[Personal Branding Podcast]

Ecco perché si devono utilizzare anche i podcast in questo periodo.

Coronavirus? Quarantena? Utilizza i podcast per parlare ai tuoi clienti. Ecco perché…

Devo creare un canale podcast? Da pochi giorni sto prestando molta attenzione ad alcune novità, sarà tardi? Sarà presto? Vediamo…

Inizio a cercare in rete, news, tutorial, statistiche, …

Cosa noto immediatamente? Un aumento di creazione di canali podcast, ok un bell’articolo ci sta.

Il mio ruolo come “coach creativo“? Scovare le novità e poi stimolare, allenare i miei “clienti” ad usare velocemente e con tanta creatività, nuove tecnologie digitali.

Approfondiamo l’argomento.

Per capire cos’è un podcast basta cercare in google e troverete di tutto e di più.

Come spunto prendo questa indagine Nielsen del 2019 (nel gruppo su facebook “motivazione e personal branding”  troverai il file PDF da scaricare).

Nel 2019 il segmento podcast registra una crescita importante, con 1.8 milioni di ascoltatori in più nell’ultimo anno.

✅ 2018 – 10.3 milioni di ascoltatori;

2019 – 12.1 milioni di ascoltatori di podcast (almeno una volta nell’ultimo anno);

✅ +1.8 milioni rispetto al 2018;

✅ +16% di incremento;

In aumento anche la frequenza di ascolto (in particolare quella settimanale).

✅ il 4% ogni giorno o quasi, incremento quotidiano del 4% con una variazione di 3 punti percentuali;

✅ il 12% ascolta podcast più volte alla settimana, incremento settimanale del 23% con una variazione di 13 punti percentuali;

INTERESSANTE: abbiamo una bella fetta di persone del 36 che non hanno mai ascoltato i podcast;

In aumento la sessione media di ascolto.

✅ il 64% ascoltato almeno una volta nell’ultimo anno, nel 2018 era il 55%;

✅ in aumento rispetto al 2018 l’ascolto medio e la lunghezza media di sessione.

6 intervistati su 10 hanno ascoltato podcast nell’ultimo anno.

I più giovani (18 – 24) sono coloro che usano di più i podcast (heavy users), i tuoi futuri clienti, ovviamente preferendo contenuti gratuiti…

E dove ascoltano prevalentemente i podcast? Il 71% a casa!!!! Ma i giovani anche a scuola/università e in biblioteca.

Ma quali contenuti devi pubblicare come podcast? Quali contenuti sono più attrattivi?

✅ Contenuti originali (attraggono più i giovani 18 – 24 anni);

✅ Programmi radiofonici (attraggono più i “vecchi” 55 – 65 anni);

✅ entrambi;

Il perchè di tutti questi ascoltatori.

  1. Per informarsi;
  2. Per rilassarsi;
  3. Per divertirsi, come intrattenimento;
  4. Per imparare un argomento specifico;
  5. Per riempire i tempi morti;
  6. Per seguire un personaggio famoso;
  7. Per scoprire nuovi contenuti;

Ed ecco il perché di questa crescita!

Da aggiungere anche l’aumento vertiginoso di utilizzo di smart speaker così come si evince da una indagine della società Canalys, risulta che il segmento è cresciuto del 44%.

✅  Amazon avrebbe spedito 10,4 milioni di smart speaker nel Q3 2019;

✅ Google avrebbe venduto “solo” 3,5 milioni di dispositivi;

✅ Baidu ed Alibaba hanno venduto rispettivamente 3,7 e 3,9 milioni di smart speaker;

✅ Distanti invece Xiaomi, con una quota di mercato del 12% con 3,4 milioni di spedizioni;

Quali sono i miei canali podcast?

Ora non mi resta che segnalare i miei canali podcast ed augurarvi buon ascolto.


[Coach Creativo]

Su internet bisogna dare del “tu” o dare del “voi”?

Non si finisce mai di imparare e questa cosa è meravigliosa. Anche io a volte scrivo dando del “voi” e a volte scrivo dando del “tu”… Devo imparare.

Nella tua comunicazione usi dare del tu o del voi? Ci hai mai pensato?

Su internet bisogna dare del tu o dare del voi?

Ci sono molti pareri discordanti sull’argomento: dare del tu o dare del voi. Quando registriamo un video, magari quando scriviamo un post, quando facciamo un podcast, etc.. etc.

C’è chi sostiene che sia meglio dare del “voi” e chi sostiene che sia meglio dare del “tu”.

Una regola potrebbe essere che quando si lavora online si dà del “tu”, perché il web è fatto di relazioni, non pensiamo ad internet come la tv o la radio, internet è altro.

Comunque non esiste una regola precisa, non c’è un’unica verità, decidi tu in base all’effetto che avrai nella tua comunicazione.

Ascoltati, leggiti, e mettiti nei panni di chi ti sta ascoltando. Valuta con le tue sensazioni, ti fa piacere sentirti dare del tu? O preferiresti ascoltare persone che ti danno voi?

Questi sono alcuni criteri che prenderei in considerazione, che ne pensi?.

Per quanto riguarda l’esperienza, di solito chi ti leggerà, chi ti ascolterà, è una persona da sola, perché mi dovrei rivolgere con il “voi”? Se pensiamo ai podcast, ai video, pensiamo che dall’altra parte c’è qualcuno che ti sta ascoltando con le cuffie, perché gli dovrei dare del “voi”?

Il “voi” allontana, il “tu” avvicina, dobbiamo condividere e coltivare relazioni on line. Non è possibile allacciare relazioni durature dando del “voi”, il “vecchio rispetto” on line non va bene.

Sul mio sito posso darti del “tu”, non è un problema.

Se invece ci troviamo a parlare come azienda, quindi con il “noi“, è meglio dare del “voi“.

Ti faccio subito un esempio pratico, pensa al pulsante “invia“, “aggiungi“, etc. già da tempo su internet ti stanno dando del “tu”.

Avviciniamoci dandoci del “tu”.

Qui non siamo in tv, dove abbiamo un presentatore e un pubblico.

Non siamo a scuola dove abbiamo un insegnante che parla ai suoi alunni.

Non va bene, per allacciare relazioni dobbiamo immaginarci in una situazione più intima, devo immaginare che ti sto parlando guardandoti negli occhi, è bello, questa cosa mi piace, non trovi?

Allora darò del “tu”, da ora in avanti.

Secondo me (ed anche tanti esperti) questa è una bella visione.


[Personal Branding]

Come vendere di più con la persuasione subliminale, effetto Camaleonte ed altro…

Nei miei seminari vi ho parlato dell’esistenza di tecniche subliminali e neuromarketing per “vendere di più”.

Cosa significa “tecniche subliminali?”

Sono sistemi usati per trasmettere un messaggio tramite immagini o suoni molto brevi o nascosti che l’individuo non è in grado di percepire in modo consapevole.

Per esempio:
“bevi Coca-Cola”.
Risultato:
Incremento delle vendite (1957)
Oppure effetto priming
Per esempio:
“Esperimento condotto dai proff. Murphy e Zajonc nel 1993”.
Foto di persone accigliate e foto di persone sorridenti.
Risultato:
Valutazione positiva verso i volti sorridenti, con miglioramento dell’umore.
Stiamo attenti ai comportamenti inconsci, utilizziamoli con razionalità per indurre i nostri “clienti” a scegliere noi velocemente.

 


[Coach Creativo]

Io sono fatto così! Una convinzione limitante perchè non conosci la neuroplasticità.

Dopo aver letto questo post non potrai più dire “io sono fatto così”.

Questo video mi ha fatto pensare tantissimo, ha stuzzicato la mia curiosità.

Guardiamolo insieme:

Neuroni

Neuroplasticità in azione.

Ciò che vedete nel video è ciò che avviene ogni secondo in noi, un flusso continuo, i neuroni che si allungano e si ritraggono.

Creazione di connessioni tra le cellule, la capacità di creare nuove connessioni preserva le facoltà mentali.

Da questo movimento nascono i ragionamenti e i comportamenti.

Questo video mi ha fatto pensare, specialmente per l’insegnamento.

Come stimolare l’apprendimento? Come posso far capire che è indispensabile studiare?

Forse ci siamo… Anche se ho sentito spesso questo termine, senza mai approfondire l’argomento, poi un suggerimento di @brillante._.mente

Ed eccoci qui su questo argomento.

Cosa significa Neuroplasticità?

«È la proprietà che consente al cervello di modificare la propria struttura e il proprio funzionamento in risposta all’attività e all’esperienza mentale.»

[Norman Doidge]

Per capire meglio ciò che stiamo vedendo vi elenco alcuni dati numerici e scientifici:

  • un neurone è in grado di ricevere, elaborare e trasmettere impulsi nervosi sia eccitatori che inibitori, nonché di produrre sostanze denominate neurosecreti;
  • ogni neurone ha in media 10.000 connessioni sinaptiche con altri neuroni;
  • le connessioni danno vita all’esperienza e all’apprendimento;
  • nel cervello abbiamo circa cento miliardi di neuroni (86 miliardi);
  • le connessioni sinaptiche ammontano a centinaia di trilioni;
  • la mielina permette il passaggio degli impulsi nervosi;
  • un circuito neuronale mielinizzato ha un funzionamento tremila volte più efficiente di uno non rivestito di mielina;

Il cervello è interconnesso con tutto il tuo organismo ed è il luogo in cui avviene lo smistamento di ogni tipo di input che coinvolga il tuo corpo.

La mente funziona da regolatore delle informazioni che invii al tuo corpo.

Questo movimento accade in tutti e a tutte le età, siamo tutti diversi.

Il cervello di un italiano, un eschimese, un cinese e un francese hanno poco in comune, i loro neuroni lavorano in modo diverso. I cervelli sono differenti, nei processi cognitivi e nel modo di reagire agli stimoli. Il cervello non è sempre lo stesso (prima si credeva di si), non esiste al mondo un cervello uguale ad un altro.

Il cervello cambia con gli stimoli, cambia con l’apprendimento, si può migliorare.

I circuiti cerebrali non sono immutabili ma l’apprendimento può attivare geni in grado di modificare la struttura neurale, lo stimolo ripetuto può attivare anche nuove connessioni tra il neurone sensoriale e quello motorio.

Le esperienze modificano il cervello, sia quelle positive che quelle negative.

Stimoli negativi modificano il cervello in negativo.

Stimoli positivi modificano il cervello in positivo.

Pensate ad un aggiornamento del vostro smartphone, così vale per il cervello.

Neuroni

Sviluppo dei collegamenti tra i neuroni.

Ed ora come possiamo migliorare il cervello? Si può modificare la configurazione del cervello?

Possiamo aggiornare la nostra mente?

Credo proprio di si, ecco come:

  • apprendimento continuo;
  • fare nuove esperienze;
  • uscire dalla “comfort zone”;
  • siate diversi, rompete gli schemi;

Fattori che favoriscono la neuroplasticità (negli adulti) 
Il neurobiologo Daniel Siegel nel libro “Mappe per la mente” (p.8-7) ha indicato almeno 8 fattori che favoriscono la neuroplasticità:

  1. Esercizio aerobico: fare attività fisica può favorire un continuo sviluppo cerebrale;
  2. Dormire bene: un buon sonno per un numero sufficiente di ore consolida ciò che è stato appreso durante il giorno;
  3. Alimentazione sana: acqua e buon nutrimento, fra cui fonti sufficienti di Omega 3;
  4. Relazioni: i legami con gli altri favoriscono il dinamismo e la plasticità cerebrale;
  5. Novità: uscire dal solito tran-tran e cercare nuovi stimoli, essere giocosi e spontanei;
  6. Concentrazione: occuparsi con interesse di un compito alla volta, evitando quindi di fare troppe cose insieme e di lasciarsi distrarre;
  7. Tempo dell’interiorità: dirige la riflessione verso la propria interiorità, concentrandosi sulle sensazioni, le immagini, le emozioni e i pensieri;
  8. Umorismo: alcuni studi preliminari indicano che ridere promuove uno sviluppo sano del cervello;

Fonte: http://www.pensierocritico.eu/neuroplasticita.html

Quindi la seriosità non favorisce la neuroplasticità.