Come diventare uno scrittore di successo? Alla fine tutto torna al lettore, nei precedenti articoli abbiamo parlato di Querying, Agenti, Editori, Copertine, Self-publishing, Ebook, Audiolibri, Social media, Librerie… Tutti questi argomenti sembrano appartenere a mondi differenti, ma al centro di tutto continua a esserci la stessa persona: il lettore.
- Scriviamo perché abbiamo qualcosa da raccontare;
- Pubblichiamo perché desideriamo che qualcuno lo incontri.
Questa distinzione è fondamentale.
- Scrivere richiede introspezione;
- Pubblicare richiede comunicazione;
- Vendere richiede comprensione.
E riuscire a fare tutte e tre le cose senza perdere la propria voce è probabilmente una delle sfide più interessanti dello scrittore contemporaneo. Perché conoscere il pubblico non significa necessariamente obbedirgli, significa sapere con chi stiamo parlando.
Se mi stai leggendo probabilmente sarai interessato anche alla mia newsletter settimanale:
Sono tantissime le persone sempre online ma ancora attratte dalla carta…
Argomenti trattati in questo articolo:
Il paradosso della Gen Z
C’è poi un altro fenomeno che trovo particolarmente interessante, il paradosso della Gen Z, per anni abbiamo immaginato un futuro nel quale il libro cartaceo sarebbe progressivamente scomparso, sembrava quasi inevitabile. Le nuove generazioni sono cresciute circondate da smartphone, streaming, social network, videogiochi, tablet e contenuti disponibili immediatamente.
Eppure il libro fisico conserva un’attrazione particolare, forse proprio perché è fisico:
- Un libro si tocca;
- Si sottolinea;
- Si riempie di segnalibri;
- Si presta;
- Si regala;
- Si dedica;
- Si lascia aperto sul comodino.
Qualcuno piega persino gli angoli delle pagine, anche se so che per molti lettori questa frase potrebbe essere sufficiente per trasformare un tranquillo articolo sull’editoria in un horror. Ma soprattutto un libro invecchia con noi. Puoi riprenderlo dopo vent’anni e ritrovare una sottolineatura fatta da una versione di te che quasi non ricordi più.
A quel punto non stai soltanto rileggendo il libro, stai incontrando te stesso.
Il libro diventa memoria fisica dell’esperienza di lettura.
Come diventare uno scrittore di successo? Leggere significa anche…
Spegnere uno schermo
C’è un altro aspetto che potrebbe rendere il libro cartaceo sorprendentemente contemporaneo, leggere significa spegnere uno schermo, gli schermi sono ovunque.
- Ci svegliamo e guardiamo lo smartphone;
- Lavoriamo davanti al computer;
- Controlliamo notifiche;
- Guardiamo video;
- Leggiamo messaggi;
- Utilizziamo display nelle automobili;
- Portiamo piccoli display persino al polso.
Ogni interfaccia sembra progettata per chiederci qualcosa:
- Guarda;
- Clicca;
- Scorri;
- Rispondi;
- Rimani.
Il libro cartaceo fa esattamente il contrario:
- Non vibra;
- Non invia notifiche;
- Non apre finestre;
- Non mostra pubblicità;
- Non ti propone il prossimo contenuto;
- Non cerca disperatamente di recuperare la tua attenzione.
Il libro semplicemente aspetta, e forse è proprio questa la sua caratteristica più rivoluzionaria.
In un’economia fondata sulla conquista dell’attenzione, dedicare quaranta minuti a qualcosa che non ci interrompe sta diventando quasi un lusso.
Come diventare uno scrittore di successo? La carta ci restituisce…
Il valore del possesso
Esiste inoltre una differenza interessante tra possedere qualcosa e avere accesso a qualcosa e la carta ci restituisce il valore del possesso.
Il digitale ci ha regalato una comodità straordinaria. Possiamo portare centinaia di libri in pochi grammi, ascoltare un audiolibro mentre guidiamo, aumentare la dimensione dei caratteri e acquistare un testo senza aspettare che arrivi fisicamente.
Non avrebbe senso contrapporre ideologicamente carta e digitale: sono strumenti differenti.
Ma il libro cartaceo conserva una caratteristica semplice: è lì.
- È nella tua libreria;
- Non richiede una password;
- Non dipende dalla batteria;
- Non ha bisogno di una connessione.
È un oggetto che occupa uno spazio fisico nella tua vita.
Per questo credo che carta, ebook e audiolibro (hai mai ascoltato i miei podcast?) continueranno tranquillamente a convivere. non dobbiamo necessariamente scegliere un vincitore.
La comodità del digitale e la fisicità della carta rispondono a bisogni differenti.
Come diventare uno scrittore di successo? La paura fa vendere di più…
E poi c’è l’horror
Tra i generi capaci di adattarsi particolarmente bene alle trasformazioni culturali c’è l’horror, e credo che uno dei motivi sia un grande equivoco.
L’horror non parla necessariamente di mostri, o meglio: il mostro è spesso soltanto il linguaggio utilizzato per parlare di qualcos’altro.
- Paura della morte;
- Solitudine;
- Adolescenza;
- Famiglia;
- Corpo;
- Identità;
- Tecnologia;
- Religione;
- Perdita;
- Amore;
- Isolamento.
Un buon autore horror può prendere una paura che non ha forma e darle un corpo, può trasformare l’ansia tecnologica in una macchina, la paura della solitudine in una casa, il trauma in una presenza, il senso di colpa in qualcosa che continua a seguirci ed è questa capacità metaforica a rendere il genere così potente.
Un buon horror non si limita a dirti:
Guarda cosa c’è dietro quella porta.
Ti suggerisce:
Forse quello che c’è dietro quella porta parla anche di te.
Come diventare uno scrittore di successo? Quando i generi smettono di avere confini…
L’ibridazione
E proprio l’horror mostra molto bene un’altra caratteristica dell’editoria contemporanea: l’ibridazione.
- Horror e romance;
- Horror e fantasy;
- Horror psicologico;
- Gotico contemporaneo;
- Fantascienza horror;
- Young Adult contaminato da atmosfere oscure;
- Thriller con elementi soprannaturali.
Le categorie non sono scomparse, ma i confini sono diventati più permeabili (e non dimenticare il modello narrativo: il viaggio dell’eroe).
Per uno scrittore è un’enorme opportunità creativa, ma nasconde anche un problema di posizionamento.
Se mescolo tutto, come faccio a spiegare al lettore che tipo di esperienza sto vendendo? Perché il genere non serve soltanto alle librerie per decidere su quale scaffale mettere un libro.
È una promessa, quando acquistiamo un thriller ci aspettiamo determinate sensazioni. Quando scegliamo un romance ne immaginiamo altre. Quando prendiamo un horror accettiamo implicitamente un certo tipo di viaggio emotivo.
- Puoi rompere le regole;
- Puoi mescolarle;
- Puoi persino sovvertirle.
Ma devi sapere quale promessa stai facendo. L’ibridazione funziona quando serve alla storia, non quando nasce soltanto dal tentativo di mettere insieme ciò che in quel momento sembra vendere meglio.
Come diventare uno scrittore di successo? Lo scrittore deve diventare anche creator?
Diventa creator
Qui arriviamo a una domanda inevitabile: uno scrittore oggi…
- Deve per forza fare video?
- Deve essere su TikTok?
- Deve pubblicare Reel?
- Deve avere una newsletter?
- Deve aprire un podcast?
La mia risposta è: no.
Non deve fare tutto, anzi, cercare di essere ovunque potrebbe essere uno dei modi più veloci per togliere tempo proprio alla scrittura. Ma deve comprendere una cosa: se decide di pubblicare, prima o poi dovrà costruire un ponte tra il proprio lavoro e le persone.
Quel ponte:
- Può essere TikTok;
- Può essere Instagram;
- Può essere un blog;
- Può essere una newsletter;
- Può essere una serie di presentazioni dal vivo;
- Può essere una community estremamente piccola ma molto coinvolta.
Non importa necessariamente quale sia lo strumento, importa la relazione.
Perché il grande vantaggio dell’autore contemporaneo è anche questo: non deve necessariamente aspettare la pubblicazione per iniziare a costruire i propri lettori, può farlo prima.
Come diventare uno scrittore di successo? Dal personal brand al libro e dal libro al personal brand…
Il Personal Brand
Qui il rapporto diventa circolare, normalmente immaginiamo questa sequenza:

scrivo → pubblico → promuovo
Ma potrebbe funzionare anche diversamente:

comunico → costruisco una community → comprendo meglio le persone → scrivo → pubblico → approfondisco la relazione.
Il libro alimenta il personal brand e il personal brand aiuta il libro a trovare il proprio pubblico.
Questo non significa trasformare lo scrittore in un influencer.
Personal branding e influencer marketing non sono sinonimi.
Avere un personal brand significa semplicemente fare in modo che, quando qualcuno incontra il tuo nome, riesca progressivamente ad associarlo a un’identità, un punto di vista, una competenza o un universo narrativo riconoscibile.
Per uno scrittore questo può avere un valore enorme.
Come diventare uno scrittore di successo? Il tuo libro non finisce…
Quando scrivi “fine”
Il tuo libro non finisce quando scrivi “fine”, forse il cambiamento più importante è proprio questo, dovremmo smettere di immaginare la pubblicazione come il traguardo.
È una nuova partenza:
- Un manoscritto può essere rifiutato e trovare successivamente un’altra strada;
- Una copertina può non funzionare ed essere riprogettata;
- Un titolo può essere modificato;
- Un libro può passare inosservato per mesi e poi incontrare improvvisamente il proprio pubblico;
- Un autore può cominciare cercando un agente e successivamente scegliere il self-publishing.
💡 Suggerimento: Può accadere anche il contrario, un progetto nato indipendentemente può attirare in seguito l’interesse dell’editoria tradizionale.
Non esiste necessariamente una linea retta, esistono un’opera, un autore e la ricerca di un lettore e nel mezzo troviamo revisioni, tentativi, rifiuti, errori, esperimenti, pause e nuove partenze.
Come diventare uno scrittore di successo? Il vero lavoro comincia quando nessuno ti sta guardando…
La perseveranza
C’è però una parte di tutto questo che nessuna strategia può eliminare: La perseveranza. È relativamente facile credere in un progetto quando ricevi complimenti, vendite, recensioni e attenzione. Molto più difficile è continuare quando pubblichi e non succede nulla.
- Quando invii il manoscritto e non ricevi risposta;
- Quando ricevi un rifiuto;
- Quando il libro vende dieci copie invece delle cento che immaginavi;
- Quando il post dedicato al tuo romanzo viene ignorato;
- Quando ti chiedi se abbia ancora senso continuare.
È lì che bisogna distinguere perseveranza e ostinazione.
Perseverare non significa pensare:
Il mio libro è perfetto e sono gli altri a non capirlo.
Significa piuttosto:
Credo abbastanza in questo progetto da essere disposto a migliorarlo.
- Abbastanza fiducia da continuare;
- Abbastanza umiltà da cambiare;
- Abbastanza lucidità da ascoltare il mercato;
- Abbastanza personalità da non lasciare che sia il mercato a decidere completamente chi sei.
Come diventare uno scrittore di successo? Il nuovo mestiere dello scrittore…
Conclusioni
Forse essere scrittori oggi significa proprio imparare a convivere con questa apparente contraddizione.
- Essere artisti e progettisti;
- Creativi e comunicatori;
- Autori e, almeno in parte, imprenditori.
Proteggere il tempo necessario per scrivere e contemporaneamente comprendere il mondo nel quale quell’opera dovrà vivere.
Perché possiamo discutere per ore di editori, agenti, Amazon, self-publishing, social network, algoritmi, generi letterari, copertine e strategie. Ma alla fine rimane una scena estremamente semplice:
- Da una parte c’è qualcuno che ha scritto qualcosa;
- Dall’altra c’è qualcuno che potrebbe volerlo leggere.
Tutto il resto serve a farli incontrare, ed è forse questo il vero mestiere dello scrittore contemporaneo.
Non soltanto scrivere storie, non soltanto pubblicarle, ma costruire il percorso che permetterà a quelle storie di trovare qualcuno disposto ad ascoltarle.
Perché oggi scrivere “Fine” non significa necessariamente aver finito.
Molto spesso significa che è appena cominciato tutto il resto.










