacy” in Google Trends

Oggi la Apple annuncia:

“Il tuo Mac assomiglierà al Mac di tutti gli altri”

La Apple “chiude tutto”, con il lancio di Safari 12, gli utenti riceveranno una notifica per scegliere se condividere i propri dati con widget di terze parti su una pagina.

Il regolamento generale sulla protezione dei dati dell’UE (GDPR) colpisce ancora Facebook…

Stiamo a guardare cosa accadrà.


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[Coach Creativo Web Design]

Il tuo sito web è da rifare, prima che sia troppo tardi.

Come possiamo capire se il tuo sito web è da rifare?

Il tuo sito web è sicuramente da rifare se:

  1. non si può navigare facilmente da mobile;
  2. chiedi di compilare moduli articolati, 20 campi, etc…
  3. il sito è gigantesco, pieno zeppo di contenuti, gli utenti si spaventano;
  4. il sito non ha una landing page;

Noi vogliamo atterrare su una pagina che ci dice precisamente qualche cosa di quel prodotto, di quel servizio, di quella cosa, di quella notizia, ecc…

Prima i siti web venivano creati per dare un aspetto di sapere, zeppi di contenuti, siti giganteschi, anche a Google piacevano così.

Oggi, tecnicamente quello che sta andando sono le landing page, quello che andrà sono le landing page.

Se un’azienda non rifà il sito web è come se non esistesse sui social network e sul digital perchè la gente così vuole navigare.

Non dobbiamo giraci tanto intorno, dobbiamo mettere il problema a budget, rifare il nostro sito.

E soprattutto: rifarlo non vuol dire ricopiarli con una skin e con una grafica diversa, vuol dire ripensarli in un’ottica di com’è oggi la navigazioneo e guardare anche quello che sarà fra 2 o 3 anni.


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Scritto da Caterina Del Pup
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[Coach Creativo]

GDPR, pagherai fino a 10.000.000€ se non sei in regola! I punti per mettersi veramente in regola.

Cos’è il GDPR

Il 25 maggio 2018 entra in vigore il GDPR ed abbiamo 6 mesi di tempo per l’adeguamento.

Si tratta del nuovo regolamento sulla privacy e il trattamento dei dati personali in Europa atto a proteggere e responsabilizzare la privacy dei dati di tutti i cittadini dell’UE ridefinendo il modo in cui le organizzazioni di tutta l’area si avvicinano alla privacy dei dati.

Ciò porterà nuove garanzie per i cittadini in quanto verranno introdotte informative e consenso dati più chiare e dettagliate con limiti alla conservazione degli stessi e introduzione di nuovi criteri per il trasferimento dati con un’attenzione molto particolare ai casi di violazione.

Tale nuova normativa coinvolge chiunque abbia a che fare con la raccolta di dati personali.

Cosa si intente per dato personale

In base all’art. 4 “qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile («interessato»); si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale“.

Cosa fare per mettersi in regola in 8 punti

Molto dipende dall’attività che svolgete. Infatti ogni piano per affrontare la protezione dei dati deve essere valutato e personalizzato per le esigenze della vostra azienda.

Se siete una PMI, un libero professionista, un freelander, avete un sito web… innanzitutto dovete verificare che tipo di dati personali tratti la vostra azienda. È sufficiente che raccogliate nomi, cognomi, numero di telefono, email… attraverso la vostra landing page o gestiate una mailing list per rendere necessario l’adeguamento al GDPR.

A questo punto sarà opportuno valutare quali siano i rischi riguardo il trattamento dei dati personali ed implementare le misure organizzative e tecniche per limitare tali rischi, come ad esempio antivirus validi e aggiornati.

  1. Innanzitutto verificate che tutti i vostri applicativi siano affidabili e acquistati con una regolare licenza d’uso.
  2. Nel caso di furto di dati sarà necessario farne comunicazione entro 72 ore al Garante della Privacy e agli interessati, documentando ogni violazione e fuga dati “comprese le circostanze, le sue conseguenze e i provvedimenti adottati per porvi rimedio” (art. 33).
  3. La nomina del DPO è obbligatoria (art. 37):
    a) se il trattamento è svolto da un’autorità pubblica o da un organismo pubblico, con l’eccezione delle autorità giudiziarie nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali; oppure
    b) se le attività principali del titolare o del responsabile consistono in trattamenti che richiedono il monitoraggio regolare e sistematico di interessati su larga scala; oppure
    c) se le attività principali del titolare o del responsabile consistono nel trattamento su larga scala di categorie particolari di dati o di dati personali relativi a condanne penali e reati.
    Si tenga presente che la designazione obbligatoria di un DPO può essere prevista anche in casi ulteriori in base alla legge nazionale o al diritto comunitario. Inoltre, anche ove il regolamento non imponga in modo specifico la designazione di un DPO, può risultare utile procedere a tale designazione su base volontaria. Il Gruppo di lavoro “Articolo 29”, così come il Garante italiano, incoraggiano un tale approccio “cautelativo”.
  4. La nomina di un Dpo (Responsabile della Protezione dei Dati) non sarà necessaria per le PMI in quanto viene specificato dal Garante che nel caso di “trattamenti effettuati da liberi professionisti operanti in forma individuale; agenti, rappresentanti e mediatori operanti non su larga scala; imprese individuali o familiari; piccole e medie imprese, con riferimento ai trattamenti dei dati personali connessi alla gestione corrente dei rapporti con fornitori e dipendenti“.
  5. Il nuovo GDPR ha introdotto una normativa più chiara in merito al consenso e  trattamento dei dati personali che dovranno essere espressi con maggior chiarezza. A tal fine le informative su cookie e privacy presenti sul sito web dovranno essere maggiormente dettagliate, redatte in modo chiaro specificando i diritti degli utenti in base alla nuova normativa e citando gli articoli di legge di riferimento del GDPR. Si dovranno specificare gli scopi per i quali verranno utilizzati i dati incluse le modalità per chiederne la rettifica e la cancellazione.
  6. Se si utilizzano servizi di terze parti si dovrà rimandare alla pagina di policy di questi.
  7. Dovrà, inoltre, essere spiegato su quale base vengono forniti i dati, per quanto tempo e con quali criteri verranno conservati, informando l’utente la possibilità di ricorrere al Garante o all’autorità giudiziaria in caso di utilizzo improprio degli stessi.
  8. Il consenso dovrà essere ottenuto con una vera possibilità di scelta e va separato dai Termini e Condizioni del servizio.

Le sanzioni in caso di violazione

Le autorità di controllo sono dotate di ampi poteri per garantire che i principi del GDPR siano rispettati e le violazioni comportano l’applicabilità di sanzioni amministrative diversificate in questo modo rispetto alla natura, alla gravità e alle conseguenze della violazione:

  • per violazioni degli obblighi del titolare o del responsabile come ad esempio rispetto dei principi di privacy by design e privacy by default, meccanismi di certificazione della protezione dei dati, sicurezza…, come previsto dall’art. 83, paragrafo 4, sarà soggetta all’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie fino ad un massimo di € 10.000.000 oppure, per le imprese, fino al 2% del fatturato mondiale totale annuo riferito all’esercizio precedente (se si tratta di un importo superiore ai 10 milioni di euro).
  • per violazioni dei principi fondamentali in merito di data protection, diritti dell’interessato o degli ordini delle Autorità di controllo vi sarà una sanzione pecuniaria fino ad un massimo di € 20.000.000 oppure, per le imprese, fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo riferito all’esercizio precedente (se si tratta di un importo superiore a 20 milioni di euro).

Riportiamo alcuni collegamenti a siti in cui riportano aggiornamenti e notizie sul GDPR:

Garante europeo della protezione dati (GEPD): https://europa.eu/european-union/about-eu/institutionsbodies/european-data-protection-supervisor_it

Garante privacy: http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue


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Scritto da Caterina Del Pup
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[Coach Creativo]

L’emozione produce energia. Ecco come garantirsi una professione con il personal branding

Domenica 6 maggio 2018 siamo all’Holiday Inn di Nola presso il Centro Commerciale Vulcano Buono. Oggi, ora, qui, l’emozione produce energia e per tutti coloro che che parteciperanno al seminario di Personal Branding organizzato da Accademia del Wedding ci sarà l’opportunità di dare una svolta alla propria vita.

L’occasione è l’incontro con Paolo Franzesecoach creativo, una persona unica, speciale, piena di entusiasmo e carica emotiva che con i suoi insegnamenti garantirà un’esperienza di svolta per reinventare se stessi.

Il Personal branding è l’unico modo per garantirsi un lavoro oggi, in un percorso di crescita e di conoscenza per creare un’immagine di se stessi e del proprio brand e comunicare il proprio valore.

Si respira emozione nella sala colma di partecipanti, ad iniziare dal nostro coach, emozionato e con gli occhi colmi di felicità come un bambino. L’emozione produce energia. Dobbiamo attingere da questa energia per riscoprire noi stessi, per farsi notare e quindi fare Personal Branding.

Tutto parte dalla semplicità, nell’eliminazione del superfluo per fare posto all’essenziale creando ordine e organizzazione e puntare diretti all’obbiettivo.

Dobbiamo osare e dar vita alla nostra creatività, senza barriere e paure, ad iniziare dai nostri figli che sono fonte di ispirazione e di purezza.

Se ci saranno degli ostacoli in questo percorso di cambiamento, questi vi faranno avvicinare al fuoco della vita e alla creatività. Se non c’è sofferenza e difficoltà non c’è lo stimolo per crescere e rinnovarsi. Questo è il modo giusto per realizzare i sogni, anche sbagliando.

“Il segreto del successo è imparare ad usare il piacere e il dolore invece che lasciarsi usare dal piacere e dal dolore” (cit. Antony Robbins)

Si entra nel vivo del seminario prendendo in esame cosa significhi brand e come crearlo attraverso le possibilità infinite che ci sono nella nostro modo di essere, le nostre diversità e i nostri talenti.

Il brand

Per vendere il nostro prodotto dobbiamo costruire un brand, una marca, altrimenti il nostro prodotto diventerà merce e si entra nel vortice della guerra dei prezzi. Il brand dovrà avere una sua identità. Ciò porterà reputazione, visibilità e credibilità. Il brand avrà un’identità pari a quella di una persona. Il successo viene da un servizio di qualità. La promessa che il brand fa deve essere mantenuta. Il brand è un insieme di percezioni nella mente del consumatore che procura una reazione emotiva nel possibile acquirente.

E’ necessario fare personal branding altrimenti non saremo conosciuti.

Si parte dalla realizzazione del logo che identifichi il proprio brand in modo univoco e sappia comunicare la vostra filosofia attraverso il pay off, una frase significativa che accompagna il marchio.

Fare personal branding

In previsione della bufera di novità tecnologiche che sta per arrivare è necessario essere pronti al cambiamento ed essere i primi nel creare una nuova professionalità, fissando un obbiettivo notevole e straordinario.

Il nostro obbiettivo potrà essere raggiunto attraverso passione, fiducia, strategia, chiarezza dei propri valori, energia, capacità empatica di legare e di comunicare con il prossimo.

Meglio essere i primi che i migliori. Se non è possibile essere i primi di una categoria, perché satura, sarà necessario crearne una nuova in cui lo potrete essere e diffonderla nel modo più adeguato. L’idea innovativa sarà la nostra moneta del futuro.

A questo punto è necessario puntare sulla nostra visibilità. Internet e i social network ci danno questa possibilità.

Il seminario si ferma per una piccola pausa durante la quale i presenti hanno potuto gustare dei fantastici cup cake con l’immagine di Paolo Franzese realizzati da Carmela Sandoli.

L’emozione produce energia anche dopo la pausa e tutti i partecipanti rientrano in sala bramosi di avere tanti spunti e tante idee per poter creare il proprio Personal Branding.

Posizionamento Google

Si inizia a parlare di posizionamento all’interno dei motori di ricerca attraverso la ricerca organica delle keyword. A tal fine è necessario strutturare i contenuti del proprio sito web attraverso l’ottimizzazione SEO. Inoltre il sito dovrà essere conforme a determinati parametri come il dominio (che sarà il nome dell’azienda), l’indirizzo internet, la velocità di caricamento, il linguaggio di programmazione, gli acceleratori di pagine, il protocollo…

Social Media

Di pari importanza è la presenza sui social media, forum e gruppi. Infatti mentre la ricerca su Google è strutturata per la domanda consapevole, i social soddisfano la domanda latente. Pertanto sui social network sarà necessario stimolare, attirare ed intercettare il pubblico che pone la domanda latente relativa alla nicchia del vostro prodotto.

 

Perchè un blog…

Perché un blog è inserito nel proprio sito. Facebook, Instagram potranno anche andare KO (come è già successo), ma il sito è di vostra proprietà e non ve lo può togliere nessuno. Inoltre nel blog potrete inserire contenuti interessanti alla vostra nicchia di pubblico per farvi conoscere e far conoscere il vostro prodotto. I contenuti realizzati sul blog verranno poi condivisi sui social media e la vostra presenza dovrà essere su tutti: Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin, Google+, Pinterest, Tumblr, Snapchat, Musical.ly, Youtube…maggiore è la vostra presenza e più incisiva sarà la percezione del vostro brand.

L’utenza sui social si sta modificando, anche in base all’età, sempre più con un lento, ma inesorabile abbandono di Facebook verso nuove piattaforme. I vostri futuri clienti sono la generazione z e sarà necessario scoprire e studiare i mezzi e le piattaforme che loro utilizzano per riuscire a portare verso loro la conoscenza dei vostri prodotti.

Quali sono i contenuti migliori?

I contenuti migliori sono quelli interessanti, completi, carichi di risposte che i vostri potenziali clienti stanno cercando.

Raccontate una storia per creare coinvolgimento (storytelling). Una storia piacevole che catturi l’attenzione e procuri emozioni in chi la legge.

Grande importanze hanno i video. Tutorial, video interessanti e con immagini di alta qualità e utilizzando con sapienza i colori per creare emozioni. Questo perché la maggior parte dell’utenza sul web lo trascorre guardando e scambiandosi video.

Anche le dirette sui social stanno diventando un’attrattiva di grande rilievo. Una diretta che dovrà essere abbastanza lunga e comprensiva di geo localizzazione. Nella diretta si saluteranno tutti i presenti e si risponderà ai loro commenti.

Il tempo trascorre e le nozioni interessanti sono innumerevoli. I partecipanti al corso sono visibilmente soddisfatti di tutto ciò che hanno appreso durante il corso di Personal Branding di Paolo Franzese, carichi di entusiasmo e rinvigoriti da questa esperienza.

Anche questa volta abbiamo avuto la prova tangibile che l’emozione produce energia!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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[Instagram]

Se hai un e-commerce devi leggere questa novità su Instagram: Shoppable Posts finalmente in arrivo in Italia!

Instagram sta lanciando la sua funzione Shopping (Shoppable Posts) per gli account aziendali in otto nuovi paesi tra cui finalmente l’Italia:

  • Italia;
  • Canada;
  • Brasile;
  • Regno Unito;
  • Germania;
  • Francia;
  • Spagna;
  • Australia;

In arrivo lo Shopping su Instagram, con lo ha scopo di rendere più facile per i marchi indirizzare i follower di Instagram ai propri negozi di e-commerce.

Quando viene toccato un post che utilizza Shopping per Instagram si visualizza un pop-up con il prezzo dell’articolo in foto, un collegamento a una nuova pagina all’interno dell’app Instagram che ha più informazioni e un pulsante “Acquista ora” che indirizza gli utenti alla pagina del prodotto al negozio online.

Le persone seguono ogni giorno Instagram per scoprire e acquistare prodotti delle loro attività preferite. Vogliamo essere un’esperienza senza soluzione di continuità. Che si tratti di un artigiano locale, di un fioraio o di un negozio di abbigliamento, fare shopping direttamente su Instagram non è mai stato così semplice.

[Jim Squires, direttore del settore Instagram]

 


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[Coach Creativo Facebook Social Media]

Attenzione! Stanno frugando tra la tua privacy e prendendo i tuoi dati!

Attenzione!

Stanno frugando tra la tua privacy e prendendo i tuoi dati!

Vuoi sapere come?

Sai qual è il passatempo più utilizzato su Facebook?

La condivisione di notizie? I selfie? I commenti al vetriolo?… No! Il passatempo preferito degli utenti di Facebook sono i quiz-i sondaggi-i giochini…

Chi non è mai stato attratto dal cliccare su “Scopri come sarai fra 50 anni?“, “Scopri qual è il significato del tuo nome“, “Cosa sarai nella prossima vita?“… gli argomenti delle domande, quiz e test superano l’immaginabile e si, sa, attraggono.

Pensate che la fan page di Name Tests Italia conta 3.118.195 fan e VonVon 63.506.485, per citarne solo due delle tante pagine esistenti che forniscono questo tipo di servizio.

Siamo stati tutti attratti, almeno una volta, a cliccare per fare un “innocuo” test.

Ma sono davvero innocui?

In realtà no! Infatti appena clicchiamo sul link di un test o di un quiz proposti da NameTests o VonVon, dopo averci chiesto di cliccare su una autorizzazione, ci portano fuori da Facebook, in un’area in cui non abbiamo configurato in requisiti privacy.

Da questo momento le compagnie in questione avranno accesso ai nostri dati come nome, data di nascita, email e fotografie.

Stanno sbirciando tra la tua privacy! Ma non è colpa loro.

via GIPHY

Ora hanno in mano i vostri dati e ne potranno usufruire come meglio credono. Nella maggior parte dei casi i dati verranno rivenduti ad altre aziende che ci martelleranno di pubblicità sulla nostra mail, sms e chiamate sul cellulare.

Ecco che un giochino divertente si trasforma in una violazione della nostra privacy.

Ma attenzione, la colpa non è nei fornitori di giochini, ma nella leggerezza e poca attenzione con cui spesso si dà autorizzazione, senza capire fino in fondo cosa si sta facendo.

Prima di cliccare e dare l’assenso di frugare nelle vostre vite per scoprire come sarete fra 100 anni, pensateci bene, magari spegnete il cellulare e andate a fare una passeggiata!


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[Coach Creativo]

Come attirare l’attenzione quando si parla in pubblico? Ce lo insegna Jack Ma.

Jack Ma, imprenditore cinese, terzo uomo più ricco della Cina con un patrimonio di 30,9 miliardi di dollari e fondatore e presidente di una fra le maggiori compagnie di commercio online, la Alibaba Group.

Ha cominciato la sua carriera come insegnante, ed oggi quando parla in pubblico riesce ad ottenere la massima attenzione.

Perchè quando parla Jack Ma tutti lo ascoltano? Studiamo la sua gestualità:

  • Usa le dita per contare se elenca delle cose nel suo discorso;
  • Fa un gesto “wave off” per sottolineare qualcosa che non capisce;
  • Unisce pollice e indice e poi li solleva su e giù per enfatizzare una frase particolarmente importante;
  • Si tocca il petto con una mano per dimostrare che ha interiorizzato quella lezione;
  • Mette le mani fuori e poi le tira indietro verso se stesso per enfatizzare il concetto di assunzione (che simboleggia il portare le persone verso se stesso);
  • Solleva un dito per enfatizzare un altro punto importante;
  • Strizza scetticamente e punta un dito per enfatizzare un concetto;
  • Per comunicare al pubblico qualcosa che non debba fare ripropone il gesto “wave off”;
  • Cambia posizione per indicare un risultato negativo o positivo;
  • Un beneficio lo indica facendo ruotare in circolo le mani e poi le tirandole verso se stesso;

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[Coach Creativo]

Jack Ma: fra 30 anni saremo nei guai!

Solamente cambiando l’educazione i nostri figli possono competere con le macchine.
L’educazione è una grande scommessa, se non cambiamo il modo in cui insegniamo, fra 30 anni saremo nei guai.
Gli insegnanti devono smettere di insegnare conoscenza, dobbiamo insegnare qualcosa di unico in modo che le macchine non possano mai raggiungerci.
Queste sono le competenze che dobbiamo insegnare ai nostri figli:
I valori, la libertà di pensiero, il lavoro di squadra e la cura per gli altri.
Per questa ragione penso dovremmo insegnare ai nostri bambini la cultura dello sport, della musica, l’arte e la pittura.
In modo da essere sicuri che gli uomini ed ogni cosa che insegniamo sia differente dalle macchine.
Jack Ma

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[Coach Creativo]

Avere o essere?

Gli idoli dell’uomo moderno avido, alienato sono la produzione, il consumo, la tecnologia, lo sfruttamento della natura.

[…] Quanto più ricchi sono i suoi idoli, tanto più l’uomo si impoverisce. Invece della gioia egli va in cerca di piacere e di eccitamento; invece di crescere cerca possesso e potere; invece di essere, egli persegue avere e sfruttamento; invece di ciò che è vivo sceglie ciò che è morto.

[Erich Fromm]


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[Coach Creativo Social Media]

L’utenza giovanile abbandona Facebook! Dove va?

L’utenza giovanile abbandona Facebook

È ormai notizia risaputa e provata che l’utenza giovanile abbandona Facebook. La novità è che la sta abbandonando ad un ritmo sempre più veloce.

Da una ricerca di Marketer risulta che nel 2018 l’utilizzo di Facebook negli States diminuirà del 9.3% e la crescita dell’utenza under 25 diminuirà del quali 6%.

Tendenza rilevata negli USA dove il pubblico giovanile su Facebook è calato di 2,8 milioni, ma un trend che si sta verificando anche in Italia.

Quali piattaforme usano i giovani sotto i 25 anni?

L’utenza giovanile abbandona Facebook, ma dove va? Purtroppo non a giocare a football 🙂!

Molte giovani utilizzano piattaforme abbastanza note come Instagram, SnapChat o Musical.ly, altri sperimentano social più di nicchia come Live.ly, ThirsCrusch, Ask, Sarahah, Snow.me.

Il motivo principale di questa migrazione da Facebook verso altre piattaforme social è lo sfuggire dal pubblico adulto conosciuto: genitori, parenti, insegnanti. Qui, infatti, si sentono osservati, spiati e giudicati, cosa che non avviene su altri “social” più giovanili dove si possono interfacciare con coetanei o celebrity, anche in perfetto anonimato.

Vediamo un po’ nel dettaglio questi social popolati da pubblico under 25.

  • Instagram: Risulta essere in continua crescita ed in Italia ha raggiunto i 14 milioni di iscritti dei quali, oltre la metà ha un’età compresa tra i 18 e i 29 anni.
  • Vero : Un social nato nel 2015 in veloce espansione, gratuito per il primo anno, visualizzazioni in ordine cronologico e anche assenza di pubblicità.
  • SnapChat: superato il colpo inferto da Instagram con l’ingresso delle storie, sta recuperando terreno con un incremento del 18% rispetto allo scorso anno.
  • Musical.ly: il social che permette di creare video di 15 secondi sulle hit del momento è uno dei social più popolati dal pubblico giovane. Circa 200 milioni di utenti del mondo con una età media di 15 anni e una presenza femminile quasi totale.
  • Live.ly: direttamente legata a Musical.ly che offre un servizio live streaming nella quale gli utenti possono inviare ai loro muser preferiti un’offerta in denaro per ricevere in cambio emojj e la citazione del proprio nome.
  • Snow.me: è una gemella di SnapChat, usata da oltre 200 milioni di persone nel mondo, ma dedicata al mercato asiatico, ma arricchito di stickers e filtri e della possibilità di fare brevi video.
  • Ask – ThisCrusch – Sarahah: sono piattaforme dove si può agire in totale anonimato, molto frequentati, ma campanello di allarme per episodi di cyberbullismo. Un processo abbastanza pericoloso e difficile da arginare e combattere.

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[Coach Creativo Facebook Social Media]

Ecco come il mobile ha cambiato l’esperienza di acquisto

Il mobile ha cambiato l’esperienza di acquisto

Il mobile ha cambiato l’esperienza di acquisto, trasformando e continuando a trasformare la metodologia di acquisto da parte del consumatore in molti dei suoi aspetti.

Lo shopping on line sta contagiando un numero sempre crescente di persone anche in Italia, dove è stato riscontrato da una ricerca di PwC “Total Retali 2017” che il 20% dei consumatori acquista tramite smartphone almeno una volta alla settimana, il 19% tramite tablet e il 32% tramite PC.

Facebook IQ ha analizzato alcuni aspetti sull’utilizzo dei dispositivi mobili da parte dell’utente e selezionato le 5 abitudini più diffuse finalizzate all’acquisto di un prodotto.

Instagram

mobile ha cambiato l'esperienza di acquisto

Instagram si rivela una vetrina fondamentale di ispirazione all’acquisto, soprattutto in categorie come la moda e la cosmesi e l’utente si sente influenzato a spendere di più grazie all’interazione avuta via social con un brand.

Messenger

L’utilizzo di messanger non è più limitato solo allo scambiarsi messaggi tra amici, ma diventa sempre più un canale per comunicare con le imprese. Nello studio effettuato il 56% delle persone intervistate ha dichiarato che preferisce inviare messaggi anziché telefonare al servizio clienti. La preferenza a contattare un’azienda tramite un app di messaggistica diventa sempre più crescente e si è notato che i brand aperti all’utilizzo di messanger possono persino arrivare ad incoraggiare i clienti all’acquisto.

Consigli per gli acquisti

Per acquistare un prodotto on line è semplice trovare consigli dati dagli stessi acquirenti che hanno comprato un prodotto o un servizio e lo hanno recensito. Oppure è stato condiviso la foto di un acquisto, suggerendo consigli per l’utilizzo. E’ nella normalità pubblicare suggerimenti sul make up o su come prendersi cura della propria pelle affinché altri possano imparare e trarne beneficio.

Foto e video del cibo che stiamo mangiando in un fast food, in un ristorante, in un bar, in una pasticceria, gelateria o pizzeria invogliano altre persone alla decisione di dove mangiare.

Nessuno ormai si preoccupa più di prenotare una vacanza o un hotel on line grazie alla numerose recensioni che si possono trovare e che inducono a fidarsi dell’esperienza altrui.

L’85% degli acquirenti di auto canadesi hanno dichiarato che ha utilizzato Facebook per ricevere informazioni sulle auto, soprattutto da parte di persone delle loro cerchie.

Social video per l’acquisto compulsivo

E’ stato notato che i video su mobile raggiungono molti più segmenti di pubblico e sono un mezzo prezioso per scoprire nuovi marchi e prodotti. Le persone intervistate hanno dichiarato che i video su dispositivi mobili provocano emozioni maggiori rispetto a quelli visti in TV. Anche le aziende si stanno orientando a produrre video da pubblicare sui social per proporre i propri prodotti.

Il mobile per acquistare in negozio e viceversa

E’ risaputo che il consumatore provi il prodotto in negozio e poi acquisti on line e molti degli intervistati hanno dichiarato di aver acquistato mediante il telefono mentre erano nel negozio, ma è vero anche il contrario. Il dispositivo mobile può essere un modo per trovare un particolare prodotto e poi acquistarlo in negozio e il 92% degli acquirenti ha dichiarato di aver consultato il proprio telefono riguardo gli acquisti che stava per fare in negozio.

E’ chiaro che il mobile ha cambiato l’esperienza di acquisto e per ogni azienda diventa vitale la presenza su mobile per creare esperienze rilevanti ed emozionali tali da guidare, incoraggiare ed invogliare il consumatore all’acquisto.