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[News]

Come registrare un marchio

 

Chiunque può registrare un marchio nella fabbricazione e/o nel commercio di prodotti e/o nella prestazione di servizi della propria impresa, ovviamente quest’ultimo deve essere esclusivo nel senso che il marchio non sia già registrato/in uso.

La registrazione del marchio conferisce al titolare il diritto di utilizzare il marchio in via esclusiva per distinguere i propri prodotto e/o servizi offerti al pubblico e il diritto di vietarne l’uso da parte di altri per prodotti o servizi identici o affini.

 

La registrazione e tutti i diritti derivanti dalla registrazione del marchio durano 10 anni a partire dalla data di presentazione della domanda e la registrazione può essere rinnovata purché la domanda sia presentata dal titolare entro e non oltre i sei mesi successivi al mese di scadenza altrimenti c’è un pagamento di una mora.

 

Per registrare un marchio è necessario inoltre che esso possegga dei requisiti “minimi”:

 

1. novità: i vostri servizi o/e prodotti devono essere contraddistinti da un simbolo che non deve essere uguale o simile a altri marchi già in commercio;

 

2. capacità distintiva: si tratta dell’idoneità a distinguere un prodotto o un servizio da quello offerto da altri;

 

4. rappresentazione grafica: il simbolo deve essere trascritto graficamente e riconoscibile.

 

Per far si che il vostro marchio venga registrato senza intoppi:

 

Il vostro/i simbolo/i non devono essere uguali a simboli di marchi già in commercio, non devono contenere emblemi o stemmi a marchio già registrato, queste due direttive servono a non creare confusione nel pubblico inoltre i simboli uguali e/o simili possono costituire una violazione di un diritto d’autore.

I simboli denotati esclusivamente dalle denominazioni generiche di prodotti o servizi o da indicazioni descrittive oppure costituita esclusivamente dalla forma del vostro prodotto oppure simboli contrari alla legge non verranno accettati e quindi la vostra domanda sarà carta straccia.


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[News Social Media]

Ghostwriting un nuovo tipo di poltergeist?

Il Ghostwriting o meglio ghostwriter letteralmente scrittore fantasma, in italiano scrittore ombra non è altro che un autore professionista pagato per scrivere libri, articoli, storie, pubblicazione scientifiche o, in campo musicale, composizioni che sono ufficialmente attribuiti ad un altra persona.

Tipicamente questi ghostwriter sono assunti da politici e celebrità per scrivere articoli, biografie, discorsi o altro materiale.

In alcuni casi è assunto per riordinare una bozza o un manoscritto quasi completato dove il ghostwriter riprende le idee e molto del linguaggio usato nel libro o nell’articolo.

In altri casi esso svolge un ruolo più rilevante ampliando concetti ed idee di base fornite dall’autore facendo ricerche approfondite sull’autore o sull’area di competenza.

I Ghostwriter spendono spesso mesi anni nella ricerca, nella scrittura e nel montaggio di lavori per un cliente e vengono pagati in diverse maniere:

  • per pagina;
  • forfettario;
  • con una percentuale delle royalties delle vendite o una combinazione di questi.

Ovviamente farsi scrivere un articolo può costare 4 dollari per parola o più, in base alla complessità dell’articolo.

L’agente letterario Madeline Morel afferma che la media degli anticipi richiesti dai ghostwriter per un lavoro varia tra 30.000$ e 100.000$.

Recentemente si tende ad affidare il ghostwriting di nazioni orientali per contenere i costi di scrittura infatti questo grosso taglio nei prezzi sta incoraggiando un ulteriore outsourcing  cioè l’esternalizzazione.

Per quanto riguarda il diritto d’autore italiano per il fenomeno del ghostwriting é molto complesso in quanto il

ghostwriting é una forma di “plagio autorizzato”.

Infatti il committente si appropria della paternità dell’opera senza esserne l’autore originale grazie ad un patto che viene
concordato dalle due parti. Lo scrittore ombra accetta una somma di denaro in cambio del suo lavoro e del suo silenzio e permette al committente di far liberamente uso dell’opera. Più precisamente “essendo titolare del copyright, il committente è l’unico proprietario dei diritti d’autore e quindi i guadagni della pubblicazione”.