[Web Design]

Simple jQuery Spy Effect

Interessante jQuery per riprodurre un meraviglioso effetto Javascript:

A few years ago Digg released a very cool little visualisation tool they dubbed the Digg Spy (it’s since been upgraded to the Big Spy). Recently Realmac Software released the site QuickSnapper to accompany LittleSnapper.

It’s the QuickSnapper site (the left hand side) that makes use of the similar spy technique that I’ll explain how to produce.

Fonte: http://jqueryfordesigners.com/simple-jquery-spy-effect/


[Senza categoria]

La “Settimana per Alma Mundi”.

 

Presso la galleria MARCIANO ARTE, sita al corso Garibaldi, 95 di Portici (NA), sabato 13 dicembre alle ore 18,00 sarà inaugurata la “Settimana per Alma Mundi” nell’ambito della mostra permanente “Il 900 a Napoli, da Crisconio ad Emblema” con oltre 50 opere in esposizione dei maggiori artisti napoletani del XX secolo. Dal 13 al 20 dicembre, il 10% del ricavato sulla vendita, in loco ed on-line, dei dipinti, delle grafiche d’autore e delle stampe antiche andrà a finanziare il progetto di Alma Mundi per gli orfanotrofi della Costa d’Avorio. Al vernissage saranno presenti i soci fondatori dell’associazione culturale onlus Alma Mundi. Info: 081485756, 3337520665, info@marcianoarte.it. Noi di MARCIANO ARTE auguriamo a tutti Buon NATALE e Felice ANNO NUOVO.


[Senza categoria]

Infotainment

A cura della Dott.ssa Liliana CASTELLO

Fonte: www.hacherart.org
Il termine, un neologismo di provenienza inglese, non è altro che la fusione delle parole information e entertainment (informazione ed intrattenimento). L’infotainment ha origine dalla mescolanza di più generi per andare incontro all’instabile livello d’attenzione degli spettatori:
“Il nostro universo è mutevole, molteplice e di una spaventosa complessità. Le informazioni che ne derivano sono contraddittorie e imprecise.[…] Il pubblico non vuole la complessità, le sfumature, la riflessioni sui grandi problemi: vuole una maquette semplice, ben definita, riconoscibile come i personaggi e le scene dei teleromanzi.”
(Lussato, B. 1989 I bambini e il video. , pg. 35)

Di per sé, l’idea di trovare un linguaggio più accessibile al pubblico da casa, non è un’idea malvagia: non è la prima volta nella storia della nostra cultura che si cerca di educare le masse attraverso la spettacolarizzazione delle informazioni. In Tv questa mescolanza può essere utile sia per scuotere gli spettatori ipnotizzati, sia per fermare la loro attenzione su determinati punti fondamentali, sia per facilitare la comprensione di nozioni astratte per mezzo del linguaggio delle immagini video. Nei primi anni della RAI per esempio si volle cercare di educare gli spettatori alla cultura mandando in onda trasposizioni televisive di spettacoli teatrali.
I tempi adesso però sono decisamente diversi da quelli del dopoguerra. Si è verificata una forte tendenza alla commercializzazione del mezzo televisivo: gli spot (o reclame, o pubblicità) sono passati dall’occupare una ristretta fascia oraria (i caroselli), moltiplicandosi in tutta la fascia oraria giornaliera su tutti i canali. Dai primi anni ’80 si assiste alla fine del monopolio RAI con la nascita della FININVEST un’emittente televisiva nazionale, non statale, che vive sui soldi guadagnati con gli spot pubblicitari e non con un canone come per la RAI. Gli sponsor si moltiplicano invadendo i nostri schermi nelle manifestazioni sportive, nelle fiction, nei varietà e qualsiasi altra trasmissione possa creare audience.
La logica commerciale delle nostre televisioni ha irrimediabilmente inquinato la qualità dei suoi contenuti: la TV è divenuto strumento di persuasione per masse. Obbiettivo numero uno: acchiappare più spettatori possibile; trasformarli in perfetti consumatori. Incredibile ma vero i contenuti diventano solo la confezione superficiale, la carta da regalo dei nostri desideri.
Se quindi non è la qualità del pubblico che interessa, ma solo la sua quantità risulta chiaro come il fenomeno dell’infotainment sia meschino e deleterio: spettacolarizzare informazioni ed eventi banali ha il solo scopo di tenere gli spettatori attaccati al video perché li si possa propinare ancora della pubblicità, per viziarlo e non cosentirgli di "zappare" (cambiare canale).
Uno dei mezzi della spettacolarizzazione è la realsificazione: si cerca di far sembrare reale le trasmissioni affinché il pubblico cerchi la propria realtà nella realtà televisiva e viceversa. Scrive il filosofo Jean Baudrillard:
"I mass media sono ormai da tempo usciti dal loro spazio mediale per investire dall’interno la vita reale, proprio come fa il virus con una cellula normale" (1995, Il delitto perfetto, p.32)
Esempi di infotainment possono essere trovati un po’ ovunque nei nostri palinsesti televisivi:

Documentari spazzatura Quei documentari che tendono a spettacolarizzare eventi di per sé banali.
Quiz truccati i quiz all’interno dei programmi d’intrattenimento che seguono solo le procedure dello show televisivo.
Reality show i programmi in cui si vuol far credere che i partecipanti parlino realmente dei loro problemi.
Dibattiti stile agorà i programmi in cui si pretende di riprodurre il luogo dell’incontro e della democrazia diretta.
Ricostruzione di eventi accaduti quelle ricostruzioni che solo per la spettacolarità della riproduzione tende ad influenzare l’opinione pubblica.

[Senza categoria]

“Tessere e Detessere”. Salvatore Emblema in mostra a Napoli dal 10 al 20 dicembre

Senza Titolo     170x138     www.marcianoarte.it

Emblema "Senza Titolo" 170×138 cm  1967

 

E. Marinella e SatrianoCinque presentano "Tessere e Detessere", mostra personale di Salvatore Emblema, dal 10 al 20 dicembre 2008 in Vico Satriano, 5 a Napoli. Il vernissage sarà mercoledì 10 dicembre alle ore 19.00. Tel: 0810320021, 335404537 e 3202703130. La mostra segue il cammino artistico di , di una pittura coerente e di qualità dall’inizio alla fine, nella quale è evidente l’osmosi tra le sue radici, la terra vesuviana e le materie con le quali si esprime. È la “Napoli bella”, quella che vive dei suoi controsensi, che crea il senso… quella Napoli vera, sempre raffinata, pulita e aristocratica e quella terrosa, sporca, contadina. Ed ecco perchè la sartoria classica ed Emblema riescono a coesistere, perchè parte di un’unica città, due elementi “emblemi” di una realtà che ogni concittadino riconosce e che porta dentro di sé. Il collegamento della mostra, il filo della trama che passa tra le tele, sete e stoffe… la ricerca del rapporto tra superficie e supporto, tra eleganza e originalità, il tutto fuso dall’operazione artigianale del tessere per l’uno e il detessere per l’altro.