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[Coach Creativo]

GDPR, pagherai fino a 10.000.000€ se non sei in regola! I punti per mettersi veramente in regola.

Cos’è il GDPR

Il 25 maggio 2018 entra in vigore il GDPR ed abbiamo 6 mesi di tempo per l’adeguamento.

Si tratta del nuovo regolamento sulla privacy e il trattamento dei dati personali in Europa atto a proteggere e responsabilizzare la privacy dei dati di tutti i cittadini dell’UE ridefinendo il modo in cui le organizzazioni di tutta l’area si avvicinano alla privacy dei dati.

Ciò porterà nuove garanzie per i cittadini in quanto verranno introdotte informative e consenso dati più chiare e dettagliate con limiti alla conservazione degli stessi e introduzione di nuovi criteri per il trasferimento dati con un’attenzione molto particolare ai casi di violazione.

Tale nuova normativa coinvolge chiunque abbia a che fare con la raccolta di dati personali.

Cosa si intente per dato personale

In base all’art. 4 “qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile («interessato»); si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale“.

Cosa fare per mettersi in regola in 8 punti

Molto dipende dall’attività che svolgete. Infatti ogni piano per affrontare la protezione dei dati deve essere valutato e personalizzato per le esigenze della vostra azienda.

Se siete una PMI, un libero professionista, un freelander, avete un sito web… innanzitutto dovete verificare che tipo di dati personali tratti la vostra azienda. È sufficiente che raccogliate nomi, cognomi, numero di telefono, email… attraverso la vostra landing page o gestiate una mailing list per rendere necessario l’adeguamento al GDPR.

A questo punto sarà opportuno valutare quali siano i rischi riguardo il trattamento dei dati personali ed implementare le misure organizzative e tecniche per limitare tali rischi, come ad esempio antivirus validi e aggiornati.

  1. Innanzitutto verificate che tutti i vostri applicativi siano affidabili e acquistati con una regolare licenza d’uso.
  2. Nel caso di furto di dati sarà necessario farne comunicazione entro 72 ore al Garante della Privacy e agli interessati, documentando ogni violazione e fuga dati “comprese le circostanze, le sue conseguenze e i provvedimenti adottati per porvi rimedio” (art. 33).
  3. La nomina del DPO è obbligatoria (art. 37):
    a) se il trattamento è svolto da un’autorità pubblica o da un organismo pubblico, con l’eccezione delle autorità giudiziarie nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali; oppure
    b) se le attività principali del titolare o del responsabile consistono in trattamenti che richiedono il monitoraggio regolare e sistematico di interessati su larga scala; oppure
    c) se le attività principali del titolare o del responsabile consistono nel trattamento su larga scala di categorie particolari di dati o di dati personali relativi a condanne penali e reati.
    Si tenga presente che la designazione obbligatoria di un DPO può essere prevista anche in casi ulteriori in base alla legge nazionale o al diritto comunitario. Inoltre, anche ove il regolamento non imponga in modo specifico la designazione di un DPO, può risultare utile procedere a tale designazione su base volontaria. Il Gruppo di lavoro “Articolo 29”, così come il Garante italiano, incoraggiano un tale approccio “cautelativo”.
  4. La nomina di un Dpo (Responsabile della Protezione dei Dati) non sarà necessaria per le PMI in quanto viene specificato dal Garante che nel caso di “trattamenti effettuati da liberi professionisti operanti in forma individuale; agenti, rappresentanti e mediatori operanti non su larga scala; imprese individuali o familiari; piccole e medie imprese, con riferimento ai trattamenti dei dati personali connessi alla gestione corrente dei rapporti con fornitori e dipendenti“.
  5. Il nuovo GDPR ha introdotto una normativa più chiara in merito al consenso e  trattamento dei dati personali che dovranno essere espressi con maggior chiarezza. A tal fine le informative su cookie e privacy presenti sul sito web dovranno essere maggiormente dettagliate, redatte in modo chiaro specificando i diritti degli utenti in base alla nuova normativa e citando gli articoli di legge di riferimento del GDPR. Si dovranno specificare gli scopi per i quali verranno utilizzati i dati incluse le modalità per chiederne la rettifica e la cancellazione.
  6. Se si utilizzano servizi di terze parti si dovrà rimandare alla pagina di policy di questi.
  7. Dovrà, inoltre, essere spiegato su quale base vengono forniti i dati, per quanto tempo e con quali criteri verranno conservati, informando l’utente la possibilità di ricorrere al Garante o all’autorità giudiziaria in caso di utilizzo improprio degli stessi.
  8. Il consenso dovrà essere ottenuto con una vera possibilità di scelta e va separato dai Termini e Condizioni del servizio.

Le sanzioni in caso di violazione

Le autorità di controllo sono dotate di ampi poteri per garantire che i principi del GDPR siano rispettati e le violazioni comportano l’applicabilità di sanzioni amministrative diversificate in questo modo rispetto alla natura, alla gravità e alle conseguenze della violazione:

  • per violazioni degli obblighi del titolare o del responsabile come ad esempio rispetto dei principi di privacy by design e privacy by default, meccanismi di certificazione della protezione dei dati, sicurezza…, come previsto dall’art. 83, paragrafo 4, sarà soggetta all’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie fino ad un massimo di € 10.000.000 oppure, per le imprese, fino al 2% del fatturato mondiale totale annuo riferito all’esercizio precedente (se si tratta di un importo superiore ai 10 milioni di euro).
  • per violazioni dei principi fondamentali in merito di data protection, diritti dell’interessato o degli ordini delle Autorità di controllo vi sarà una sanzione pecuniaria fino ad un massimo di € 20.000.000 oppure, per le imprese, fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo riferito all’esercizio precedente (se si tratta di un importo superiore a 20 milioni di euro).

Riportiamo alcuni collegamenti a siti in cui riportano aggiornamenti e notizie sul GDPR:

Garante europeo della protezione dati (GEPD): https://europa.eu/european-union/about-eu/institutionsbodies/european-data-protection-supervisor_it

Garante privacy: http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue


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[Coach Creativo]

L’emozione produce energia. Ecco come garantirsi una professione con il personal branding

Domenica 6 maggio 2018 siamo all’Holiday Inn di Nola presso il Centro Commerciale Vulcano Buono. Oggi, ora, qui, l’emozione produce energia e per tutti coloro che che parteciperanno al seminario di Personal Branding organizzato da Accademia del Wedding ci sarà l’opportunità di dare una svolta alla propria vita.

L’occasione è l’incontro con Paolo Franzesecoach creativo, una persona unica, speciale, piena di entusiasmo e carica emotiva che con i suoi insegnamenti garantirà un’esperienza di svolta per reinventare se stessi.

Il Personal branding è l’unico modo per garantirsi un lavoro oggi, in un percorso di crescita e di conoscenza per creare un’immagine di se stessi e del proprio brand e comunicare il proprio valore.

Si respira emozione nella sala colma di partecipanti, ad iniziare dal nostro coach, emozionato e con gli occhi colmi di felicità come un bambino. L’emozione produce energia. Dobbiamo attingere da questa energia per riscoprire noi stessi, per farsi notare e quindi fare Personal Branding.

Tutto parte dalla semplicità, nell’eliminazione del superfluo per fare posto all’essenziale creando ordine e organizzazione e puntare diretti all’obbiettivo.

Dobbiamo osare e dar vita alla nostra creatività, senza barriere e paure, ad iniziare dai nostri figli che sono fonte di ispirazione e di purezza.

Se ci saranno degli ostacoli in questo percorso di cambiamento, questi vi faranno avvicinare al fuoco della vita e alla creatività. Se non c’è sofferenza e difficoltà non c’è lo stimolo per crescere e rinnovarsi. Questo è il modo giusto per realizzare i sogni, anche sbagliando.

“Il segreto del successo è imparare ad usare il piacere e il dolore invece che lasciarsi usare dal piacere e dal dolore” (cit. Antony Robbins)

Si entra nel vivo del seminario prendendo in esame cosa significhi brand e come crearlo attraverso le possibilità infinite che ci sono nella nostro modo di essere, le nostre diversità e i nostri talenti.

Il brand

Per vendere il nostro prodotto dobbiamo costruire un brand, una marca, altrimenti il nostro prodotto diventerà merce e si entra nel vortice della guerra dei prezzi. Il brand dovrà avere una sua identità. Ciò porterà reputazione, visibilità e credibilità. Il brand avrà un’identità pari a quella di una persona. Il successo viene da un servizio di qualità. La promessa che il brand fa deve essere mantenuta. Il brand è un insieme di percezioni nella mente del consumatore che procura una reazione emotiva nel possibile acquirente.

E’ necessario fare personal branding altrimenti non saremo conosciuti.

Si parte dalla realizzazione del logo che identifichi il proprio brand in modo univoco e sappia comunicare la vostra filosofia attraverso il pay off, una frase significativa che accompagna il marchio.

Fare personal branding

In previsione della bufera di novità tecnologiche che sta per arrivare è necessario essere pronti al cambiamento ed essere i primi nel creare una nuova professionalità, fissando un obbiettivo notevole e straordinario.

Il nostro obbiettivo potrà essere raggiunto attraverso passione, fiducia, strategia, chiarezza dei propri valori, energia, capacità empatica di legare e di comunicare con il prossimo.

Meglio essere i primi che i migliori. Se non è possibile essere i primi di una categoria, perché satura, sarà necessario crearne una nuova in cui lo potrete essere e diffonderla nel modo più adeguato. L’idea innovativa sarà la nostra moneta del futuro.

A questo punto è necessario puntare sulla nostra visibilità. Internet e i social network ci danno questa possibilità.

Il seminario si ferma per una piccola pausa durante la quale i presenti hanno potuto gustare dei fantastici cup cake con l’immagine di Paolo Franzese realizzati da Carmela Sandoli.

L’emozione produce energia anche dopo la pausa e tutti i partecipanti rientrano in sala bramosi di avere tanti spunti e tante idee per poter creare il proprio Personal Branding.

Posizionamento Google

Si inizia a parlare di posizionamento all’interno dei motori di ricerca attraverso la ricerca organica delle keyword. A tal fine è necessario strutturare i contenuti del proprio sito web attraverso l’ottimizzazione SEO. Inoltre il sito dovrà essere conforme a determinati parametri come il dominio (che sarà il nome dell’azienda), l’indirizzo internet, la velocità di caricamento, il linguaggio di programmazione, gli acceleratori di pagine, il protocollo…

Social Media

Di pari importanza è la presenza sui social media, forum e gruppi. Infatti mentre la ricerca su Google è strutturata per la domanda consapevole, i social soddisfano la domanda latente. Pertanto sui social network sarà necessario stimolare, attirare ed intercettare il pubblico che pone la domanda latente relativa alla nicchia del vostro prodotto.

 

Perchè un blog…

Perché un blog è inserito nel proprio sito. Facebook, Instagram potranno anche andare KO (come è già successo), ma il sito è di vostra proprietà e non ve lo può togliere nessuno. Inoltre nel blog potrete inserire contenuti interessanti alla vostra nicchia di pubblico per farvi conoscere e far conoscere il vostro prodotto. I contenuti realizzati sul blog verranno poi condivisi sui social media e la vostra presenza dovrà essere su tutti: Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin, Google+, Pinterest, Tumblr, Snapchat, Musical.ly, Youtube…maggiore è la vostra presenza e più incisiva sarà la percezione del vostro brand.

L’utenza sui social si sta modificando, anche in base all’età, sempre più con un lento, ma inesorabile abbandono di Facebook verso nuove piattaforme. I vostri futuri clienti sono la generazione z e sarà necessario scoprire e studiare i mezzi e le piattaforme che loro utilizzano per riuscire a portare verso loro la conoscenza dei vostri prodotti.

Quali sono i contenuti migliori?

I contenuti migliori sono quelli interessanti, completi, carichi di risposte che i vostri potenziali clienti stanno cercando.

Raccontate una storia per creare coinvolgimento (storytelling). Una storia piacevole che catturi l’attenzione e procuri emozioni in chi la legge.

Grande importanze hanno i video. Tutorial, video interessanti e con immagini di alta qualità e utilizzando con sapienza i colori per creare emozioni. Questo perché la maggior parte dell’utenza sul web lo trascorre guardando e scambiandosi video.

Anche le dirette sui social stanno diventando un’attrattiva di grande rilievo. Una diretta che dovrà essere abbastanza lunga e comprensiva di geo localizzazione. Nella diretta si saluteranno tutti i presenti e si risponderà ai loro commenti.

Il tempo trascorre e le nozioni interessanti sono innumerevoli. I partecipanti al corso sono visibilmente soddisfatti di tutto ciò che hanno appreso durante il corso di Personal Branding di Paolo Franzese, carichi di entusiasmo e rinvigoriti da questa esperienza.

Anche questa volta abbiamo avuto la prova tangibile che l’emozione produce energia!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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[Coach Creativo Facebook Social Media]

Attenzione! Stanno frugando tra la tua privacy e prendendo i tuoi dati!

Attenzione!

Stanno frugando tra la tua privacy e prendendo i tuoi dati!

Vuoi sapere come?

Sai qual è il passatempo più utilizzato su Facebook?

La condivisione di notizie? I selfie? I commenti al vetriolo?… No! Il passatempo preferito degli utenti di Facebook sono i quiz-i sondaggi-i giochini…

Chi non è mai stato attratto dal cliccare su “Scopri come sarai fra 50 anni?“, “Scopri qual è il significato del tuo nome“, “Cosa sarai nella prossima vita?“… gli argomenti delle domande, quiz e test superano l’immaginabile e si, sa, attraggono.

Pensate che la fan page di Name Tests Italia conta 3.118.195 fan e VonVon 63.506.485, per citarne solo due delle tante pagine esistenti che forniscono questo tipo di servizio.

Siamo stati tutti attratti, almeno una volta, a cliccare per fare un “innocuo” test.

Ma sono davvero innocui?

In realtà no! Infatti appena clicchiamo sul link di un test o di un quiz proposti da NameTests o VonVon, dopo averci chiesto di cliccare su una autorizzazione, ci portano fuori da Facebook, in un’area in cui non abbiamo configurato in requisiti privacy.

Da questo momento le compagnie in questione avranno accesso ai nostri dati come nome, data di nascita, email e fotografie.

Stanno sbirciando tra la tua privacy! Ma non è colpa loro.

via GIPHY

Ora hanno in mano i vostri dati e ne potranno usufruire come meglio credono. Nella maggior parte dei casi i dati verranno rivenduti ad altre aziende che ci martelleranno di pubblicità sulla nostra mail, sms e chiamate sul cellulare.

Ecco che un giochino divertente si trasforma in una violazione della nostra privacy.

Ma attenzione, la colpa non è nei fornitori di giochini, ma nella leggerezza e poca attenzione con cui spesso si dà autorizzazione, senza capire fino in fondo cosa si sta facendo.

Prima di cliccare e dare l’assenso di frugare nelle vostre vite per scoprire come sarete fra 100 anni, pensateci bene, magari spegnete il cellulare e andate a fare una passeggiata!


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[Coach Creativo Social Media]

L’utenza giovanile abbandona Facebook! Dove va?

L’utenza giovanile abbandona Facebook

È ormai notizia risaputa e provata che l’utenza giovanile abbandona Facebook. La novità è che la sta abbandonando ad un ritmo sempre più veloce.

Da una ricerca di Marketer risulta che nel 2018 l’utilizzo di Facebook negli States diminuirà del 9.3% e la crescita dell’utenza under 25 diminuirà del quali 6%.

Tendenza rilevata negli USA dove il pubblico giovanile su Facebook è calato di 2,8 milioni, ma un trend che si sta verificando anche in Italia.

Quali piattaforme usano i giovani sotto i 25 anni?

L’utenza giovanile abbandona Facebook, ma dove va? Purtroppo non a giocare a football 🙂!

Molte giovani utilizzano piattaforme abbastanza note come Instagram, SnapChat o Musical.ly, altri sperimentano social più di nicchia come Live.ly, ThirsCrusch, Ask, Sarahah, Snow.me.

Il motivo principale di questa migrazione da Facebook verso altre piattaforme social è lo sfuggire dal pubblico adulto conosciuto: genitori, parenti, insegnanti. Qui, infatti, si sentono osservati, spiati e giudicati, cosa che non avviene su altri “social” più giovanili dove si possono interfacciare con coetanei o celebrity, anche in perfetto anonimato.

Vediamo un po’ nel dettaglio questi social popolati da pubblico under 25.

  • Instagram: Risulta essere in continua crescita ed in Italia ha raggiunto i 14 milioni di iscritti dei quali, oltre la metà ha un’età compresa tra i 18 e i 29 anni.
  • Vero : Un social nato nel 2015 in veloce espansione, gratuito per il primo anno, visualizzazioni in ordine cronologico e anche assenza di pubblicità.
  • SnapChat: superato il colpo inferto da Instagram con l’ingresso delle storie, sta recuperando terreno con un incremento del 18% rispetto allo scorso anno.
  • Musical.ly: il social che permette di creare video di 15 secondi sulle hit del momento è uno dei social più popolati dal pubblico giovane. Circa 200 milioni di utenti del mondo con una età media di 15 anni e una presenza femminile quasi totale.
  • Live.ly: direttamente legata a Musical.ly che offre un servizio live streaming nella quale gli utenti possono inviare ai loro muser preferiti un’offerta in denaro per ricevere in cambio emojj e la citazione del proprio nome.
  • Snow.me: è una gemella di SnapChat, usata da oltre 200 milioni di persone nel mondo, ma dedicata al mercato asiatico, ma arricchito di stickers e filtri e della possibilità di fare brevi video.
  • Ask – ThisCrusch – Sarahah: sono piattaforme dove si può agire in totale anonimato, molto frequentati, ma campanello di allarme per episodi di cyberbullismo. Un processo abbastanza pericoloso e difficile da arginare e combattere.

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[Coach Creativo Facebook Social Media]

Ecco come il mobile ha cambiato l’esperienza di acquisto

Il mobile ha cambiato l’esperienza di acquisto

Il mobile ha cambiato l’esperienza di acquisto, trasformando e continuando a trasformare la metodologia di acquisto da parte del consumatore in molti dei suoi aspetti.

Lo shopping on line sta contagiando un numero sempre crescente di persone anche in Italia, dove è stato riscontrato da una ricerca di PwC “Total Retali 2017” che il 20% dei consumatori acquista tramite smartphone almeno una volta alla settimana, il 19% tramite tablet e il 32% tramite PC.

Facebook IQ ha analizzato alcuni aspetti sull’utilizzo dei dispositivi mobili da parte dell’utente e selezionato le 5 abitudini più diffuse finalizzate all’acquisto di un prodotto.

Instagram

mobile ha cambiato l'esperienza di acquisto

Instagram si rivela una vetrina fondamentale di ispirazione all’acquisto, soprattutto in categorie come la moda e la cosmesi e l’utente si sente influenzato a spendere di più grazie all’interazione avuta via social con un brand.

Messenger

L’utilizzo di messanger non è più limitato solo allo scambiarsi messaggi tra amici, ma diventa sempre più un canale per comunicare con le imprese. Nello studio effettuato il 56% delle persone intervistate ha dichiarato che preferisce inviare messaggi anziché telefonare al servizio clienti. La preferenza a contattare un’azienda tramite un app di messaggistica diventa sempre più crescente e si è notato che i brand aperti all’utilizzo di messanger possono persino arrivare ad incoraggiare i clienti all’acquisto.

Consigli per gli acquisti

Per acquistare un prodotto on line è semplice trovare consigli dati dagli stessi acquirenti che hanno comprato un prodotto o un servizio e lo hanno recensito. Oppure è stato condiviso la foto di un acquisto, suggerendo consigli per l’utilizzo. E’ nella normalità pubblicare suggerimenti sul make up o su come prendersi cura della propria pelle affinché altri possano imparare e trarne beneficio.

Foto e video del cibo che stiamo mangiando in un fast food, in un ristorante, in un bar, in una pasticceria, gelateria o pizzeria invogliano altre persone alla decisione di dove mangiare.

Nessuno ormai si preoccupa più di prenotare una vacanza o un hotel on line grazie alla numerose recensioni che si possono trovare e che inducono a fidarsi dell’esperienza altrui.

L’85% degli acquirenti di auto canadesi hanno dichiarato che ha utilizzato Facebook per ricevere informazioni sulle auto, soprattutto da parte di persone delle loro cerchie.

Social video per l’acquisto compulsivo

E’ stato notato che i video su mobile raggiungono molti più segmenti di pubblico e sono un mezzo prezioso per scoprire nuovi marchi e prodotti. Le persone intervistate hanno dichiarato che i video su dispositivi mobili provocano emozioni maggiori rispetto a quelli visti in TV. Anche le aziende si stanno orientando a produrre video da pubblicare sui social per proporre i propri prodotti.

Il mobile per acquistare in negozio e viceversa

E’ risaputo che il consumatore provi il prodotto in negozio e poi acquisti on line e molti degli intervistati hanno dichiarato di aver acquistato mediante il telefono mentre erano nel negozio, ma è vero anche il contrario. Il dispositivo mobile può essere un modo per trovare un particolare prodotto e poi acquistarlo in negozio e il 92% degli acquirenti ha dichiarato di aver consultato il proprio telefono riguardo gli acquisti che stava per fare in negozio.

E’ chiaro che il mobile ha cambiato l’esperienza di acquisto e per ogni azienda diventa vitale la presenza su mobile per creare esperienze rilevanti ed emozionali tali da guidare, incoraggiare ed invogliare il consumatore all’acquisto.


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[Coach Creativo Trends]

Smart working opportunità vincente per aziende e lavoratori

Cos’è lo smart working?

Lo smart working, lavoro agile, lavoro intelligente è la possibilità di lavorare dovunque e in qualunque momento, anche lontano dalla sede lavorativa, grazie alle tecnologie digitali e le reti dati.

Ciò permette al lavoratore maggiore flessibilità di orario e autonomia sia nella scelta degli spazi che dei tempi, restituendo una migliore qualità di vita.

E’ stato constatato che questo maggiore equilibrio tra vita privata e lavoro influisce positivamente sulla capacità dell’individuo di organizzare il proprio tempo e di sentirsi maggiormente responsabilizzato sul rispetto delle scadenze e sull’autonomia di gestione del proprio lavoro con risultati in fortemente migliorativi anche per le aziende.

In un ambiente di Smart working si è notato che le idee fluiscono più liberamente, le decisioni sono raggiunte più velocemente e l’ambiente fa da catalizzatore per consentire priorità strategiche come:

  • far crescere un business diversificato
  • fornire prodotti di valore
  • semplificare il modello operativo
  • creare una cultura di empowerment
  • costruire rapporti di fiducia reciproca

Pro e contro dello smart working

Molti sono gli aspetti positivi dello Smart Working: orario flessibile, abbattimento di tempi e costi per lo spostamento casa/lavoro, ambiente tranquillo e familiare per svolgere la propria attività.

smart working

Ma vi sono anche aspetti negativi come un eccessivo prolungamento degli orari lavorativi, difficoltà nello stabilire un confine tra vita privata e lavorativa, isolamento.

Cosa fare per umanizzare lo smart working?

Accanto ad un lavoro che utilizza tecnologie sempre più avanzate e che diventa sempre più automatizzato cosa è necessario fare per umanizzarlo e imprimergli il valore aggiunto dell’intervento umano?

L’uomo è creativo, dotato di pensiero profondo, empatia, passione e umanità. Tutte caratteristiche che non si possono insegnare alle macchine e che non si possono automatizzare.

A che punto è l’Italia con lo smart working?

In Italia l’utilizzo dello smart working non è ancora molto diffusa. Secondo i dati forniti dall’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano solo il 7% delle PMI,  il 36% dell grandi imprese e il 17% dell’Amministrazione Pubblica ha attivato progetti di Smart Working.

Questi dati sono destinati a salire anche grazie all’approvazione del Ddl sul lavoro agile che ha introdotto un sistema di interventi volti a rafforzare tutele economiche e sociali per lavoratori autonomi e dipendenti che svolgono la loro attività in forma non imprenditoriale e a sviluppare modalità flessibili di esecuzione delle prestazioni lavorative, tali da agevolare la conciliazione dei tempi di lavoro con quelli personali.

Un passo importante per incrementare la diffusione dello Smart Working in Italia che ancora non è entrato appieno nelle mentalità aziendale del nostro paese.

La strada verso l’implementazione del lavoro agile è ancora lunga e tortuosa, ma molti cambiamenti iniziano già ad intravedersi per affrontare questa grande sfida che è anche una opportunità vincente per aziende e lavoratori in una ricetta che riesca a coniugare umanità e automazione secondo questi ingredienti:

  • Curiosità
  • Creatività
  • Empatia
  • Umorismo
  • Passione

 

 

 


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[Coach Creativo Social Media]

WhatsApp business per PMI ecco cos’è e come funziona

Se sentivate la necessità di avere WhatsApp Business ora è ufficiale! WhatsApp ha lanciato la versione Business. La app di instant messanger più utilizzata al mondo per tenersi in contatto con amici, parenti e gruppi  scambiandosi messaggi, note vocali, documenti, foto e video entra a far parte del mondo delle PMI.

Il messaggio sul blog ufficiale di WhatsApp è il seguente «Creare valore per le persone, e ora anche per le aziende».

Una grande opportunità per velocizzare i canali di comunicazione con la clientela come contatti, informazioni e assistenza ed essere sempre più vicini e attenti alle esigenze del cliente.

WhatsApp Business avrà la stessa grafica della versione standard eccetto che sullo sfondo verde dell’icona ci sarà una B al posto del telefono.

Sul profilo aziendale potranno essere inserite utili informazioni come l’indirizzo, il numero di telefono, l’email.

Si potranno utilizzare risposte rapide per le domande più frequenti, oppure impostare messaggi di benvenuto per presentare l’azienda o qualche offerta, o di assenza per comunicare quando non si è disponibile.

Sarà possibile estrapolare delle statistiche dei messaggi in modo da conoscere meglio la propria clientela ed indirizzare nel modo più proficuo possibile la propria strategia di marketing aziendale.

Gli utenti vedranno la tua attività come account business verificato e sarà un modo per dare maggiore credibilità alla tua PMI.

WhatsApp Business sarà favorita anche dalla recente introduzione di WhatsApp Payments, un modo semplice di effettuare transazioni fra utenti. Un trampolino di lancio per l’e-commerce su WhatsApp!

Da oggi l’app WhatsApp Business è disponibile per il sistema Android in Italia, Regno Unito, Usa, Indonesia e Messico ed è previsto a breve il lancio su iPhone.

 


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[Facebook Social Media]

Cambia l’algoritmo di Facebook per favorire sulla New Feed i post dei propri contatti

Cambia l’algoritmo di Facebook, ce lo comunica un post esplicativo Mark Zuckerberg e ci informa che questo cambiamento favorirà la visualizzazione sulla New Feed di post dei nostri contatti andando a penalizzare quelli delle aziende, lo spam e delle pagina fan.

Facebook favorisce i post con interazioni significative.

In sostanza meno pubblicità e più notizie e aggiornamenti da parte di amici e parenti con i quali si hanno interazioni significative, limitando i contenuti passivi.

Facebook è diventato un social media troppo pieno, spesso di contenuti inutili e spam.

Con questo nuovo algoritmo Zuckerberg vuole dare maggior valore al tempo trascorso del pubblico su Facebook, proponendo sulla New Feed solo contenuti interessanti per l’utente.

La motivazione per cui cambia l’algoritmo di Facebook è per cercare di rendere positiva la permanenza dell’utente sul social. Ci si sentirà più uniti e meno soli, percezioni tali da innalzare la sensazione di benessere.

Verranno mostrati meno contenuti pubblici, inclusi video e post di editori o aziende anche se, agli utenti, sarà concessa la possibilità di impostare come prioritaria la visione dei contenuti delle pagine di loro gradimento.

Le pagine con contenuti e post in cui gli utenti generalmente non interagiscono o commentano subiranno gravi diminuzioni nella visualizzazione da parte dei fan, mentre le pagine i cui contenuti generano like, commenti e condivisioni subiranno un effetto più blando dell’algoritmo.

Più volte vi abbiamo messo in guardia dal non incentrare tutte le vostre risorse di web marketing su Facebook in quanto soggetto a modifiche unilaterali da parte della sua proprietà.

Diversificate sempre e puntate sul vostro sito web l’unico asset digitale di vostra proprietà!

Una riflessione… Facebook cambia ma l’algoritmo ma perde 3,3 miliardi… cosa sta succedendo?

 


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[Coach Creativo]

Tutto in un click. Integrazione Magento e Danea Easyfatt.

Tutto in un click

Tutto in un click è ciò che desidera ogni imprenditore per la gestione aziendale e l’e-commerce. Utilizzare un software che consenta la gestione del magazzino e si interfacci con il negozio fisico, gestendo aspetti contabili, fiscali e di inventario, ma che si integri perfettamente anche con la piattaforma di vendita on line, con il passaggio automatico di prodotti e dati, è sicuramente un sistema molto utile per il tuo business.

Cos’è Magento

Magento fa parte del gruppo di eBay ed è un CMS utilizzato da circa 240.000 venditori in tutto il mondo, flessibile, autogestibile e con molteplici funzionalità per la gestione dell’e-commerce.

Cos’è Easyfatt

Easyfatt è la piattaforma gestionale che permette di coordinare la parte contabile, la fatturazione, il  magazzino e l’anagrafica cliente di un’azienda. Si tratta di uno dei software più diffusi tra le PMI, per la sua semplicità e versatilità di utilizzo.

L’integrazione tra Magento e Easyfatt

Ecco che per il tuo e-commerce diventa necessaria l’integrazione tra le due piattaforme.

Esistono veri plug-in in commercio a tale scopo che, spesso, comportano alcuni problematiche in quanto programmi standardizzati e non personalizzati per l’uso nella tua azienda.

Ecco cosa ti serve

È necessaria, quindi, una integrazione personalizzata tra i due software che tenga presente tutti gli aspetti della tua azienda e del tuo sito di e-commerce senza andare a penalizzare l’indicizzazione del sito o andando in contrasto con diversi aspetti.

Se desideri una sistema software studiato appositamente per la tua azienda che preveda un’automazione della parte gestionale in perfetta sicurezza completamente integrata all’e-commerce (gestione magazzino, stampa commesse e fatture, etichettatura pacchi, corriere, logistica, tracciamento spedizione per utente) noi abbiamo la soluzione.

Contattaci per una consulenza o un preventivo e troveremo il giusto sistema per semplificare le tue esigenze affinché tu possa risolvere tutto in un click!

 

 


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[Coach Creativo]

Devi fare un sito nuovo? Utilizza il “voucher digitalizzazione” per le PMI.

Sai cos’è il Voucher Digitalizzazione?

Se la tua azienda non è ancora digitalizzata o se ha necessità di un ammodernamento in tal senso è arrivato il tuo momento.

Puoi dare una svolta al tuo business trasformando la tua attività in e-commerce, settore in continua crescita, che permette di mettere in evidenza anche prodotti di nicchia e può portare la tua azienda a competere con i grandi marchi realizzando una strategia di social media marketing ad hoc.

Con Decreto direttoriale 24 ottobre 2017 il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato un bando con definizione dei termini e delle modalità per poter accedere ad un Voucher non superiore a 10 mila euro finalizzato alla digitalizzazione dell’azienda e ad innovazione tecnologica.

Il Voucher digitalizzazione è rivolto alla micro, piccola e media impresa di qualsiasi settore, con esclusione di quello agricolo e ittico.

Le imprese potranno presentare domanda, soltanto con procedura informatica a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018.

È necessario essere in possesso di PEC e di Carta Nazionale dei Servizi.

Sarà necessario presentare un progetto di ammodernamento finalizzato a:

  • migliorare l’efficienza aziendale;
  • modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
  • sviluppare soluzioni di e-commerce;
  • fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
  • realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

che verrà finanziato per il 50% fino ad un massimo di 10 mila euro.

Non farti trovare impreparato e non aspettare l’ultimo momento per cogliere questa importante opportunità per digitalizzare al top la tua azienda.

Contattaci per ideare il percorso di innovazione su misura per la tua azienda, in modo da non commettere errori e poter accedere senza problemi al Voucher digitalizzazione.

Inviaci una mail per avere tutte le informazioni relative al bando e alle modalità di presentazione della domanda: imaginepaolo@gmail.com

 


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[Coach Creativo]

Nuovo seminario di Personal Branding Holiday Inn Vulcano Buono

Nuovo Seminario di Personal Branding, un’occasione da non perdere!

Un nuovo seminario di Personal Branding, una nuova esperienza per tutti coloro che vogliano compiere una grande svolta nel proprio business personale riuscendo a reinventare se stessi.

Oggi circa 30 partecipanti hanno avuto la grande opportunità di assistere, in prima persona, al nuovo seminario di Personal Branding di Paolo Franzese presso l’Holiday Inn di Nola, all’interno del centro commerciale Vulcano Buono.

Siamo pronti a raccogliere le emozioni che questa esperienza susciterà nei presenti che, per la prima volta, si apprestano a seguire un seminario di Personal Branding tenuto da Paolo Franzese.

Si inizia (prima parte)

Sulle note di “Eye of the tiger”, una musica che infonde carica e motivazione, entrano i partecipanti bramosi ed entusiasti di apprendere quanto più possibile Paolo Franzese, con il suo modo semplice e chiaro, possa esporre.

Semplicità…

E si parte proprio dalla semplicità…Semplicità che è sinonimo di ordine e organizzazione per guadagnare tempo, imparare, migliorare e arrivare all’obbiettivo.

La semplicità è un punto fondamentale dal quale partire, come John Maeda propone, attraverso una guida fatta di 10 regole che possono essere applicate alla tecnologia, al design e alla vita di tutti i giorni.

Emozione…

L’emozione tra i presenti è palpabile e anche il nostro coach creativo è visibilmente emozionato, tutti sono protesi verso il cambiamento con passione, vitalità ed energia.

nuovo seminario di personal branding
L’emozione è alla base della creatività e Paolo Franzese prende in esame, uno per uno i 12 segreti di Osho per sprigionare l’energia creativa che è all’interno di ognuno di noi.

Si parla di brand, di come realizzare un logo o un marchio aziendale senza commettere errori prendendo in esame marchi famosi e di come riuscire a renderlo visibile e conosciuto attraverso gli strumenti che il web mette a disposizione.

Un piccolo break e si ricomincia…

Inizia la seconda parte con grande concretezza e tanti input per aprire la mente ed iniziare il cambiamento.

Google è il più grande motore di ricerca usato al mondo dal 1997. E’ necessario conoscere il funzionamento di Google e quale sia la risposta, attraverso cui vengono forniti i risultati delle ricerche organiche, per riuscire a portare la propria azienda ai primi posti delle prime pagine.

Tutti i consigli e gli insegnamenti di Paolo vengono accolti con grande entusiasmo e partecipazione da parte di tutti i partecipanti al nuovo seminario di Personal Branding.

Smart…

Ponetevi un obbiettivo specifico al quale aspiri il vostro business. Esso dovrà essere, Specifico, Misurabile, Raggiungibile (Achievable), Rilevante e Definito nel tempo (Time Based), in questo modo arriverete ad una soluzione straordinaria!


Le soluzioni possono essere semplici o straordinarie, voi dovete aspirare alla soluzione straordinaria!

Come fare Personal Branding…

Ed ecco che a poco a poco si scoprirà come fare Personal Branding (su telegram il canale dedicato a questo ed altro) e come utilizzare il web e i social per comunicare e far conoscere il proprio valore.

Passo, passo vengono sviscerate le soluzioni per aumentare la visibilità della propria azienda sul web e sui social media attraverso un’analisi dettagliata sul pubblico, i modi e i tempi di pubblicazione dei contenuti.

Nozioni tecniche si alternano a pillole di saggezza e la partecipazione si fa sempre più viva ed interessante anche con interventi e domande da parte dei presenti.

Ciò che scaturisce da questo nuovo seminario di Personal Branding è una grande energia, un energia che circola tra il coach creativo Paolo e tutti i presenti, un arricchimento con scambi di pensieri ed esperienze importantissimo per far crescere il proprio business.

Le ore trascorrono in un soffio e la voglia di scoprire tutti i segreti del web e dei social è tanta!

Non temete presto ci sarà un corso avanzato di Personal Branding!

 

 


Consigliato da @imaginepaolo
Scritto da Caterina Del Pup
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[Coach Creativo Facebook Social Media Trends]

Utilizzate Facebook ed altri social media per la crescita della vostra azienda, prima che lo facciano i vostri competitors!

Spesso, erroneamente, si ha un’idea dell’utilizzo dei social media come mezzi utilizzati per l’intrattenimento, mentre sono una grande opportunità e uno strumento per la crescita delle Piccole e Medie Imprese.

3 imprese italiane su 4 dichiara di effettuare l’utilizzo dei social media per promuovere la propria azienda

Le Piccole e Medie Imprese in Italia costituiscono il 95% dell’attività produttiva, un tessuto di assoluto rilievo nell’economia nazionale.

È molto importante domandarsi quanto e come l’utilizzo dei social media possa essere una grande opportunità per la crescita e per affrontare le sfide del futuro.

Banca Mondiale, Facebook e Ocse hanno condotto un’indagine internazionale e hanno raccolto una serie di dati che è costantemente aggiornata sullo stato di economia nel quale evolvono le piccole e medie imprese e sulla percezione che esse hanno sulla situazione economica del loro paese e sul loro settore.

Inoltre sono stati approfonditi i metodi in cui le piccole e medie imprese utilizzano il digitale per crescere e per internazionalizzarsi.

La crescita del vostro business è favorita dai mezzi digitali.

Lo studio è partito a febbraio 2016 e ha visto coinvolte 200.000 PMI in tutto il mondo tra cui l’Italia.

1 azienda su 3 afferma di aver potuto assumere più persone proprio grazie alla crescita del proprio business favorita dai mezzi digitali.

Il 70% dei campioni delle PMI intervistata ha dichiarato di aver aumentato le vendite e trovato nuovi clienti grazie alle piattaforme dei social.

il 67% sostiene che i social abbiano dato la possibilità di incrementare le vendite all’estero.

I social e, più in generale il web, garantisce un trattamento equo ed una crescita equa di tutte le aziende perché consente alle piccole aziende di internazionalizzarsi e di mettersi al livello delle grandi.

Gli strumenti forniti dai social sono semplici da utilizzare e possono fornire un infinito motore di crescita.

3 imprese italiane su 4 dichiara di effettuare l’utilizzo dei social media per promuovere la propria azienda, anche se si nota ancora una certa reticenza e una mancanza di cultura su Social Media Marketing da parte delle Piccole e Medie Imprese, dovuta anche ad una scarsità di risorse fisiche ed economiche da poter investire in questo settore.

Necessaria è la formazione (se volete qui abbiamo una buona opportunità per voi, non perdetela) per poter potenziare la propria strategia di comunicazione e produrre contenuti interessanti e accattivanti per poter espandere il proprio business.

Aspetti fondamentali sono:

  1. la conoscenza del cliente;
  2. conoscenza dei suoi bisogni e comportamenti;
  3. lo studio dei competitor per capire quali siano gli elementi chiave che li abbiano fatti crescere sul mercato;
  4. il mettere a conoscenza il pubblico delle proprie peculiarità e punti di forza.

I cambiamenti epocali hanno un costo ed è necessario un lavoro ed un impegno da effettuarsi in sinergia con proposte e incentivi da parte dello Stato, in modo da consentire alle Piccole Medie Imprese che hanno voglia di crescere e di investire le proprie energie nell’utilizzo dei social media.

Fonte: The Future of Business Survey